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SUMMARY:MARCUS REDIKER | Summer school in Global Studies and Critical Theory 2022
DESCRIPTION:  \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con l’Academy of Global Humanities and Critical Theory promuove ogni anno un calendario di eventi pubblici all’interno della Summer school in Global Studies and Critical Theory\, un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia e che si tiene ogni estate a Bologna. \nLa Fondazione collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nIl titolo dell’edizione 2022 è THE SEA  e si terrà a Bologna dal 27 giugno all’8 luglio 2022 \nIl mare ha giocato un ruolo potente nella costituzione stessa della modernità globale. Molteplici vettori di espansione coloniale e di trasporto forzato di manodopera hanno striato gli oceani fin dalla conquista delle Americhe e dal Medio Passaggio. Gli imperi sono stati costruiti in mare\, con profonde implicazioni per la costruzione dello stato sulla terraferma. Per molti aspetti\, il capitalismo globale è un fenomeno marittimo. Allo stesso tempo\, gli oceani sono stati fin dall’inizio della modernità spazi politici contestati\, dove i movimenti e le lotte di quelli che C.L.R. James ha chiamato marinai\, rinnegati e naufraghi hanno alimentato forme specifiche di radicalismo marittimo e politiche diasporiche. \nOggi\, il mare continua ad essere il palcoscenico di drammatici conflitti e tensioni. Questo è evidente se si pensa\, per esempio\, al rafforzamento letale delle frontiere marittime per affrontare le migrazioni in luoghi come il Mediterraneo o la Baia del Bengala\, alle trivellazioni e alle estrazioni in acque profonde\, al confronto militare nel Mar Cinese Meridionale\, alla logistica marittima di fronte alle interruzioni delle catene di approvvigionamento nella congiuntura pandemica\, o all’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico. Come possiamo dare un senso a sviluppi così complessi? Come possiamo rappresentarli dal punto di vista della teoria critica? E c’è qualcosa da imparare dallo studio delle questioni marittime che è valido anche oltre il mare nell’attuale situazione globale? \nTutte queste domande e argomenti sono in primo piano nell’edizione 2022 della scuola estiva\, che mira a combinare una molteplicità di sguardi diversi sul mare per cogliere un insieme di sviluppi e conflitti che sono caratteristiche della nostra epoca. \nIl calendario di eventi pubblici è rivolto non solo alle studentesse e studenti della Summer School ma all’intera cittadinanza. \nL’evento si terrà IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sul Canale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \nLunedì 27 giugno 2022 – ore 19.00\nAuditorium Biagi Biblioteca Salaborsa\, (Piazza Maggiore\,3 – Bologna)\nWelcome and presentation of the 2022 edition: SANDRO MEZZADRA\nMARCUS REDIKER (in collegamento) \nAgainst Terracentrism: Oceans as Sites of Struggle and History-Making \n  \nQuesta conferenza esplorerà il pregiudizio persistente e in gran parte inconsapevole del pensiero moderno\, secondo il quale si presume che tutti gli spazi reali e materiali siano terrestri e di solito nazionali. Si sostiene che i processi storici mondiali\, come la formazione delle classi e delle razze\, si sono svolti in mare e che le lotte marittime dal basso\, passate e presenti\, hanno plasmato il corso della storia. La conferenza introdurrà anche un nuovo progetto che l’autore sta portando avanti con Nandita Sharma\, “Hydra Rising!”\, sul lavoratore migrante e la sua sfida al potere erculeo del capitalismo globale contemporaneo. \nMarcus Rediker è professore emerito di storia atlantica all’Università di Pittsburgh. Le sue “storie dal basso” hanno vinto numerosi premi\, tra cui il George Washington Book Prize\, e sono state tradotte in diciassette lingue in tutto il mondo. È autore di The Slave Ship: A Human History (2007) e The Amistad Rebellion: An Atlantic Odyssey of Slavery and Freedom (2012)\, da cui è stato tratto il premiato film documentario Ghosts of Amistad\, diretto da Tony Buba. Attualmente lavora come curatore ospite alla JMW Turner Gallery della Tate Britain e sta scrivendo un libro sulla fuga dalla schiavitù via mare nell’America antica. \n  \n \n  \n\n  \n  \n  \nTutto il programma qui: http://www.iger.org/2022/06/13/the-sea-summer-school-in-global-studies-and-critical-theory-2022/
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SUMMARY:"Marxisant" Pasolini dentro e fuori dal Pci
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna invita all’incontro Marxisant. Pasolini dentro e fuori dal Pci in porgramma per venerdì 24 giugno 2022 alle ore 18.00 presso il Chiostro del Teatro Arena del Sole  (Via Indipendenza\, 44 – Bologna).  \nIn occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (1922 –1975) un incontro che desidera riflettere sul suo rapporto con il Partito comunista italiano attraverso le vicende della sua vita\, i suoi scritti e le sue opere artistiche. \n  \nIntrevengono: \nMarco Antonio Bazzocchi | Università di Bologna \nPaolo Desogus | Université Paris-Sorbonne \nAnna Tonelli | Università di Urbino \n  \n \n  \n  \n\n 
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SUMMARY:Attualità della memoria. Un gruppo di lettura itinerante nelle biblioteche della rete.
DESCRIPTION:La Rete Specialmente in Biblioteca propone un gruppo di lettura aperto e itinerante\, con un percorso che attraversa le biblioteche specializzate di Bologna. Gli incontri avranno cadenza mensile tra gennaio e giugno 2022\, ogni volta in una biblioteca differente. \nIl tema individuato è quello della attualità della memoria e le proposte bibliografiche selezionate da ogni biblioteca\, tappa dei sei incontri del gruppo di lettura\, sono centrate su biografie\, autobiografie\, storie di vita ma anche saggistica attinente a questo filo conduttore. \nNel gruppo di lettura\, aperto a 25 partecipanti\, sarà possibile confrontarsi\, scambiare opinioni\, arricchirsi anche grazie a letture molto varie fra loro perché proposte dalle biblioteche in linea con la propria caratterizzazione disciplinare.\nL’adesione al gruppo di lettura itinerante è libera e permette ad ognuno di scegliere secondo i propri interessi e motivazioni\, iscrivendosi singolarmente alle sei tappe del percorso. \n  \nL’appuntamento che ospiterà la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna si terrà martedì 14 giugno 2022 alle ore 18.00 presso la Sala Studio della biblioteca (Via Mentana\, 2) \nLa lettura proposta è:\n  \n \n  \nUn tempo senza storia. La distruzione del passato di Adriano Prosperi (Einaudi\, 2021) \n«Si moltiplicano i segnali d’allarme sulla perdita di memoria collettiva e di ignoranza della nostra storia. Nella realtà italiana di oggi c’è un passato che sembra dimenticato. E il peso dell’oblio è qui forse più forte che altrove. Ma che cosa significa liberarsi dal peso del passato? Questo libro è\, al medesimo tempo\, un’apologia della storia e uno sguardo preoccupato sulla società dell’oblio in cui viviamo. Una società dove la storia\, come disciplina\, è vituperata e marginalizzata. E dove dimenticare il passato è un fenomeno connesso alla scomparsa del futuro nella prospettiva delle nuove generazioni\, mentre le rinascenti mitologie nazistoidi si legano all’odio nei confronti di chi viene “da fuori”. E tuttavia l’offuscarsi della coscienza e della conoscenza storica sembra passare quasi inavvertito. Per cercare di capire come siamo arrivati a questo punto\, e per superare questa indifferenza sul tema\, Adriano Prosperi propone qui una riflessione sul ruolo della memoria e della storia nella nostra tradizione.» \nCerca il libro in biblioteca \n  \nPer iscriversi al gruppo di lettura mandare una mail a biblioteca@iger.org  \n  \n  \n  \nPiù info sul ciclo di incontri qui \n  \n 
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SUMMARY:Lettere dal carcere di Antonio Gramsci con letture di Marco Baliani
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna nell’ambito della rassegna Le Voci dei libri organizzata dal Comune di Bologna\, Bologna Biblioteche\, Biblioteca Salaborsa e Coop Alleanza 3.0 in collaborazione con Librerie.coop\, invita alla presentazione del volume Lettere dal carcere di Antonio Gramsci a cura di Francesco Giasi (Einaudi\, 2020) in programma per venerdì 27 maggio 2022 alle ore 18.00 presso la Piazza coperta di Sala Borsa (Piazza Nettuno\, 3 – Bologna). \nGli incontri all’interno di Biblioteca Salaborsa sono trasmessi anche in diretta streaming sul canale youtube di Bologna Biblioteche \n  \nIntroduce: \nElena Di Gioia | Delegata del Sindaco alla Cultura di Bologna e Città Metropolitana \n  \nCon gli interventi di: \n Paolo Capuzzo | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nFrancesco Giasi | Direttore Fondazione Gramsci Roma \n  \nCon letture di Marco Baliani \n  \n  \n  \nLettere dal carcere è un libro unico e postumo. La sua storia\, come spiega Francesco Giasi nell’introduzione\, inizia il giorno dopo la morte del suo autore\, avvenuta a Roma il 27 aprile 1937. La prima edizione contava 218 lettere. Qui sono 511\, di cui 12 inedite. È la storia personalissima di un pensiero conteso fra logiche di apparato\, libertà di visione\, dolore e tenacia di impegno. In tutte le sue edizioni\, per merito dei o nonostante i suoi curatori\, Lettere dal carcere è sempre apparso al suo lettore non come un libro-archivio\, ma come un’opera compiuta e autonoma\, perché autoritratto di un pensiero vivente nel suo divenire\, nel suo dispiegarsi\, ma anche nella sua novità radicale. \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n \n  \n 
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SUMMARY:Lezione Gramsciana 2022 con Lea Ypi
