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SUMMARY:Afghanistan: declino dell’Occidente? Emirato islamico e nuovi scenari geopolitici
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna presenta l’incontro Afghanistan: declino dell’Occidente? Emirato islamico e nuovi scenari geopolitici in programma per lunedì 25 ottobre 2021 alle ore  18.00 presso la Sala Convegni Via Mentana 2 (Fondazione Barberini). \n  \nPartecipano: \nGustavo Gozzi | Università di Bologna \nElisa Giunchi | Università degli Studi di Milano \nMario Del Pero (in collegamento) | SciencesPo di Parigi \n  \nLa drammatica presa di Kabul da parte del movimento dei talebani ha riproposto gli interrogativi che si erano posti all’Occidente all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle: il problema della guerra “giusta”\, l’esportazione della democrazia\, l’universalismo dei diritti umani. Il ritiro americano lascerà spazio ad un Islam politico che fronteggerà con più determinazione il mondo occidentale? La sconfitta americana mette in discussione i valori dell’Occidente e ne annuncia il declino?  Oppure delinea un nuovo scenario geopolitico in cui si definiranno le nuove strategie delle potenze globali? \n  \n  \n \n  \n  \n  \n\n  \n  \n 
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SUMMARY:Fratture e momenti di passaggio. Come rappresentare il lavoro che cambia
DESCRIPTION:Biennale Democrazia torna a Torino\, in presenza e anche online\, da mercoledì 6 a domenica 10 ottobre con la sua settima edizione\, intitolata “Un pianeta\, molti mondi”. \nPer la prima volta dopo dieci anni la manifestazione internazionale – nata per valorizzare e diffondere la cultura democratica coinvolgendo i cittadini e in particolare i giovani – avrà luogo in autunno\, e non in primavera\, per permettere a ospiti e pubblico di incontrarsi nuovamente in sicurezza e di prendere parte attiva all’evento. \nA ottobre si tornerà ad abitare per cinque giorni i luoghi della cultura di Torino\, con oltre 90 incontri\, 215 relatori dal mondo\, 5 mostre\, 4 percorsi tematici\, 80 volontari. Al programma in presenza sarà affiancata un’ampia offerta di dirette streaming – oltre la metà degli eventi – per fare fronte alla necessità di ridurre la capienza delle sale\, nel rispetto delle normative di sicurezza\, e dunque garantire a tutti\, anche al pubblico più lontano\, di seguire buona parte degli appuntamenti in palinsesto. \nQui tutti gli eventi in programma http://biennaledemocrazia.it/eventi/ \n  \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna collabora a questa edizione del Festival con l’evento: \nFratture e momenti di passaggio. Come rappresentare il lavoro che cambia\nSabato 9 ottobre 2021 ore 18.30 \nPolo del ‘900\, Sala ‘900 (via del Carmine 14\, Torino) \nCon Pietro Bianchi\, Ferdinando Fasce\, Marica Tolomelli\nCoordina Matteo Cavalleri \nL’epoca contemporanea è caratterizzata da grandi cambiamenti nel mondo del lavoro\, trasformazioni che si sono presentate sia come eventi di frattura sia come processi di passaggio\, investendo non solo i modi di produzione e gli assetti economico-finanziari\, ma intere società\, comunità\, territori e culture. Si tratta di processi che\, con il passaggio alla società post-industriale\, portano con sé anche radicali mutamenti delle forme di rappresentazione estetica e politica del lavoro. \nPrenota un posto \nQui lo streamin dell’evento \n  \nPietro Bianchi insegna Teoria Critica al Dipartimento di Inglese dell’Università della Florida. È autore di Jacques Lacan and Cinema. Imaginary\, Gaze\, Formalisation (Routledge 2017) e di articoli di cinema\, psicoanalisi\, filosofia e marxismo. Collabora con Doppiozero\, Cineforum\, Err e Film-Tv ed è redattore di DinamoPress.