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SUMMARY:X Conferenza nazionale Aici
DESCRIPTION:Come ogni anno torna la Conferenza nazionale dell’Aici\, l’appuntamento che dal 2014 riunisce gli istituti soci dell’Associazione per un confronto con il mondo dell’università\, della politica e dell’informazione\, favorendo la nascita e lo sviluppo di processi di innovazione nella loro attività. Organizzata tradizionalmente insieme alla Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del MiBAC\, la Conferenza ha toccato negli anni città come Torino\, Conversano\, Lucca\, Trieste\, Ravello e Firenze. \nSiamo liete di annunciare che l’edizione 2026\, dal titolo Italia è Cultura\, si terrà a Torino il 9 e 10 ottobre\, in collaborazione con il Polo del ‘900 e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. \nIl programma definitivo sarà pubblicato prossimamente. \nChi è l’Aici \nL’Aici – Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane è stata costituita nel 1992 da un gruppo di associazioni\, fondazioni e istituti culturali di grande prestigio e consolidata attività. Conta oggi circa 180 soci distribuiti su tutto il territorio nazionale\, impegnati in attività di ricerca\, conservazione e promozione culturale nei più diversi ambiti: dalle accademie storiche alle fondazioni della memoria\, dagli istituti filosofici a quelli dedicati alla musica e ai beni culturali. \nLa missione dell’Associazione\, come indicato dal suo Statuto\, è tutelare e valorizzare la funzione delle Istituzioni di cultura\, riconosciute dalla Costituzione della Repubblica come componente essenziale della comunità nazionale. L’Aici lavora inoltre per promuovere l’innovazione nei modelli gestionali e organizzativi dei propri soci\, favorire un raccordo stabile con il mondo universitario nella ricerca e nella formazione\, e rafforzare la dimensione europea e internazionale della cooperazione culturale.
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SUMMARY:Culture al plurale. Pratiche ed esperienze di prevenzione dei razzismi in ambito educativo e scolastico
DESCRIPTION:Primo incontro del ciclo Sguardi plurali. Voci e linguaggi per raccontare il presente nato dalla collaborazione tra Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Biblioteca Amílcar Cabral\, nell’ambito del progetto Fonti e futuro. Archivi\, storia e informazione per una cittadinanza globale. \n  \nCulture al plurale. Pratiche ed esperienze di prevenzione dei razzismi in ambito educativo e scolastico \nLunedì 12 ottobre 2026 | ore 18 presso la Biblioteca della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna (2 piano) \nInterventi di: Ivana Bolognesi\, Gianluca Gabrielli e Rita Monticelli \nModera: Giovanna Guerzoni   \n  \nIvana Bolognesi è docente di Pedagogia interculturale presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna. I suoi interessi di ricerca sono rivolti ai processi di integrazione in contesti educativi multiculturali in particolare nella scuola dell’infanzia e scuola primaria. Nel 2022 ha pubblicato Percorsi interculturali per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria: costruire dialogo e relazioni a partire dai bambini. \nGianluca Gabrielli è insegnante nella scuola primaria e dottore di ricerca in History of education. Si occupa di storia dell’educazione\, del razzismo e del colonialismo italiano nonché di didattica della storia. Fa parte della redazione di «novecento.org». Nel 2015 ha pubblicato Il curricolo «razziale». La costruzione dell’alterità di «razza» e coloniale nella scuola italiana (1860-1950) e nel 2016 Educati alla guerra. Nazionalizzazione e militarizzazione dell’infanzia nel Novecento. \nRita Monticelli è professoressa ordinaria all’Università di Bologna\, insegna Studi di genere\, Teorie femministe tra differenze e diversità\, Letteratura inglese/dei paesi di lingua inglese\, Teorie postcoloniali e Storia della cultura. Su questi temi ha pubblicato saggi e volumi monografici e collettanei. Ha partecipato a progetti europei sugli studi interculturali delle donne\, sulla memoria culturale in Europa\, sull’intersezione tra cultura umanistica e ‘scienze’\, su genere e cultura dell’uguaglianza in Europa\, e riguardanti la promozione di parità di genere e inclusione. \nGiovanna Guerzoni è docente di Antropologia culturale presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna. Nelle sue ricerche si occupa dei processi di formazione dell’identità culturale in contesti multiculturali. Dal 2017\, è membro dell’Advisory Board dell’Università di Bologna a supporto delle attività del piano strategico metropolitano. \n  \n  \nQui il programma completo della rassegna \nLa locandina
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SUMMARY:Tra Cina e Italia: vissuti personali\, espressioni artistiche e lotta per la cittadinanza della comunità sinoitaliana