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna è lieta di presentare la 16a edizione della Lezione Gramsciana che si terrà mercoledì 25 maggio 2022 e che vedrà la partecipazione della Professoressa Lea Ypi della London School of Economics and Political Science. \n  \nLezione gramsciana 2022 con Lea Ypi\nMercoledì 25 maggio 2022 ore 17.00 \nSala Convegni Via Mentana 2 (Fondazione Barberini) e Online su ZOOM \n  \nPartiti politici e polarizzazione sociale\nSaluto di Paolo Capuzzo | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nIntroduce Nadia Urbinati | Columbia University \nLezione di Lea Ypi | London School of Economics and Political Science \n  \n \n  \nCon il nome di Lezione gramsciana dal 2006 la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna promuove\, con la supervisione scientifica di Nadia Urbinati\, una lezione annuale\, aperta al pubblico\, dedicata ad Antonio Gramsci o a temi che fanno riferimento al suo pensiero filosofico e politico. \n  \nA tenere la lezione sono invitati studiosi di rilievo internazionale a testimoniare l’attualità e la diffusione degli studi gramsciani in molte parti del mondo. \nDal 2006 sono intervenuti (in ordine cronologico) Gayatri Spivak\, Partha Chatterjee\, Chantal Mouffe\, Carlo Ginzburg\, Jon Elster\, Donald Sassoon\, Andreas Kalyvas\, Étienne Balibar\, Pierre Rosanvallon\, Adriana Cavarero\, Marc Lazar\, David Forgacs\, Donatella Della Porta\, Roberto Esposito\, Daniele Menozzi. \n  \nLa lezione di quest’anno prende il titolo Partiti politici e polarizzazione sociale. \nLa polarizzazione è una tendenza largamente osservata nella politica di oggi\, e ha implicazioni che in genere sono considerate dannose.  Di fronte a un simile fenomeno si è diffusa l’idea che la politica funzionerebbe meglio – in modo più efficiente\, e anche più equo – se le opinioni forti potessero essere temperate e un ideale di moderazione diffuso tra i cittadini e le istituzioni. \nIn realtà occorre rivalutare il conflitto politico e mostrare come risulti fondamentale il modo in cui è organizzato – quali pretese sono espresse\, in nome di chi\, e come vengono incorporate in strutture istituzionali in partiti politici. La politica contemporanea non ha bisogno di meno ‘polarizzazione’ ma di una polarizzazione del giusto tipo\, indirizzata da istituzioni di partigianeria più forti. \nLea Ypi è professoressa di Teoria politica alla London School of Economics and Political Science e professore onorario di filosofia all’Australian National University. È autrice di Global Justice and Avant-Garde Political Agency\, The Meaning of Partisanship (con Jonathan White)\, The Architectonic of Reason\, tutti pubblicati dalla Oxford University Press. Il suo ultimo libro\, una memoria filosofica intitolata Free: Coming of Age at the End of History pubblicato da Penguin Press è stato tradotto in venti lingue\, ed è in corso di pubblicazione in italiano da Feltrinelli. \n  \n 
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SUMMARY:Storia e memoria | Storia\, memoria e politica nella Russia di Putin: il caso Memorial
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, l’Istituto Parri e il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto\, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il Patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano presentano il ciclo di 4 incontri STORIA e MEMORIA con la responsabilità scientifica di Paolo Capuzzo. \nProduzione storiografica ed elaborazione della memoria collettiva hanno specifici rapporti con il passato e rispondono a criteri di costruzione\, principi\, e condizionamenti sociali e politici differenti. Se la memoria pubblica è incardinata in un’immagine del passato definita da politiche culturali ed educative\, ritualità collettive\, espressioni monumentali e spesso dipende dalla rappresentazione del passato prodotta dall’industria culturale e dai media sociali\, la ricerca storica\, invece\, è promossa nel quadro di istituzioni\, pubbliche e private\, e si regola sulla base di metodologie e protocolli che ne legittimano lo statuto. \nQuesta serie di incontri intende illustrare come si sia determinato il rapporto tra ricerca storica e memoria pubblica sulla base dell’analisi di alcuni casi specifici: una serie di eventi luttuosi avvenuti nel corso del Novecento in contesti geografici e storico-politici molto lontani tra loro. I relatori ci aiuteranno a ricostruire la storia della ricerca storica su tali eventi\, mostrando i passaggi conoscitivi\, l’uso delle fonti e l’accesso agli archivi\, il grado di libertà di cui la ricerca ha potuto godere. Vi si affiancherà una riflessione sulla memoria pubblica per comprendere come abbia risposto a condizionamenti politici\, sensibilità sociali\, conflitti. \nQuesta serie di incontri si conclude con la presentazione di un documentario sulla storia di Memorial\, la più importante ONG russa che ha lavorato per più di trent’anni per la tutela della memoria delle repressioni di massa staliniane e per la difesa dei diritti umani in Russia. Un tribunale della Federazione Russa ne ha recentemente ordinato la liquidazione. \n  \n  \n Giovedì 12 maggio 2022 – ore 18.00 Cinema Lumière (Piazzetta Pier Paolo Pasolini 2/b\, Bologna) \nIn collaborazione con Cineteca di Bologna \nNiccolò Pianciola | Università di Padova \nStoria\, memoria e politica nella Russia di Putin: il caso Memorial \nProiezione di Processo alla memoria di Konstantin Goldenzweig (Russia 2021\, 58’) Versione originale con sottotitoli italiani (Ingresso libero) \n  \n \n  \nMemorial era la più importante ONG attiva nella società russa. L’associazione fu fondata nel 1989 dal Premio Nobel Andrej Sacharov insieme ad Arsenij Roginskij\, Lev Ponomarëv ed altri attivisti. Per decenni\, Memorial è stata impegnata a tutelare la memoria delle repressioni sovietiche in URSS\, e a difendere i diritti umani violati nella Russia postsovietica. È l’unica organizzazione non statale russa a possedere un grande archivio di memorie\, documenti e artefatti che documentano le vite dei milioni passati attraverso l’arcipelago dei campi del Gulag e degli altri gironi del sistema repressivo sovietico. Questi documenti sono stati raccolti negli anni grazie a un capillare lavoro portato avanti da centinaia di volontari dell’associazione. Grazie a Memorial è stato in molti casi possibile identificare l’ubicazione di molte fosse comuni nelle quali erano stati fatti scomparire i «nemici del popolo». Fin dagli anni Novanta\, Memorial è stata attiva nel documentare le violazioni dei diritti umani nella Russia contemporanea e a fornire assistenza giuridica alle vittime e ai loro familiari\, in particolare durante i due sanguinosi conflitti in Cecenia. Sotto Putin\, l’associazione ha conosciuto una crescente persecuzione da parte delle autorità\, fino alla liquidazione avvenuta alla fine dello scorso mese di febbraio. Il reportage di Konstantin Goldenzweig ricostruisce la straordinaria storia di Memorial\, dalla fondazione alla vigilia della liquidazione. Mostrando la persecuzione della più influente ONG russa\, il film mette in luce la condizione della società civile sotto il tallone di regime autoritario che governa la Russia. \n  \nQui il calendario completo
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SUMMARY:Storia e memoria | Monte Sole 1944 tra storia e memoria in Italia e nei paesi eredi della Germania nazista
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, l’Istituto Parri e il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto\, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il Patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano presentano il ciclo di 4 incontri STORIA e MEMORIA con la responsabilità scientifica di Paolo Capuzzo. \nProduzione storiografica ed elaborazione della memoria collettiva hanno specifici rapporti con il passato e rispondono a criteri di costruzione\, principi\, e condizionamenti sociali e politici differenti. Se la memoria pubblica è incardinata in un’immagine del passato definita da politiche culturali ed educative\, ritualità collettive\, espressioni monumentali e spesso dipende dalla rappresentazione del passato prodotta dall’industria culturale e dai media sociali\, la ricerca storica\, invece\, è promossa nel quadro di istituzioni\, pubbliche e private\, e si regola sulla base di metodologie e protocolli che ne legittimano lo statuto. \nQuesta serie di incontri intende illustrare come si sia determinato il rapporto tra ricerca storica e memoria pubblica sulla base dell’analisi di alcuni casi specifici: una serie di eventi luttuosi avvenuti nel corso del Novecento in contesti geografici e storico-politici molto lontani tra loro. I relatori ci aiuteranno a ricostruire la storia della ricerca storica su tali eventi\, mostrando i passaggi conoscitivi\, l’uso delle fonti e l’accesso agli archivi\, il grado di libertà di cui la ricerca ha potuto godere. Vi si affiancherà una riflessione sulla memoria pubblica per comprendere come abbia risposto a condizionamenti politici\, sensibilità sociali\, conflitti. \nQuesta serie di incontri si conclude con la presentazione di un documentario sulla storia di Memorial\, la più importante ONG russa che ha lavorato per più di trent’anni per la tutela della memoria delle repressioni di massa staliniane e per la difesa dei diritti umani in Russia. Un tribunale della Federazione Russa ne ha recentemente ordinato la liquidazione. \n  \nPer partecipare è richiesto il Super Green Pass e l’utilizzo della mascherina Ffp2. Tutti gli eventi saranno registrati e resi disponibili nei giorni successivi sul canale Youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nLunedì 9 maggio 2022 – ore 17.00 Sala Prof. Marco Biagi – Complesso del Baraccano (Via S. Stefano 119\, Bologna)  \nIntroduce Andrea Marchi | Vicepresidente Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto \nIntervengono Carlo Gentile | Università di Colonia \nEloisa Betti | Responsabile del progetto memoria della strage di Montesole \nMonte Sole 1944 tra storia e memoria in Italia e nei paesi eredi della Germania nazista \nCon il patrocinio del Quartiere S.Stefano \n  \n \n  \nEvento profondamente traumatico per la sua comunità e con pesanti ricadute per i soggetti coinvolti\, la strage di Monte Sole/Marzabotto è anche un evento paradigmatico che ci permette di illustrare i condizionamenti politici\, le sensibilità sociali e i conflitti che accompagnarono nel dopoguerra la lunga storia della sua memoria in Italia e nei tre