ù \nFerdinando Fasce ha insegnato Storia Contemporanea all’Università di Genova. Ha vinto l’Organization of American Historians Foreign-Language Book Prize per il miglior libro di Storia degli Stati Uniti in lingua straniera. Autore e co-autore di dieci volumi fra cui An American Family. The Great War and Corporate Culture in America (OSU 2002) e La musica nel tempo. Una storia dei Beatles (Einaudi 2018). Collabora con Secolo XIX\, L’Indice\, RaiStoria\, Radio Popolare\, Radio Vaticana\, Radio Svizzera Italiana 2 e Primo Canale. \nMarica Tolomelli insegna Storia contemporanea all’Università di Bologna. Si occupa di storia europea del Novecento\, di storia comparata (soprattutto tra Italia e Germania) e di storia transnazionale. Suoi maggiori settori d’interesse sono la storia della conflittualità sociale; i processi di formazione e trasformazione della sfera pubblica e degli spazi comunicativi e la circolazione delle idee nel corso del XX secolo in prospettiva globale. È direttrice della rivista www.storicamente.org. \nMatteo Cavalleri insegna all’Università di Bologna ed è collaboratore scientifico della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. I suoi interessi di ricerca si situano nell’intreccio tra filosofia teoretica e filosofia politica e in quello tra antropologia filosofica ed estetica e politica della memoria. È autore di La libertà nella necessità (ETS 2019)\, La Resistenza al nazi- fascismo (Mimesis 2015) e curatore di Il due in questione. Percorsi interdisciplinari sul riconoscimento (2020). \n  \n  \nQuesto evento fa parte di un percorso avviato la scorsa primavera in occasione di Nuovi Mondi. Quattro incontri aspettando la settima edizione di Biennale Democrazia: 4 incontri in cui docenti\, esperti e studenti hanno messo a confronto tesi contrapposte su scenari politici e sociali del prossimo futuro. \nIn quella occasione la Fondazione collaborò con l’evento Lavorare tutti. Lavorare meno?dello scorso martedì 18 maggio 2021 con Marta Fana\, Giovanna Guerzoni\, Paolo Di Paolo e Leonard Mazzone. \n  \n  \n\n  \nBiennale Democrazia è un progetto della Città di Torino\, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino\, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica in collaborazione con Polo del ‘900\, Università di Torino\, Politecnico di Torino. \nMain partner: Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT; con il contributo della Camera di commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino. \nPartner: Smat e Reale Mutua; \ncon il supporto di OGR Torino\, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT\, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino Social Impact. \nMedia Partner: Rai Cultura\, Rai Storia\, la Repubblica\, Stampa\, Limes. \nLocal Media Partner: TORadio. \nCharity Partner: Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus. \n 
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SUMMARY:Leonardo Sciascia e Roberto Roversi. Dialoghi sull’utopia
DESCRIPTION:In occasione del centenario della nascita di Leonardo Sciascia la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna promuove un ciclo di dialoghi volto a indagare\, a partire da alcune prospettive tematiche specifiche\, la poliedricità dello scrittore e dell’intellettuale siciliano\, il ruolo da questi giocato all’interno del dibattito culturale e politico a lui coevo e la viva essenzialità della sua opera per comprendere la complessità della nostra storia e del nostro presente\, le loro mistificazioni e verità taciute. Grazie al confronto tra discipline differenti\, i dialoghi affronteranno alcune costellazioni di immagini e parole all’interno delle quali si espressero la sensibilità estetica e critica\, nonché la militanza civile\, di uno dei protagonisti del Novecento italiano. \nGli eventi sono realizzati in collaborazione con la Cineteca di Bologna\, il Liceo Galvani e Specialmente in Biblioteca\, e si svolgono all’interno di InChiostro\, la Rassegna estiva di appuntamenti di ERT e Teatro Arena del Sole. \n  \nGiovedì 30 settembre 2021\, ore 16.30\nBiblioteca Liceo Galvani (ingresso Largo Benassi\,1 – Bologna) \nLeonardo Sciascia e Roberto Roversi. Dialoghi sull’utopia \nEvento promosso in collaborazione con Liceo Galvani \nPartecipano: \nAntonio Bagnoli\, Pendragon Edizioni \nJessy Simonini\, Università di Nantes \nIntroduce e modera: \nMagda Indiveri\, Liceo Galvani \n  \nTra il 1953 e il 1972 vi è una copiosa corrispondenza tra Roberto Roversi\, poeta\, libraio antiquario alla Palmaverde di Bologna e l’amico siciliano Leonardo