DESCRIPTION:Secondo incontro del ciclo Sguardi plurali. Voci e linguaggi per raccontare il presente nato dalla collaborazione tra Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Biblioteca Amílcar Cabral\, nell’ambito del progetto Fonti e futuro. Archivi\, storia e informazione per una cittadinanza globale . \nTra Cina e Italia: vissuti personali\, espressioni artistiche e lotta per la cittadinanza della comunità sinoitaliana \nGiovedì 22 ottobre 2026 | ore 18 presso la Biblioteca Amílcar Cabral \nInterventi di: Jada Bai e Zheng Ningyuan  \nModera: Gaia Perini   \n  \nJada Bai\, lettrice di lingua cinese presso l’Università di Torino\, mediatrice linguistica culturale e autrice. Da anni promuove attraverso i suoi scritti le storie delle persone e delle famiglie della comunità cinese in Italia e nel 2025 ha pubblicato il romanzo per ragazzi Il serpente bianco. \nZheng Ningyuan è artista\, filmmaker e attivista; fondatore del collettivo WUXU. Vive e lavora a Bologna. La sua pratica interdisciplinare combina ricerca\, interviste e dispositivi audiovisivi per indagare le migrazioni in Italia\, le relazioni di potere tra Europa e Asia e i conflitti del lavoro.  \nGaia Perini è docente di Lingua e Letteratura Cinese cinese presso il Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna. Nel 2026 ha pubblicato Il racconto della Cina moderna. È membro del comitato scientifico della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.  \n  \nQui il programma completo della rassegna \nLa locandina
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SUMMARY:Pratiche e culture urbane tra Africa e diaspore. Connessioni\, immaginari\, linguaggi artistici 
DESCRIPTION:Terzo incontro del ciclo Sguardi plurali. Voci e linguaggi per raccontare il presente nato dalla collaborazione tra Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Biblioteca Amílcar Cabral\, nell’ambito del progetto Fonti e futuro. Archivi\, storia e informazione per una cittadinanza globale. \n  \nPratiche e culture urbane tra Africa e diaspore. Connessioni\, immaginari\, linguaggi artistici \nVenerdì 30 ottobre 2026 | ore 18 presso la Biblioteca Amílcar Cabral \nInterventi di: Abdou M. Diouf\, Naomi Kelechi Di Meo e Carole Oulato  \nModera: Cristina Ercolessi  \n  \nAbdou M. Diouf biologo molecolare\, giornalista scientifico e scrittore\, con esperienza nella ricerca e passione per la comunicazione scientifica. Gestisce una pagina facebook “Accettare con serenità che certe cose non le accetterai mai con serenità” che ha superato i 100.000 follower. Autore di due romanzi – È sempre estate (2016) e Il pianista del Teranga (2020) – è esperto in giornalismo e scrittura di progetti di cooperazione internazionale. Ha coordinato un progetto di ricerca internazionale Firenze-Dakar sulle piante medicinali senegalesi (2022)\, cercando di coniugare scienza e sviluppo sostenibile. Assegnista di ricerca presso l’Istituto Superiore di Sanità\, ha lavorato a un progetto interdisciplinare con l’Agenzia Spaziale Italiana in contesti altamente innovativi. Da settembre 2026 insegna a Piacenza Matematica e Scienze.  \nNaomi Kelechi Di Meo è nata a Brescia e ha origini nigeriane\, etiopi\, argentine e italiane. Laureata in Media and Information all’Università di Amsterdam\, ha proseguito la sua formazione con il Master in Arti del Racconto all’Università IULM di Milano. È scrittrice indipendente ed editor di oltreoceano.eu\, piattaforma editoriale che esplora la Blackness in Europa attraverso una prospettiva culturale\, politica e critica. Il suo lavoro si muove tra scrittura\, musica e politica. Si occupa di divulgazione e organizzazione politica\, online e offline\, e la sua ricerca indaga le intersezioni tra classe\, genere e razzializzazione attraverso una prospettiva marxista e decoloniale.  \nCarole Oulato è un’appassionata ricercatrice musicale e culturale. Co-fondatrice del progetto Abidjan Centrale con Giuseppe Esposito\, esplora il ruolo della musica nei processi di decolonizzazione attraverso podcast e dj set. Le loro selezioni sono state protagoniste a eventi come il Tropical Timewarmup a Berlino e in diverse rassegne in Italia. Autrice e amante della poesia\, ha contribuito alla raccolta Sciroccate di Tamu con il racconto Pomodori Amari\, un ponte tra Africa ed Europa che analizza gli effetti delle politiche agricole europee sul mercato del pomodoro in Ghana. Nel 2021\, insieme a Anne Marie Ange Sibi\, ha vinto il Premio Mutti alla creatività con Nostoi. Carole è anche attivista presso la Casa del Mondo Adjebadia\, un’associazione antirazzista con sede alla Bolognina di Bologna.  \nCristina Ercolessi già docente di Sistemi politici e sociali dell’Africa contemporanea presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. È membro del comitato scientifico della Biblioteca Amilcar Cabral e coordinatrice del gruppo di lettura sull’Africa contemporanea organizzato dal 2022 in biblioteca. \n  \nQui il programma completo della rassegna \nLa locandina
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