paesi eredi della Germania nazista\, la Repubblica federale tedesca\, la Repubblica democratica tedesca e l’Austria. Il conflitto sulla memoria di quei fatti fu aspro in Italia\, dove i principali attori furono lo schieramento antifascista\, in particolare il PCI\, il mondo cattolico\, la giustizia militare e gli ambienti di destra. La DDR si attribuì l’eredità della resistenza al nazismo rinunciando ad assumere responsabilità concrete per i suoi crimini\, ma offrì la possibilità alle vittime di narrare la loro storia (Giorgi\, Marzabotto spricht\, Berlino-Est 1958)\, cosa che invece nella Germania federale fu a lungo difficile. La situazione dell’Austria\, con la sua caratteristica suddivisione politica tra sinistra al potere\, mondo cattolico conservatore e Drittes Lager di estrema destra a lungo in opposizione\, ma con un rapporto conflittale con l’Italia a causa della questione sudtirolese\, fu ancora diversa. La questione legata alla lunga incarcerazione di Walter Reder e al suo rilascio nel 1985 ebbe qui pesanti ricadute politiche e memoriali. \nIn tutti e tre i paesi per molti anni la narrazione della strage di Monte Sole fu controllata da influenti gruppi di potere. La figura di Walter Reder divenne un mito negativo in Italia\, soprattutto per chi si rifaceva alle tradizioni e all’eredità della resistenza. Nella Germania di Bonn e in Austria fino agli anni 80 furono soprattutto le organizzazioni dei reduci della Wehrmacht e delle Waffen-SS a monopolizzare il discorso pubblico sulla strage e sui perpetratori. \nSolo dopo il 2000 in Italia come in Germania la memoria delle vittime della strage iniziò a essere riconosciuta. La visita a Marzabotto e a Monte Sole del presidente tedesco Johannes Rau nella primavera del 2002 e il processo di La Spezia del 2005/2006 furono i momenti che aprirono la strada al riconoscimento delle voci delle vittime civili. \n  \n  \nQui il calendario completo
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SUMMARY:Storia e memoria | Babij Jar: testi\, immagini\, luoghi come atti di memoria
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, l’Istituto Parri e il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto\, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il Patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano presentano il ciclo di 4 incontri STORIA e MEMORIA con la responsabilità scientifica di Paolo Capuzzo. \nProduzione storiografica ed elaborazione della memoria collettiva hanno specifici rapporti con il passato e rispondono a criteri di costruzione\, principi\, e condizionamenti sociali e politici differenti. Se la memoria pubblica è incardinata in un’immagine del passato definita da politiche culturali ed educative\, ritualità collettive\, espressioni monumentali e spesso dipende dalla rappresentazione del passato prodotta dall’industria culturale e dai media sociali\, la ricerca storica\, invece\, è promossa nel quadro di istituzioni\, pubbliche e private\, e si regola sulla base di metodologie e protocolli che ne legittimano lo statuto. \nQuesta serie di incontri intende illustrare come si sia determinato il rapporto tra ricerca storica e memoria pubblica sulla base dell’analisi di alcuni casi specifici: una serie di eventi luttuosi avvenuti nel corso del Novecento in contesti geografici e storico-politici molto lontani tra loro. I relatori ci aiuteranno a ricostruire la storia della ricerca storica su tali eventi\, mostrando i passaggi conoscitivi\, l’uso delle fonti e l’accesso agli archivi\, il grado di libertà di cui la ricerca ha potuto godere. Vi si affiancherà una riflessione sulla memoria pubblica per comprendere come abbia risposto a condizionamenti politici\, sensibilità sociali\, conflitti. \nQuesta serie di incontri si conclude con la presentazione di un documentario sulla storia di Memorial\, la più importante ONG russa che ha lavorato per più di trent’anni per la tutela della memoria delle repressioni di massa staliniane e per la difesa dei diritti umani in Russia. Un tribunale della Federazione Russa ne ha recentemente ordinato la liquidazione. \n  \nTutti gli eventi saranno registrati e resi disponibili nei giorni successivi sul canale Youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nGiovedì 5 maggio 2022 – ore 17.00 Sala degli Anziani di Palazzo d’Accursio (Piazza Maggiore 6\, Bologna) \nAntonella Salomoni | Università di Bologna \nBabij Jar: testi\, immagini\, luoghi come atti di memoria \n  \n \n  \nNella profonda e larga gola situata in prossimità di Kiev\, nota come Babij Jar\, fra il 29 e il 30 settembre 1941 le truppe tedesche sterminarono\, a colpi d’arma da fuoco\, 33.771 ebrei. Si tratta del più grave eccidio commesso durante il secondo conflitto mondiale. Durante e dopo la guerra il territorio fu modificato\, ridisegnato o riconvertito con l’obiettivo di rimuovere i segni fisici del genocidio. Di fronte alla volontà di cancellazione del luogo\, oggi pressoché definitiva\, un ruolo centrale nel processo di trasmissione dei fatti storici\, già a partire dalla fine degli anni quaranta\, lo ebbero le arti. Prosa e poesia\, musica\, architettura e pittura hanno dato forma a una sorta di testo collettivo grazie al quale l’evento ha potuto conservarsi nonostante censure del ricordo e profanazioni dello spazio del massacro. \n  \nQui il calendario completo \n  \n 
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SUMMARY:Storia e Memoria | Il genocidio degli herero e dei nama in Namibia tra storia\, storiografia e memoria      
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, l’Istituto Parri e il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto\, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il Patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano presentano il ciclo di 4 incontri STORIA e MEMORIA con la responsabilità scientifica di Paolo Capuzzo. \nProduzione storiografica ed elaborazione della memoria collettiva hanno specifici rapporti con il passato e rispondono a criteri di costruzione\, principi\, e condizionamenti sociali e politici differenti. Se la memoria pubblica è incardinata in un’immagine del passato definita da politiche culturali ed educative\, ritualità collettive\, espressioni monumentali e spesso dipende dalla rappresentazione del passato prodotta dall’industria culturale e dai media sociali\, la ricerca storica\, invece\, è promossa nel quadro di istituzioni\, pubbliche e private\, e si regola sulla base di metodologie e protocolli che ne legittimano lo statuto. \nQuesta serie di incontri intende illustrare come si sia determinato il rapporto tra ricerca storica e memoria pubblica sulla base dell’analisi di alcuni casi specifici: una serie di eventi luttuosi avvenuti nel corso del Novecento in contesti geografici e storico-politici molto lontani tra loro. I relatori ci aiuteranno a ricostruire la storia della ricerca storica su tali eventi\, mostrando i passaggi conoscitivi\, l’uso delle fonti e l’accesso agli archivi\, il grado di libertà di cui la ricerca ha potuto godere. Vi si affiancherà una riflessione sulla memoria pubblica per comprendere come abbia risposto a condizionamenti politici\, sensibilità sociali\, conflitti. \nQuesta serie di incontri si conclude con la presentazione di un documentario sulla storia di Memorial\, la più importante ONG russa che ha lavorato per più di trent’anni per la tutela della memoria delle repressioni di massa staliniane e per la difesa dei diritti umani in Russia. Un tribunale della Federazione Russa ne ha recentemente ordinato la liquidazione. \n  \nPer partecipare è richiesto il Super Green Pass e l’utilizzo della mascherina Ffp2. Tutti gli eventi saranno registrati e resi disponibili nei giorni successivi sul canale Youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \n Martedì 3 maggio 2022 – ore 17.00 Sala Prof. Marco Biagi – Complesso del Baraccano (Via S. Stefano 119\, Bologna)  \nIntroduzione al ciclo di incontri Paolo Capuzzo | Università di Bologna \nInterviene Karin Pallaver | Università di Bologna \nIl genocidio degli herero e dei nama in Namibia tra storia\, storiografia e memoria       \nCon il patrocinio del Quartiere S.Stefano \n  \nIl 2 ottobre 1904 il generale tedesco Lothar Von Trotha emanava il suo famoso Vernichtungsbefehl\, l’ordine di annientamento emanato contro i guerrieri herero\, le loro donne e i loro bambini\, che diede inizio a quello che è stato definito il “primo genocidio del XX secolo”. Colpevoli di essere insorti contro la sottrazione delle loro terre e del loro bestiame da parte dei coloni tedeschi\, gli herero furono uccisi sistematicamente e internati in campi di prigionia e di concentramento\, ove i prigionieri erano costretti ai lavori forzati e sottoposti a sperimentazioni mediche. La rivolta degli herero\, ai quali si aggiunsero all’inizio del 1905 anche i nama\, si concluse ufficialmente alla fine di marzo del 1907. Nel corso della storia della Namibia\, paese che ha raggiunto l’indipendenza solo nel 1990\, la memoria di questo evento traumatico è stata più volte utilizzata a sostegno di istanze diverse\, dall’autonomia nell’ambito del mandato del Sudafrica\, alle richieste di riparazioni al governo tedesco\, alla costruzione di una storia nazionale condivisa. Allo stesso tempo\, questa memoria è stata anche accantonata in momenti storici nei quali poteva risultare scomoda. Partendo da una ricostruzione degli eventi che portarono al genocidio\, questo intervento si propone di ricostruire i principali nodi storiografici dello studio di questo evento e dei suoi legami con la successiva storia tedesca\, e di analizzare il rapporto – spesso ambiguo – tra storia e memoria nella costruzione della storia nazionale della Namibia. \n  \n  \n \n  \nQui il calendario completo \n  \n 
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SUMMARY:Dialogo a partire dal libro "Attraverso il Novecento. Vittorina Dal Monte tra Partito comunista e movimento delle donne (1922-1999)"