Sciascia\, che in quel periodo è maestro elementare a Racalmuto. Si erano conosciuti nei primi anni Cinquanta grazie a Pier Paolo Pasolini\, che aveva frequentato il Galvani\, lo stesso liceo di Roberto Roversi. \nDai consigli di lettura all’invio di dolci natalizi\, dalle richieste di libri d’antiquariato ai commenti su scrittori contemporanei\, l’intenso carteggio mostra due importanti protagonisti del panorama letterario del Novecento e il loro deciso impegno civile e politico per lo sviluppo democratico del nostro Paese. Si tratta di pagine – a volte affettuose\, a volte telegrafiche – che lasciano intravedere anche teneri momenti di vita privata. \n  \n  \n  \n \n  \n  \nAlcuni consigli di approfondimento: \nCartella N. 7 – Natale 2001: Roberto Roversi / Nunzio Gulino: “Il Clarino” \nMassimo Raffaeli\, Roversi e Sciascia\, due caratteri a specchio\, Alias Il Manifesto\, 20/09/2015  \nDalla noce alla palmaverde. Lettere di utopisti 1953-1972 di Leonardo Sciascia e Roberto Roversi a cura di Antonio Motta (Pendragon\, 2015) \n \n  \n\n  \n  \n VEDI TUTTI GLI INCONTRI del ciclo LE COSTELLAZIONI DI LEONARDO SCIASCIA \n  \n  \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Leonardo Sciascia e le immagini
DESCRIPTION:In occasione del centenario della nascita di Leonardo Sciascia la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna promuove un ciclo di dialoghi volto a indagare\, a partire da alcune prospettive tematiche specifiche\, la poliedricità dello scrittore e dell’intellettuale siciliano\, il ruolo da questi giocato all’interno del dibattito culturale e politico a lui coevo e la viva essenzialità della sua opera per comprendere la complessità della nostra storia e del nostro presente\, le loro mistificazioni e verità taciute. Grazie al confronto tra discipline differenti\, i dialoghi affronteranno alcune costellazioni di immagini e parole all’interno delle quali si espressero la sensibilità estetica e critica\, nonché la militanza civile\, di uno dei protagonisti del Novecento italiano. \nGli eventi sono realizzati in collaborazione con la Cineteca di Bologna\, il Liceo Galvani e Specialmente in Biblioteca\, e si svolgono all’interno di InChiostro\, la Rassegna estiva di appuntamenti di ERT e Teatro Arena del Sole. \n  \nMartedì 21 settembre 2021\, ore 17.30\nPortico Interno (Via Mentana 2\, Bologna | Fondazione Ivano Barberini ) \nLeonardo Sciascia e le immagini\nPartecipano: \nGiuseppe Cipolla\, Accademia di Belle Arti Palermo \nGiancarlo Felice\, Università degli Studi di Catania \nIntroduce e modera: \nMatteo Cavalleri\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nGiancarlo Felice ha conseguito la Laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali presso l’Università degli Studi di Catania. Attualmente è dottorando di ricerca in Scienze per il Patrimonio e la Produzione culturale presso il Disum di Catania. Dal 2017 collabora con la redazione di «Arabeschi. Rivista internazionale di studi su letteratura e visualità» per la quale ha pubblicato saggi e recensioni. I suoi interessi di ricerca riguardano la Storia dell’arte contemporanea e le relazioni tra arte\, teatro\, letteratura e arti visive. \n  \nGiuseppe Cipolla è storico e critico d’arte. Autore di diversi studi di letteratura artistica\, si è occupato in particolare degli scritti d’arte di Leonardo Sciascia. Ha pubblicato nel 2020 “Ai pochi felici” Leonardo Sciascia e le arti visive. Un caleidoscopio critico per Caracol Edizioni. Dal 2011 ha ricoperto vari incarichi di insegnamento in discipline storico-artistiche presso università e accademie italiane e straniere (Pechino\, Barcellona\, Sofia). Attualmente è docente di stile\, storia dell’arte e del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. \n  \n  \n \n  \n  \nUn consiglio di lettura: \n\n«Ai pochi felici». Leonardo Sciascia e le arti visive. Un caleidoscopio critico di Giuseppe Cipolla (Caracol\, 2020) \n \n\n  \n\n  \n VEDI TUTTI GLI INCONTRI del ciclo LE COSTELLAZIONI DI LEONARDO SCIASCIA \n  \n  \n \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Fra tecnica e politica: confine o frontiera? Equilibri o rivoluzioni?
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna segnala il Festival annuale di Pandora Rivista\,  giunto alla sua terza edizione\, che si terrà a Bologna dall’8 al 19 settembre e dal titolo La nuova frontiera. Costruire insieme.\n\nNel 2020 la pandemia ha sconvolto prospettive e speranze delle nostre società. Il Festival di Pandora Rivista dello scorso anno aveva come titolo “Costruire nel caos”\, a indicare la radicale incertezza che la situazione portava con sé e la necessità di immaginare\, nonostante tutto\, un disegno del futuro. In questo anno\, pur tra una perdurante incertezza\, a venire in primo piano è la necessità di progettare il cambiamento. Per questo\, abbiamo scelto il tema della “frontiera” come filo conduttore per l’edizione 2021. Le nostre società hanno bisogno di ridarsi un orizzonte\, di costruire una progettualità\, di delineare un percorso di uscita dalla crisi e transizione. Le frontiere sono\, come nell’ultimo numero della rivista\, quelle della tecnologia e della scienza\, ma anche la sfida che la transizione ecologica porta con sé. La nuova frontiera deve però al tempo stesso essere tale da coinvolgere la parte più ampia possibile della società nella sua traiettoria di cambiamento. In questo quadro il ruolo della cultura viene in primo piano: serve una sfera pubblica rinnovata che rappresenti il luogo in cui immaginare e costruire collettivamente la nuova frontiera.\n\n\nSegnaliamo all’interno del programma un’ incontro realizzato in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nGiovedì 16 settembre 2021 \n\nOre 18.00 I Cortile dell’Archiginnasio \nFra tecnica e politica: confine o frontiera? Equilibri o rivoluzioni?\nLezione a cura di Carlo Galli | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n> È raccomandata la prenotazione\, effettuabile a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-fra-tecnica-e-politica-confine-o-frontiera-equilibri-o-rivoluzioni-169894375651
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SUMMARY:Note su Dante. Antonio Gramsci e Walter Benjamin lettori danteschi
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in occasione dei 700 anni della morte di Dante\, invita giovedì 9 settembre 2021 alle ore 17.30 all’incontro Note su Dante. Antonio Gramsci e Walter Benjamin lettori danteschi. L’incontro si svolegerà all’aperto in Via Mentana 2\, nel portico della Fondazione Ivano Barberini. \nUn dialogo che mette in relazione l’influenza dell’opera dantesca nel pensiero di due autori coevi e caratterizzati da una comune passione teorica e politica. L’iniziativa è patrocinata dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante. \n  \nCon gli interventi di:\n \nNoemi Ghetti  \nMarco Maggi \n  \nModera: \nMatteo Cavalleri \n  \nNoemi Ghetti\, a lungo docente nei licei\, è laureata in Storia greca all’Università di Padova e ha compiuto studi filosofici all’Università di Firenze. Collabora con numerose riviste ed è autrice di trasposizioni di classici per ragazzi\, di testi per reading e libretti per drammi musicali. Saggista\, ha pubblicato per l’Asino doro L’ombra di Cavalcanti e Dante (2011) e Gramsci nel cieco carcere degli eretici (2014). \n  \nMarco Maggi\, studioso di comparazione letteraria\, è docente all’Università della Svizzera italiana. Ha pubblicato libri sul barocco e curato edizioni di classici della comparazione interartistica. Autore di numerosi saggi su temi e autori da Dante al Novecento\, collabora all’«Indice dei Libri del Mese». Ha pubblicato per Donzelli Editore Walter Benjamin e Dante. Una costellazione nello spazio delle immagini (2017). \n  \n \n  \n\n  \nFotografie di Margherita Caprilli \n  \n  \n \n  \n  \n  \n  \n  \n [:en] \n  \n  \nL’incontro sarà anche trasmesso in diretta online sul canale Youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \n 