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna segnala il dialogo a partire dal libro Attraverso il Novecento. Vittorina Dal Monte tra Partito comunista e movimento delle donne (1922-1999) (Viella\, 2021) di Elda Guerra. \nL’incontro è in programma per giovedì 24 marzo 2022 alle ore 17.00 presso la Sala convegni di Via Mentana 2 (Fondazione Barberini) e online su ZOOM. \nPer partecipare in presenza non è necessario prenotare un posto\, ma è richiesto il Super Green Pass e l’utilizzo della mascherina Ffp2. \n  \nSaluto di:\nMatteo Lepore | Sindaco di Bologna \nCon:\nPatrizia Dogliani | Università di Bologna (in collegamento)\nElda Guerra | Storica\nAnna Tonelli | Università di Urbino \nCoordina:\nPaolo Capuzzo | Università di Bologna \n  \n \n  \n  \nIl volume è stato promosso dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna Onlus\, realizzato con il contributo della Direzione Generale Educazione\, ricerca e istituti Culturali del Ministero della Cultura e con la collaborazione della Fondazione Argentina Bonetti Altobelli. \nLa vicenda esistenziale e politica di Vittorina Dal Monte si snoda nel contesto del XX secolo e ne rappresenta alcuni dei tratti essenziali. Figlia di braccianti comunisti della bassa pianura emiliana\, segue i genitori prima nel confino di Lipari\, poi nell’esilio in Francia\, luogo della sua adolescenza e della sua prima formazione politica. Tornata con la famiglia in Italia nel 1942\, diviene staffetta partigiana\, funzionaria del Partito comunista e sindacalista negli anni Sessanta tra Bologna\, Roma\, Torino e Milano. Gli anni Settanta la vedono di nuovo a Bologna partecipe dei movimenti di quel periodo\, fino all’adesione al femminismo che\, insieme all’impegno mai venuto meno per la giustizia sociale\, sarà la passione politica dominante del suo ultimo tratto di vita. \nIl volume – sulla base della lunga intervista autobiografica raccolta dall’autrice e della ricca documentazione archivistica conservata presso la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna – restituisce\, in un continuo rimando tra dimensione individuale e storia collettiva\, il profilo biografico di una donna che ha attraversato gran parte del Novecento\, ne ha vissuto illusioni e disinganni\, con lo sguardo sempre rivolto in avanti e pronto a misurarsi con quanto di nuovo le più giovani generazioni di donne portavano con sé. \nElda Guerra\, studiosa di storia contemporanea e dei movimenti femministi\, ha insegnato nei licei e all’Università di Bologna ed è stata responsabile scientifica dell’Archivio di storia delle donne presso il Centro di documentazione\, ricerca e iniziativa delle donne di Bologna. Tra le sue numerose pubblicazioni\, ricordiamo il volume Il dilemma della pace. Femministe e pacifiste sulla scena internazionale\, 1914-1939 (Viella\, 2014). \n  \nPiù info sul volume qui: http://www.iger.org/2022/01/24/attraverso-il-novecento-vittorina-dal-monte-tra-partito-comunista-e-movimento-delle-donne-1922-1999/ \n  \n 
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SUMMARY:L'ambiente nella Costituzione. Come cambiano gli articoli 9 e 41
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione ARCI Bologna invita all’incontro L’ambiente nella Costituzione. Come cambiano gli articoli 9 e 41 in programma per martedì 22 marzo 2022 alle ore 17.00 presso la Sala convegni di Via Mentana 2 (Fondazione Barberini). \nIngresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’accesso è consentito con mascherina FFP2 e Green Pass rafforzato. \nL’incontro si terrà anche online su ZOOM. \n  \nIncontro con:\nCarlo Galli | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\nEmanuele Felice | Università IULM di Milano\nNadia Urbinati | Columbia University \n  \n \n\n  \n\n\nL’8 febbraio 2022 il Parlamento ha definitivamente approvato il disegno di legge che prevede la modifica di due articoli della Costituzione: l’art. 9 e l’art. 41. L’articolo 9 si allarga alla tutela dell’ambiente\, della biodiversità\, degli ecosistemi e degli animali. La modifica all’articolo 41\, invece\, sancisce che la salute e l’ambiente sono paradigmi da tutelare da parte dell’economia\, al pari della sicurezza\, della libertà e della dignità umana. E che le istituzioni possano orientare l’iniziativa economica pubblica e privata verso fini sociali e ambientali. Una riforma che si dimostra essere un impegno solenne e gravoso per il presente e per il futuro\, che deve trovare realizzazione legislativa e diventare un ambito di comportamento collettivo. \n\n  \nIn foto l‘opera 0121-1110=115075 di Jaehyo Leedi ad Arte Sella (TN) \nhttp://www.artesella.it/it/index.php \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:La Russia\, l'Ucraina\, l'Europa
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con la Fondazione Barberini e l’Istituto Storico Parri presenta l’incontro La Russia\, l’Ucraina\, l’Europa in programma per venerdì 18 marzo 2022 alle ore 17.00 presso la Sala convegni di Via Mentana 2 (Fondazione Barberini). \nIngresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’accesso è consentito con mascherina FFP2 e Green Pass rafforzato. \nL’incontro si terrà anche online su ZOOM. \n  \nIntroduce e coordina:\nPaolo Capuzzo | Università di Bologna \n  \nIntervengono:\nMarco Puleri | Università di Bologna\nAntonella Salomoni | Università della Calabria e Università di Bologna \n  \n  \n \n  \n  \nIn foto un’opera della Street Artist Laika a Roma \n 
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SUMMARY:Dialogo a partire dal libro "Sul colle più alto. L'elezione del presidente della Repubblica dalle origini a oggi" di Valdo Spini
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con la Fondazione Barberini invitano al dialogo a partire dal lbro Sul colle più alto. L’elezione del presidente della Repubblica dalle origini a oggi di Valdo Spini (Solferino editore\, 2022) in programma lunedì 24 gennaio 2022 alle ore 17.00 online sulla piattaforma ZOOM. \n  \nNe discuteranno: \nCarlo Galli | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nValdo Spini | Presidente AICI – Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane \n  \nPer ricevere il link clicca qui: https://forms.gle/8nf5R5Ervi3vYGsY9  \n  \n  \n \n  \nUna lunga storia da conoscere per capire come sarà il prossimo settennato presidenziale in un momento delicato come quello della ricostruzione dopo la crisi della pandemia tra i destini del «governo di salvezza nazionale» e le necessità del Piano di ripresa e resilienza. \nChe cosa rende l’elezione del presidente della Repubblica un avvenimento politico così importante e imprevedibile nel suo sviluppo e\, per questo\, così avvincente? L’esperienza di questi ultimi anni ha insegnato quanto sia essenziale il suo ruolo in un sistema parlamentare e in un Paese\, come il nostro\, in eterna transizione politica e\, di conseguenza\, quanto sia decisiva la sua scelta. È con questo spirito che Valdo Spini rievoca in queste pagine le figure che si sono succedute come capi dello Stato da De Gasperi a Mattarella ricostruendo il modo in cui sono stati eletti e come sono arrivati alla carica rappresentativa più alta della Repubblica. Sono quattordici vicende che fanno quasi tutte storia a sé perché presentano svolgimenti molto diversi tra loro\, a seconda degli anni\, dei protagonisti e del contesto politico. Ma i tratti comuni non mancano: la volontà del Parlamento come corpo collettivo\, il ruolo dei singoli parlamentari e anche le insidie rituali come quella dei cosiddetti «franchi tiratori». Spesso è accaduto che chi è entrato papa in conclave ne è uscito cardinale: non sempre\, infatti\, le leadership dei partiti maggioritari hanno portato al successo il candidato con cui avevano iniziato le votazioni. \n  \n  \n  \n  \n  \n  \nPer ricevere il link clicca qui: https://forms.gle/8nf5R5Ervi3vYGsY9  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Vulnerabilità e cura | Ciclo sui diritti 2021
DESCRIPTION:Torna come tutti gli anni ormai al 2009 il ciclo di incontri sui diritti con la responsabilità scientifica di Gustavo Gozzi\, Giorgio Bongiovanni e Silvia Vida. \nQuest’anno prende il titolo di Nuovi itinerari della giustizia nella globalizzazione e si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre 2021. \nL’eccezionalità del periodo che abbiamo vissuto a partire dal febbraio del 2020\, ha prodotto dei cambiamenti profondissimi nel nostro paese e nel mondo\, segnalando che l’incantesimo neoliberale si sta spezzando.  L’arrivo del virus Sars-Cov-2 ha funzionato come amplificatore di questa crisi di fronte alla quale\, pur interrogandoci sulle conseguenze politiche\, sociali\, giuridiche ed economiche della pandemia\, le risposte rimangono incomplete e gli scenari futuri decisamente incerti. La radicalità delle trasformazioni che stiamo vivendo impone sia una lunga fase di riflessione teorica\, sia la ricerca di innovazioni pratiche e politiche. Affrontiamo dunque i temi e le domande\, alle quali si cercherà di rispondere con i seguenti tre seminari. \n  \nTutti gli incontri si terranno in presenza nella Sala Convegni di Via Mentana 2 (Bologna) e online sulla piattaforma ZOOM. E’ necessario iscriversi per riservare un posto oppure per ricevere il link. La partecipazione in presenza richiede la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).\n \n  \n>> Qui il form di iscrizione: https://forms.gle/mmCzXWKQuWAbitGMA   \nLunedì 13 dicembre 2021 ore 17.00 \nVulnerabilità e cura\nDi fronte alla pandemia e alle nuove vulnerabilità sociali\, l’etica femminista della cura e il paradigma della vulnerabilità\nmessi a punto da circa venti anni sono tornati nel vocabolario politico attuale. \nOrsetta Giolo | Università di Ferrara \nLucia Re | Università di Firenze \nPresiede: Annalisa Furia | Università di Bologna \n  \n\n  \nGLI ALTRI INCONTRI: \nMartedì 23 novembre 2021 ore 17.00 \nGlobalizzazione. Per una Costituzione della Terra\nLe trasformazioni che abbiamo vissuto sono avvenute e stanno avvenendo nell’orizzonte dei processi della globalizzazione\, in cui si confrontano le sfide geopolitiche e le trasformazioni dello Stato e delle sue politiche. \nLuigi Ferrajoli | Università degli Studi Roma Tre \nPresiede: Gustavo Gozzi | Università di Bologna \n  \nGiovedì 9 dicembre 2021 ore 17.00 \nBeni comuni \nSi fa strada un modello economico-politico alternativo che cerca di interrompere l’espandersi del sistema neoliberale con lo scopo di assicurare l’accesso egualitario alle risorse sia a livello locale che a livello globale. \nFabrizio Chiodo | (CNR) Lecturer at Havana University \nPresiede: Silvia Vida | Università di Bologna \n  \n  \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Beni comuni | Ciclo sui diritti 2021
DESCRIPTION:Torna come tutti gli anni ormai al 2009 il ciclo di incontri sui diritti con la responsabilità scientifica di Gustavo Gozzi\, Giorgio Bongiovanni e Silvia Vida. \nQuest’anno prende il titolo di Nuovi itinerari della giustizia nella globalizzazione e si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre 2021. \nL’eccezionalità del periodo che abbiamo vissuto a partire dal febbraio del 2020\, ha prodotto dei cambiamenti profondissimi nel nostro paese e nel mondo\, segnalando che l’incantesimo neoliberale si sta spezzando.  L’arrivo del virus Sars-Cov-2 ha funzionato come amplificatore di questa crisi di fronte alla quale\, pur interrogandoci sulle conseguenze politiche\, sociali\, giuridiche ed economiche della pandemia\, le risposte rimangono incomplete e gli scenari futuri decisamente incerti. La radicalità delle trasformazioni che stiamo vivendo impone sia una lunga fase di riflessione teorica\, sia la ricerca di innovazioni pratiche e politiche. Affrontiamo dunque i temi e le domande\, alle quali si cercherà di rispondere con i seguenti tre seminari. \n  \nTutti gli incontri si terranno in presenza nella Sala Convegni di Via Mentana 2 (Bologna) e online sulla piattaforma ZOOM. E’ necessario iscriversi per riservare un posto oppure per ricevere il link. La partecipazione in presenza richiede la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).\n \n  \n  \nGiovedì 9 dicembre 2021 ore 17.00 \nBeni comuni \nSi fa strada un modello economico-politico alternativo che cerca di interrompere l’espandersi del sistema neoliberale\ncon lo scopo di assicurare l’accesso egualitario alle risorse sia a livello locale che a livello globale. \nFabrizio Chiodo | (CNR) Lecturer at Havana University (in collegamento) \nPresiede: Silvia Vida | Università di Bologna \n  \n\n  \nGLI ALTRI INCONTRI: \n  \nLunedì 13 dicembre 2021 ore 17.00 \nVulnerabilità e cura\nDi fronte alla pandemia e alle nuove vulnerabilità sociali\, l’etica femminista della cura e il paradigma della vulnerabilità messi a punto da circa venti anni sono tornati nel vocabolario politico attuale. \nOrsetta Giolo | Università di Ferrara \nLucia Re | Università di Firenze \nPresiede: Annalisa Furia | Università di Bologna \n  \nLEZIONE RIVIATA \nGlobalizzazione. Per una Costituzione della Terra\nLe trasformazioni che abbiamo vissuto sono avvenute e stanno avvenendo nell’orizzonte dei processi della globalizzazione\, in cui si confrontano le sfide geopolitiche e le trasformazioni dello Stato e delle sue politiche. \nLuigi Ferrajoli | Università degli Studi Roma Tre \nPresiede: Gustavo Gozzi | Università di Bologna \n  \n  \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Una nuova generazione politica
DESCRIPTION:Nel 2021 ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano. E’ un’occasione per riflettere e studiare quella vicenda politica\, fondamentale nella storia politico-culturale italiana del Novecento. La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna prevede una fitta serie di attività dedicate con particolare\, benché non esclusiva\,  attenzione alla esperienza dell’Emilia-Romagna. \nLEGGERE LA STORIA DEL PCI è un ciclo di seminari di discussione e riflessione sulla storia del comunismo italiano con riferimento alla bibliografia pubblicata nel sito della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna nella pagina dedicata al centenario del PCI. \n  \n  \nIL PROSSIMO INCONTRO \nLunedì 6 dicembre 2021 ore 17.00 su ZOOM\nUna nuova generazione politica \nPatrizia Dogliani\nLuca Gorgolini\ncoordina Paolo Capuzzo \n? In occasione della pubblicazione di Un partito di giovani. La gioventù internazionalista e la nascita del Partito comunista d’Italia (1915-1926) di Patrizia Dogliani e Luca Gorgolini (Le Monnier\, 2021) \n  \n> Per ricevere il link per particpare su ZOOM clicca qui! \n  \n  \nTUTTI GL IINCONTRI PRECEDENTI \n  \nIl ciclo di seminari è a cura del gruppo di ricerca sulla storia del PCI della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna coordinato da Paolo Capuzzo (Università di Bologna) e Luca Baldissara (Università di Pisa) ed è composto da Federico Creatini\, Elena Davigo\, Teresa Malice\, Enrico Pontieri\, Toni Rovatti\, Bruno Settis\, Roberto Ventresca\, Andrea Ventura. \nI seminari e i dibattiti ruoteranno intorno a ricerche e pubblicazioni sulla storia del Pci con l’obiettivo\, da una parte\, di promuovere un confronto critico intorno agli studi recenti ed alle ricerche in corso\, e\, dall’altra\, di proporre una riconsiderazione critica di contributi apparsi in anni ormai lontani ma ritenuti ancora utili ad una discussione scientifica e politico-culturale intorno alla storia del comunismo ed alla concreta esperienza politica\, culturale e sociale dei comunisti. \nLe letture proposte si snoderanno tra nuove tendenze storiografiche sulla storia del Pci – pubblicate tra il 2015 e il 2020 – e la rilettura di alcuni testi di riferimento per lo studio della storia del Pci\, con un’attenzione particolare alla tipologia ed alle modalità d’impiego delle fonti che di volta in volta sono state utilizzate per scriverla. \n \nQui la pagina sul centenario  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Convegno “Le regioni\, gli istituti di cultura e le politiche culturali del territorio nel quadro del PNRR” – Parma\, 29 novembre 2021
DESCRIPTION:Segnaliamo il Convegno “Le Regioni\, gli istituti di cultura e le politiche culturali del territorio nel quadro del PNRR”\, promosso da AICI in quanto momento di riflessione e confronto su un tema di particolare attualità\, anche per quanto riguarda le problematiche relative all’attuazione del PNRR sul territorio. \n  \nL’appuntamento è a Parma\, il 29 novembre\, presso l’Auditorium del Palazzo del Governatore\, per discutere del ruolo centrale che le Regioni\, insieme alle amministrazioni locali\, hanno assunto\, nel corso degli anni\, nell’elaborazione e nell’attuazione di politiche della cultura\, spesso con il coinvolgimento attivo di istituzioni facenti parte dell’AICI\, e per riflettere sul ruolo che le associazioni\, gli istituti\, le accademie e le fondazioni possono svolgere per la ripresa\, per la crescita civile e culturale e la coesione sociale dei territori\, segnatamente nel difficile momento che il Paese ha attraversato e sta ancora attraversando. \n  \nOre 10.00 Registrazione degli ospiti \nOre 10.30 -14.00 Sessione antimeridiana \nModera: Luca Ponzi\, giornalista Rai \nSaluti:\nMichele Guerra\, Assessore alla cultura\, Comune di Parma\nPaola Passarelli\, Direttore generale Biblioteche e diritto d’autore del Ministero della cultura Mario Turetta\, Direttore generale Educazione\, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura\nMassimiliano Smeriglio\, Deputato\, Parlamento europeo\, Commissione cultura Maria Cecilia Guerra\, Sottosegretario per l’economia e le finanze\nIntervento introduttivo: Valdo Spini\, Presidente dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (Aici) \nRelazioni:\nLorenzo Casini\, Capo di Gabinetto del Ministero della cultura Paola Dubini\, Università Luigi Bocconi\nInterventi:\nPatrizio Bianchi\, Ministro della pubblica istruzione\nMauro Felicori\, Assessore alla cultura e paesaggio\, Regione Emilia Romagna Ilaria Cavo\, Assessore alla cultura\, Regione Liguria\nFelice Casucci\, Assessore al turismo\, Regione Campania Tommaso Sacchi\, Assessore alla cultura\, Comune di Milano\nFrancesco Profumo\, Presidente dell’Associazione di Fondazioni e di casse di risparmio (Acri) Sergio Scamuzzi\, Vicepresidente dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (Aici) Adriano Giannola\, Presidente dell’Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno (Svimez)\nNicola Antonetti\, Presidente dell’Istituto Luigi Sturzo\nSilvia Costa\, Commissario straordinario di Governo per il recupero dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano a Ventotene\nFlavia Piccoli Nardelli\, Deputato\, Camera dei deputati\, Commissione cultura Conclusioni: Valdo Spini \n  \nOre 15.00 – 18.00: Sessione pomeridiana\nRegioni e istituti\, esperienze a confronto \nPresiede: Siriana Suprani\, Direttore della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna Introduzione: Alessandro Bollo\, Direttore del Polo del ‘900\, Torino\nInterventi:\nPaolo Baldi\, Responsabile del patrimonio culturale\, museale e documentario\, Regione Toscana Pier Francesco Bernacchi\, Presidente della Fondazione nazionale Carlo Collodi\nRené Capovin\, Fondazione Luigi Micheletti\, direttore del Museo dell’industria e del lavoro Gianni Cottafavi\, Responsabile del Servizio cultura e giovani\, Regione Emilia-Romagna Matteo D’Ambrosio\, Direttore dell’Istituto Gramsci Torino\nRoberto Guarasci\, Direttore del Dipartimento di culture\, educazione e società dell’Università della Calabria\nClaudia La Malfa\, Fondazione Ugo La Malfa\nClaudio Leombroni\, Responsabile del Settore biblioteche e archivi\, Regione Emilia-Romagna Micaela Lipparini\, Promozione culturale e della Memoria del Novecento\, Regione Emilia-Romagna Rosario Perricone\, Direttore del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino Gabriella Serratrice\, Responsabile del Settore promozione dei beni librari e archivistici\, editoria e istituti culturali\, Regione Piemonte\nBeatrice Verri\, Direttrice della Fondazione Nuto Revelli \n  \n  \nVAI ALLA PAGINA  \nISCRIVITI \nScarica il programma \n  \nL’evento è trasmesso in streaming sulla pagina Facebook di AICI \n  \n  \n 
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SUMMARY:Globalizzazione. Per una Costituzione della Terra | RINVIATO
DESCRIPTION:Torna come tutti gli anni ormai al 2009 il ciclo di incontri sui diritti con la responsabilità scientifica di Gustavo Gozzi\, Giorgio Bongiovanni e Silvia Vida. \nQuest’anno prende il titolo di Nuovi itinerari della giustizia nella globalizzazione e si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre 2021. \nL’eccezionalità del periodo che abbiamo vissuto a partire dal febbraio del 2020\, ha prodotto dei cambiamenti profondissimi nel nostro paese e nel mondo\, segnalando che l’incantesimo neoliberale si sta spezzando.  L’arrivo del virus Sars-Cov-2 ha funzionato come amplificatore di questa crisi di fronte alla quale\, pur interrogandoci sulle conseguenze politiche\, sociali\, giuridiche ed economiche della pandemia\, le risposte rimangono incomplete e gli scenari futuri decisamente incerti. La radicalità delle trasformazioni che stiamo vivendo impone sia una lunga fase di riflessione teorica\, sia la ricerca di innovazioni pratiche e politiche. Affrontiamo dunque i temi e le domande\, alle quali si cercherà di rispondere con i seguenti tre seminari. \n  \nTutti gli incontri si terranno in presenza nella Sala Convegni di Via Mentana 2 (Bologna) e online sulla piattaforma ZOOM. E’ necessario iscriversi per riservare un posto oppure per ricevere il link. La partecipazione in presenza richiede la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).\n \n  \n> Qui il form di iscrizione: https://forms.gle/mmCzXWKQuWAbitGMA   \n\nGlobalizzazione. Per una Costituzione della Terra – RINVIATA\nLe trasformazioni che abbiamo vissuto sono avvenute e stanno avvenendo nell’orizzonte dei processi della globalizzazione\,\nin cui si confrontano le sfide geopolitiche e le trasformazioni dello Stato e delle sue politiche. \nLuigi Ferrajoli | Università degli Studi Roma Tre \nPresiede: Gustavo Gozzi | Università di Bologna \n> ATTENZIONE!\nLa lezione di martedì 23 novembre con Luigi Ferrajoli è rinviata a causa di un problema personale imprevisto. Comunicheremo quanto prima la nuova data.\n  \n\n  \nGLI ALTRI INCONTRI: \n  \nGiovedì 9 dicembre 2021 ore 17.00 \nBeni comuni \nSi fa strada un modello economico-politico alternativo che cerca di interrompere l’espandersi del sistema neoliberale con lo scopo di assicurare l’accesso egualitario alle risorse sia a livello locale che a livello globale. \nFabrizio Chiodo | (CNR) Lecturer at Havana University \nPresiede: Silvia Vida | Università di Bologna \n  \nLunedì 13 dicembre 2021 ore 17.00 \nVulnerabilità e cura\nDi fronte alla pandemia e alle nuove vulnerabilità sociali\, l’etica femminista della cura e il paradigma della vulnerabilità messi a punto da circa venti anni sono tornati nel vocabolario politico attuale. \nOrsetta Giolo | Università di Ferrara \nLucia Re | Università di Firenze \nPresiede: Annalisa Furia | Università di Bologna \n  \n  \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Immagini politiche di Dante
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna invita al seminario Immagini politiche di Dante in programma per lunedì 15 novembre 2021 alle ore 16.00 presso la Sala Convegni di via Mentana 2 (Fondazione Barberini)\, a partire dal volume di Fulvio Conti Il sommo italiano. Dante e l’identità della nazione (Carocci\, 2021) \n  \nCon gli interventi di: \nCarlo Galli | Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nFulvio Conti | Università di Firenze \nGian Mario Anselmi | Università di Bologna \nFrancesca Florimbii | Università di Bologna \n  \nIl seminario di studio ha il fine di sottolineare il peso e il valore simbolico che al Poeta è stato di volta in volta attribuito\, soprattutto nel XIX e nel XX secolo\, da politici e letterati che vi hanno visto una sorta di santo\, profeta\, protettore dell’Italia e del suo destino. Oppure che vi hanno visto il fustigatore dei vizi degli italiani e dei loro ceti dirigenti\, o l’hanno utilizzato come veicolo di polemiche anticlericali. L’indagine si svolge su più livelli: quello testuale (scritti polemici\, lezioni universitarie\, ma anche poesie) e quello iconologico (le immagini di Dante in senso proprio\, interpretate come allegorie e profezie sull’Italia). Dante come sostituto del popolo (troppo debole) o della monarchia (troppo poco popolare) – un po’ come è toccato in sorte al mito di Roma e alla sua immagine -\, e al tempo stesso come veicolo di una possibile polemica contro il presente. \n  \n  \n \n 
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SUMMARY:Comunicazione politica\, partecipazione e spazio pubblico
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna vi invita al dialogo: Comunicazione politica\, partecipazione e spazio pubblico in programma per martedì 9 novembre 2021 alle ore 17.30 presso la Sala Convegni di Via Mentana 2\, Bologna (Fondazione Barberini). \n  \nIntroduce e coordina: \nAndrea Baravelli | Università di Ferrara \n  \nIntervengono: \nGianluigi Bovini | Statistico e demografo  \nGiovanna Cosenza | Università di Bologna \nGiuseppe Scandurra | Università di Ferrara \n  \nUna riflessione su come è cambiata la comunicazione politica negli ultimi decenni e su quali sono i luoghi della propaganda politica oggi\, in relazione allo spazio urbano delle nostre città. Quali sono i comportamenti degli elettori e come – e in quali luoghi – i candidati politici si rivolgono a loro? Che fine hanno fatto le forme tradizionali di propaganda come il manifesto politico? La comunicazione politica è passata in altri luoghi come quello del web e dei social network?
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SUMMARY:In ricordo di Andrea Ginzburg
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna vi invita venerdì 5 novembre 2021 alle ore 17.00 presso la Sala Convegni di Via Mentana 2 a Bologna (Fondazione Barberini) ad un incontro In ricordo di Andrea Ginzburg\, in collaborazione la  Biblioteca “Walter Bigiavi” dell’Università di Bologna. \n  \nCarlo Galli | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nGiorgio Tassinari | Presidente del Comitato scientifico della Biblioteca “Walter Bigiavi” dell’Università di Bologna \nChe hanno notizia dell’avvenuta donazione da parte della famiglia dell’archivio e della biblioteca di Andrea Ginzburg rispettivamente alla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e alla Biblioteca “Walter Bigiavi” dell’Università di Bologna. L’incontro è poi preosguito con una riflessione a partire dal volume “Una Unione divisiva. Una prospettiva centro-periferia della crisi europea” di Giuseppe Celi\, Andrea Ginzburg\, Dario Guarascio\, Annamaria Simonazzi (Il Mulino\, 2020) \n  \nIntroduce \nAnnamaria Simonazzi | già professore di Economia a La Sapienza Università di Roma \n  \nModera\nLorenzo Cresti | Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa \n  \nIntervengono \nGiuseppe Celi | Università di Foggia \nDario Guarascio | La Sapienza Università di Roma \n  \nDiscussants \nPaolo Paesani | Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” \nGiovanni Bonifati | Università di Modena e Reggio Emilia \n  \n  \n\n \n  \n  \nNel 2020 è iniziato il trattamento inventariale delle carte di studio e lavoro di Andrea Ginzburg\, a cura dell’archivista professionista Stefano Zannoli. Il fondo riguarda l’attività intellettuale ed accademica dell’economista\, tra i fondatori della Facoltà di Economia e commercio di Modena\, dove ha insegnato Politica economica negli anni 1970‐2000\, e tra i fondatori nel 2001 della Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia di Reggio Emilia\, dove ha insegnato Istituzioni di economia e Economia delle reti internazionali fino al 2010. \nAndrea Ginzburg (1940-2018)  è stato un economista e docente universitario. Si è occupato di storia del pensiero economico\, di teoria e politica dello sviluppo economico\, di commercio internazionale\, distretti industriali ed economia europea; ha inoltre approfondito il pensiero di Piero Sraffa\, Karl Marx\, Antonio Gramsci e Albert Hirschman. \n  \n 
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SUMMARY:Afghanistan: declino dell’Occidente? Emirato islamico e nuovi scenari geopolitici
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna presenta l’incontro Afghanistan: declino dell’Occidente? Emirato islamico e nuovi scenari geopolitici in programma per lunedì 25 ottobre 2021 alle ore  18.00 presso la Sala Convegni Via Mentana 2 (Fondazione Barberini). \n  \nPartecipano: \nGustavo Gozzi | Università di Bologna \nElisa Giunchi | Università degli Studi di Milano \nMario Del Pero (in collegamento) | SciencesPo di Parigi \n  \nLa drammatica presa di Kabul da parte del movimento dei talebani ha riproposto gli interrogativi che si erano posti all’Occidente all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle: il problema della guerra “giusta”\, l’esportazione della democrazia\, l’universalismo dei diritti umani. Il ritiro americano lascerà spazio ad un Islam politico che fronteggerà con più determinazione il mondo occidentale? La sconfitta americana mette in discussione i valori dell’Occidente e ne annuncia il declino?  Oppure delinea un nuovo scenario geopolitico in cui si definiranno le nuove strategie delle potenze globali? \n  \n  \n \n  \n  \n  \n\n  \n  \n 
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SUMMARY:Fratture e momenti di passaggio. Come rappresentare il lavoro che cambia
DESCRIPTION:Biennale Democrazia torna a Torino\, in presenza e anche online\, da mercoledì 6 a domenica 10 ottobre con la sua settima edizione\, intitolata “Un pianeta\, molti mondi”. \nPer la prima volta dopo dieci anni la manifestazione internazionale – nata per valorizzare e diffondere la cultura democratica coinvolgendo i cittadini e in particolare i giovani – avrà luogo in autunno\, e non in primavera\, per permettere a ospiti e pubblico di incontrarsi nuovamente in sicurezza e di prendere parte attiva all’evento. \nA ottobre si tornerà ad abitare per cinque giorni i luoghi della cultura di Torino\, con oltre 90 incontri\, 215 relatori dal mondo\, 5 mostre\, 4 percorsi tematici\, 80 volontari. Al programma in presenza sarà affiancata un’ampia offerta di dirette streaming – oltre la metà degli eventi – per fare fronte alla necessità di ridurre la capienza delle sale\, nel rispetto delle normative di sicurezza\, e dunque garantire a tutti\, anche al pubblico più lontano\, di seguire buona parte degli appuntamenti in palinsesto. \nQui tutti gli eventi in programma http://biennaledemocrazia.it/eventi/ \n  \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna collabora a questa edizione del Festival con l’evento: \nFratture e momenti di passaggio. Come rappresentare il lavoro che cambia\nSabato 9 ottobre 2021 ore 18.30 \nPolo del ‘900\, Sala ‘900 (via del Carmine 14\, Torino) \nCon Pietro Bianchi\, Ferdinando Fasce\, Marica Tolomelli\nCoordina Matteo Cavalleri \nL’epoca contemporanea è caratterizzata da grandi cambiamenti nel mondo del lavoro\, trasformazioni che si sono presentate sia come eventi di frattura sia come processi di passaggio\, investendo non solo i modi di produzione e gli assetti economico-finanziari\, ma intere società\, comunità\, territori e culture. Si tratta di processi che\, con il passaggio alla società post-industriale\, portano con sé anche radicali mutamenti delle forme di rappresentazione estetica e politica del lavoro. \nPrenota un posto \nQui lo streamin dell’evento \n  \nPietro Bianchi insegna Teoria Critica al Dipartimento di Inglese dell’Università della Florida. È autore di Jacques Lacan and Cinema. Imaginary\, Gaze\, Formalisation (Routledge 2017) e di articoli di cinema\, psicoanalisi\, filosofia e marxismo. Collabora con Doppiozero\, Cineforum\, Err e Film-Tv ed è redattore di DinamoPress.ù \nFerdinando Fasce ha insegnato Storia Contemporanea all’Università di Genova. Ha vinto l’Organization of American Historians Foreign-Language Book Prize per il miglior libro di Storia degli Stati Uniti in lingua straniera. Autore e co-autore di dieci volumi fra cui An American Family. The Great War and Corporate Culture in America (OSU 2002) e La musica nel tempo. Una storia dei Beatles (Einaudi 2018). Collabora con Secolo XIX\, L’Indice\, RaiStoria\, Radio Popolare\, Radio Vaticana\, Radio Svizzera Italiana 2 e Primo Canale. \nMarica Tolomelli insegna Storia contemporanea all’Università di Bologna. Si occupa di storia europea del Novecento\, di storia comparata (soprattutto tra Italia e Germania) e di storia transnazionale. Suoi maggiori settori d’interesse sono la storia della conflittualità sociale; i processi di formazione e trasformazione della sfera pubblica e degli spazi comunicativi e la circolazione delle idee nel corso del XX secolo in prospettiva globale. È direttrice della rivista www.storicamente.org. \nMatteo Cavalleri insegna all’Università di Bologna ed è collaboratore scientifico della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. I suoi interessi di ricerca si situano nell’intreccio tra filosofia teoretica e filosofia politica e in quello tra antropologia filosofica ed estetica e politica della memoria. È autore di La libertà nella necessità (ETS 2019)\, La Resistenza al nazi- fascismo (Mimesis 2015) e curatore di Il due in questione. Percorsi interdisciplinari sul riconoscimento (2020). \n  \n  \nQuesto evento fa parte di un percorso avviato la scorsa primavera in occasione di Nuovi Mondi. Quattro incontri aspettando la settima edizione di Biennale Democrazia: 4 incontri in cui docenti\, esperti e studenti hanno messo a confronto tesi contrapposte su scenari politici e sociali del prossimo futuro. \nIn quella occasione la Fondazione collaborò con l’evento Lavorare tutti. Lavorare meno?dello scorso martedì 18 maggio 2021 con Marta Fana\, Giovanna Guerzoni\, Paolo Di Paolo e Leonard Mazzone. \n  \n  \n\n  \nBiennale Democrazia è un progetto della Città di Torino\, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino\, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica in collaborazione con Polo del ‘900\, Università di Torino\, Politecnico di Torino. \nMain partner: Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT; con il contributo della Camera di commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino. \nPartner: Smat e Reale Mutua; \ncon il supporto di OGR Torino\, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT\, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino Social Impact. \nMedia Partner: Rai Cultura\, Rai Storia\, la Repubblica\, Stampa\, Limes. \nLocal Media Partner: TORadio. \nCharity Partner: Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus. \n 
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SUMMARY:Leonardo Sciascia e Roberto Roversi. Dialoghi sull’utopia
DESCRIPTION:In occasione del centenario della nascita di Leonardo Sciascia la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna promuove un ciclo di dialoghi volto a indagare\, a partire da alcune prospettive tematiche specifiche\, la poliedricità dello scrittore e dell’intellettuale siciliano\, il ruolo da questi giocato all’interno del dibattito culturale e politico a lui coevo e la viva essenzialità della sua opera per comprendere la complessità della nostra storia e del nostro presente\, le loro mistificazioni e verità taciute. Grazie al confronto tra discipline differenti\, i dialoghi affronteranno alcune costellazioni di immagini e parole all’interno delle quali si espressero la sensibilità estetica e critica\, nonché la militanza civile\, di uno dei protagonisti del Novecento italiano. \nGli eventi sono realizzati in collaborazione con la Cineteca di Bologna\, il Liceo Galvani e Specialmente in Biblioteca\, e si svolgono all’interno di InChiostro\, la Rassegna estiva di appuntamenti di ERT e Teatro Arena del Sole. \n  \nGiovedì 30 settembre 2021\, ore 16.30\nBiblioteca Liceo Galvani (ingresso Largo Benassi\,1 – Bologna) \nLeonardo Sciascia e Roberto Roversi. Dialoghi sull’utopia \nEvento promosso in collaborazione con Liceo Galvani \nPartecipano: \nAntonio Bagnoli\, Pendragon Edizioni \nJessy Simonini\, Università di Nantes \nIntroduce e modera: \nMagda Indiveri\, Liceo Galvani \n  \nTra il 1953 e il 1972 vi è una copiosa corrispondenza tra Roberto Roversi\, poeta\, libraio antiquario alla Palmaverde di Bologna e l’amico siciliano Leonardo Sciascia\, che in quel periodo è maestro elementare a Racalmuto. Si erano conosciuti nei primi anni Cinquanta grazie a Pier Paolo Pasolini\, che aveva frequentato il Galvani\, lo stesso liceo di Roberto Roversi. \nDai consigli di lettura all’invio di dolci natalizi\, dalle richieste di libri d’antiquariato ai commenti su scrittori contemporanei\, l’intenso carteggio mostra due importanti protagonisti del panorama letterario del Novecento e il loro deciso impegno civile e politico per lo sviluppo democratico del nostro Paese. Si tratta di pagine – a volte affettuose\, a volte telegrafiche – che lasciano intravedere anche teneri momenti di vita privata. \n  \n  \n  \n \n  \n  \nAlcuni consigli di approfondimento: \nCartella N. 7 – Natale 2001: Roberto Roversi / Nunzio Gulino: “Il Clarino” \nMassimo Raffaeli\, Roversi e Sciascia\, due caratteri a specchio\, Alias Il Manifesto\, 20/09/2015  \nDalla noce alla palmaverde. Lettere di utopisti 1953-1972 di Leonardo Sciascia e Roberto Roversi a cura di Antonio Motta (Pendragon\, 2015) \n \n  \n\n  \n  \n VEDI TUTTI GLI INCONTRI del ciclo LE COSTELLAZIONI DI LEONARDO SCIASCIA \n  \n  \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Leonardo Sciascia e le immagini
DESCRIPTION:In occasione del centenario della nascita di Leonardo Sciascia la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna promuove un ciclo di dialoghi volto a indagare\, a partire da alcune prospettive tematiche specifiche\, la poliedricità dello scrittore e dell’intellettuale siciliano\, il ruolo da questi giocato all’interno del dibattito culturale e politico a lui coevo e la viva essenzialità della sua opera per comprendere la complessità della nostra storia e del nostro presente\, le loro mistificazioni e verità taciute. Grazie al confronto tra discipline differenti\, i dialoghi affronteranno alcune costellazioni di immagini e parole all’interno delle quali si espressero la sensibilità estetica e critica\, nonché la militanza civile\, di uno dei protagonisti del Novecento italiano. \nGli eventi sono realizzati in collaborazione con la Cineteca di Bologna\, il Liceo Galvani e Specialmente in Biblioteca\, e si svolgono all’interno di InChiostro\, la Rassegna estiva di appuntamenti di ERT e Teatro Arena del Sole. \n  \nMartedì 21 settembre 2021\, ore 17.30\nPortico Interno (Via Mentana 2\, Bologna | Fondazione Ivano Barberini ) \nLeonardo Sciascia e le immagini\nPartecipano: \nGiuseppe Cipolla\, Accademia di Belle Arti Palermo \nGiancarlo Felice\, Università degli Studi di Catania \nIntroduce e modera: \nMatteo Cavalleri\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nGiancarlo Felice ha conseguito la Laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali presso l’Università degli Studi di Catania. Attualmente è dottorando di ricerca in Scienze per il Patrimonio e la Produzione culturale presso il Disum di Catania. Dal 2017 collabora con la redazione di «Arabeschi. Rivista internazionale di studi su letteratura e visualità» per la quale ha pubblicato saggi e recensioni. I suoi interessi di ricerca riguardano la Storia dell’arte contemporanea e le relazioni tra arte\, teatro\, letteratura e arti visive. \n  \nGiuseppe Cipolla è storico e critico d’arte. Autore di diversi studi di letteratura artistica\, si è occupato in particolare degli scritti d’arte di Leonardo Sciascia. Ha pubblicato nel 2020 “Ai pochi felici” Leonardo Sciascia e le arti visive. Un caleidoscopio critico per Caracol Edizioni. Dal 2011 ha ricoperto vari incarichi di insegnamento in discipline storico-artistiche presso università e accademie italiane e straniere (Pechino\, Barcellona\, Sofia). Attualmente è docente di stile\, storia dell’arte e del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. \n  \n  \n \n  \n  \nUn consiglio di lettura: \n\n«Ai pochi felici». Leonardo Sciascia e le arti visive. Un caleidoscopio critico di Giuseppe Cipolla (Caracol\, 2020) \n \n\n  \n\n  \n VEDI TUTTI GLI INCONTRI del ciclo LE COSTELLAZIONI DI LEONARDO SCIASCIA \n  \n  \n \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Fra tecnica e politica: confine o frontiera? Equilibri o rivoluzioni?
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna segnala il Festival annuale di Pandora Rivista\,  giunto alla sua terza edizione\, che si terrà a Bologna dall’8 al 19 settembre e dal titolo La nuova frontiera. Costruire insieme.\n\nNel 2020 la pandemia ha sconvolto prospettive e speranze delle nostre società. Il Festival di Pandora Rivista dello scorso anno aveva come titolo “Costruire nel caos”\, a indicare la radicale incertezza che la situazione portava con sé e la necessità di immaginare\, nonostante tutto\, un disegno del futuro. In questo anno\, pur tra una perdurante incertezza\, a venire in primo piano è la necessità di progettare il cambiamento. Per questo\, abbiamo scelto il tema della “frontiera” come filo conduttore per l’edizione 2021. Le nostre società hanno bisogno di ridarsi un orizzonte\, di costruire una progettualità\, di delineare un percorso di uscita dalla crisi e transizione. Le frontiere sono\, come nell’ultimo numero della rivista\, quelle della tecnologia e della scienza\, ma anche la sfida che la transizione ecologica porta con sé. La nuova frontiera deve però al tempo stesso essere tale da coinvolgere la parte più ampia possibile della società nella sua traiettoria di cambiamento. In questo quadro il ruolo della cultura viene in primo piano: serve una sfera pubblica rinnovata che rappresenti il luogo in cui immaginare e costruire collettivamente la nuova frontiera.\n\n\nSegnaliamo all’interno del programma un’ incontro realizzato in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nGiovedì 16 settembre 2021 \n\nOre 18.00 I Cortile dell’Archiginnasio \nFra tecnica e politica: confine o frontiera? Equilibri o rivoluzioni?\nLezione a cura di Carlo Galli | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n> È raccomandata la prenotazione\, effettuabile a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-fra-tecnica-e-politica-confine-o-frontiera-equilibri-o-rivoluzioni-169894375651
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SUMMARY:Note su Dante. Antonio Gramsci e Walter Benjamin lettori danteschi
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in occasione dei 700 anni della morte di Dante\, invita giovedì 9 settembre 2021 alle ore 17.30 all’incontro Note su Dante. Antonio Gramsci e Walter Benjamin lettori danteschi. L’incontro si svolegerà all’aperto in Via Mentana 2\, nel portico della Fondazione Ivano Barberini. \nUn dialogo che mette in relazione l’influenza dell’opera dantesca nel pensiero di due autori coevi e caratterizzati da una comune passione teorica e politica. L’iniziativa è patrocinata dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante. \n  \nCon gli interventi di:\n \nNoemi Ghetti  \nMarco Maggi \n  \nModera: \nMatteo Cavalleri \n  \nNoemi Ghetti\, a lungo docente nei licei\, è laureata in Storia greca all’Università di Padova e ha compiuto studi filosofici all’Università di Firenze. Collabora con numerose riviste ed è autrice di trasposizioni di classici per ragazzi\, di testi per reading e libretti per drammi musicali. Saggista\, ha pubblicato per l’Asino doro L’ombra di Cavalcanti e Dante (2011) e Gramsci nel cieco carcere degli eretici (2014). \n  \nMarco Maggi\, studioso di comparazione letteraria\, è docente all’Università della Svizzera italiana. Ha pubblicato libri sul barocco e curato edizioni di classici della comparazione interartistica. Autore di numerosi saggi su temi e autori da Dante al Novecento\, collabora all’«Indice dei Libri del Mese». Ha pubblicato per Donzelli Editore Walter Benjamin e Dante. Una costellazione nello spazio delle immagini (2017). \n  \n \n  \n\n  \nFotografie di Margherita Caprilli \n  \n  \n \n  \n  \n  \n  \n  \n [:en] \n  \n  \nL’incontro sarà anche trasmesso in diretta online sul canale Youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \n 
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SUMMARY:I luoghi della cultura tra storia e inclusione
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna segnala il Festival annuale di Pandora Rivista\,  giunto alla sua terza edizione\, che si terrà a Bologna dall’8 al 19 settembre e dal titolo La nuova frontiera. Costruire insieme.\n\nNel 2020 la pandemia ha sconvolto prospettive e speranze delle nostre società. Il Festival di Pandora Rivista dello scorso anno aveva come titolo “Costruire nel caos”\, a indicare la radicale incertezza che la situazione portava con sé e la necessità di immaginare\, nonostante tutto\, un disegno del futuro. In questo anno\, pur tra una perdurante incertezza\, a venire in primo piano è la necessità di progettare il cambiamento. Per questo\, abbiamo scelto il tema della “frontiera” come filo conduttore per l’edizione 2021. Le nostre società hanno bisogno di ridarsi un orizzonte\, di costruire una progettualità\, di delineare un percorso di uscita dalla crisi e transizione. Le frontiere sono\, come nell’ultimo numero della rivista\, quelle della tecnologia e della scienza\, ma anche la sfida che la transizione ecologica porta con sé. La nuova frontiera deve però al tempo stesso essere tale da coinvolgere la parte più ampia possibile della società nella sua traiettoria di cambiamento. In questo quadro il ruolo della cultura viene in primo piano: serve una sfera pubblica rinnovata che rappresenti il luogo in cui immaginare e costruire collettivamente la nuova frontiera.\n\n\nSegnaliamo all’interno del programma un’ incontro realizzato in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nMercoledì 8 settembre 2021\nOre 21.00 | Cortile Guido Fanti\, Palazzo D’Accursio \nI luoghi della cultura tra storia e inclusione\n\nNe discuteranno:\nSerena Bertolucci – Direttore Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova\nMauro Felicori – Assessore alla Cultura\, Regione Emilia-Romagna\nChristian Greco – Direttore Museo Egizio di Torino\nRosa Maiello – Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche\n\n\nTre rappresentanti di “luoghi” diversi della cultura – il museo\, la biblioteca\, l’istituzione promotrice di eventi culturali – e una voce istituzionale dialogano sul senso e sui compiti di queste realtà nelle trasformazioni del presente. Qual è oggi la loro funzione\, con riferimento da un lato all’eredità e al patrimonio – materiale o immateriale – che custodiscono e tramandano e dall’altro alla loro capacità di includere socialmente e culturalmente la cittadinanza\, di creare spazi di consapevolezza e crescita civile?\n\n\n\n\nAl Cortile Guido Fanti si accede da Via Ugo Bassi 2. \n\n\nÈ raccomandata la prenotazione\, effettuabile a questo link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-i-luoghi-della… \n\nLa partecipazione a tutti gli eventi del Festival è gratuita e richiede la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).
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SUMMARY:"La cosa" di Nanni Moretti
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con la Cineteca di Bologna invita alla proiezione del film “La cosa” di Nanni Moretti nella sua versione restaurata\, che si terrà venerdì 23 luglio in Piazza Maggiore alle ore 21.45\, all’interno della rassegna Il Cinema Ritrovato. \nA presentare il film sarà lo stesso regista Nanni Moretti. \n  \nVenerdì 23 luglio 2021\nPiazza Maggiore e LunettArena\, ore 21.45 \nLA COSA\n(Italia/1990)\nRegia\, sceneggiatura e montaggio: Nanni Moretti. Fotografia: Alessandro Pesci\, Giuseppe Baresi\, Roberto Cimatti\, Riccardo Gambacciani\, Gherardo Gossi\, Angelo Strano. Produzione: Angelo Barbagallo\, Nanni Moretti per Sacher Film.\nDurata: 59’ Copia proveniente da Cineteca di Bologna per concessione di Sacher Film. Restaurato in 4K nel 2021 da Cineteca di Bologna con il contributo di MiC presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata con la supervisione di Nanni Moretti \n  \nUna lezione di giornalismo ci dà Nanni Moretti con i suoi sessanta minuti girati in alcune sezioni comuniste dopo la proposta di Occhetto sul cambiamento del nome o del partito\, prima che consenso e dissenso si coagulassero in mozioni. È andato a Genova\, Torino\, Bologna\, Milano\, Roma\, in Toscana e in Sicilia\, e ha filmato una discussione nella quale non si avverte la distanza della camera\, né un condizionamento in chi parla. La prima lezione sta nell’aver colto un momento che non si ripeterà\, nascente\, sorpreso\, scosso\, incerto. La seconda è l’aver guardato al corpo dell’e- sperimento e non ai medici che operavano. Non al segretario\, ai leader\, ai maître à penser\, ma a uomini e donne concreti che la stampa non frequenta ma evoca vagamente come massa di resistenza\, gente della quale conta solo\, serializzata\, il consenso ai fini degli equilibri al vertice. Perché vien segnalato soprattutto chi si segnala per la sua collocazione gerarchica: Occhetto\, o Mussi\, o Fassino o il nuovo segretario torinese – in politica i pensieri si misurano in potere. Moretti si è occupato dell’altro\, il resto\, le vite\, volti e mani di chi è base\, partito senza nomi. La terza lezione è l’ascolto tradotto in montaggio. Esso registra una riflessione tutt’altro che emotiva. Non uno che dica “andavamo bene” prima: “da anni” si andava male. Adesso almeno si discute. Poco scandalo sul non essere “consultati” – la base non lo è mai\, e tosto la memoria va al compromesso storico\, primo colpo a un’identità consolidata. […] Questo frammento di ‘base’ pensante è stato consegnato alla documentazione solo da Nanni Moretti\, con tocco sobrio e leggero e ne va ringraziato. \n 
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