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SUMMARY:I luoghi della cultura tra storia e inclusione
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna segnala il Festival annuale di Pandora Rivista\,  giunto alla sua terza edizione\, che si terrà a Bologna dall’8 al 19 settembre e dal titolo La nuova frontiera. Costruire insieme.\n\nNel 2020 la pandemia ha sconvolto prospettive e speranze delle nostre società. Il Festival di Pandora Rivista dello scorso anno aveva come titolo “Costruire nel caos”\, a indicare la radicale incertezza che la situazione portava con sé e la necessità di immaginare\, nonostante tutto\, un disegno del futuro. In questo anno\, pur tra una perdurante incertezza\, a venire in primo piano è la necessità di progettare il cambiamento. Per questo\, abbiamo scelto il tema della “frontiera” come filo conduttore per l’edizione 2021. Le nostre società hanno bisogno di ridarsi un orizzonte\, di costruire una progettualità\, di delineare un percorso di uscita dalla crisi e transizione. Le frontiere sono\, come nell’ultimo numero della rivista\, quelle della tecnologia e della scienza\, ma anche la sfida che la transizione ecologica porta con sé. La nuova frontiera deve però al tempo stesso essere tale da coinvolgere la parte più ampia possibile della società nella sua traiettoria di cambiamento. In questo quadro il ruolo della cultura viene in primo piano: serve una sfera pubblica rinnovata che rappresenti il luogo in cui immaginare e costruire collettivamente la nuova frontiera.\n\n\nSegnaliamo all’interno del programma un’ incontro realizzato in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nMercoledì 8 settembre 2021\nOre 21.00 | Cortile Guido Fanti\, Palazzo D’Accursio \nI luoghi della cultura tra storia e inclusione\n\nNe discuteranno:\nSerena Bertolucci – Direttore Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova\nMauro Felicori – Assessore alla Cultura\, Regione Emilia-Romagna\nChristian Greco – Direttore Museo Egizio di Torino\nRosa Maiello – Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche\n\n\nTre rappresentanti di “luoghi” diversi della cultura – il museo\, la biblioteca\, l’istituzione promotrice di eventi culturali – e una voce istituzionale dialogano sul senso e sui compiti di queste realtà nelle trasformazioni del presente. Qual è oggi la loro funzione\, con riferimento da un lato all’eredità e al patrimonio – materiale o immateriale – che custodiscono e tramandano e dall’altro alla loro capacità di includere socialmente e culturalmente la cittadinanza\, di creare spazi di consapevolezza e crescita civile?\n\n\n\n\nAl Cortile Guido Fanti si accede da Via Ugo Bassi 2. \n\n\nÈ raccomandata la prenotazione\, effettuabile a questo link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-i-luoghi-della… \n\nLa partecipazione a tutti gli eventi del Festival è gratuita e richiede la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).
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SUMMARY:"La cosa" di Nanni Moretti
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con la Cineteca di Bologna invita alla proiezione del film “La cosa” di Nanni Moretti nella sua versione restaurata\, che si terrà venerdì 23 luglio in Piazza Maggiore alle ore 21.45\, all’interno della rassegna Il Cinema Ritrovato. \nA presentare il film sarà lo stesso regista Nanni Moretti. \n  \nVenerdì 23 luglio 2021\nPiazza Maggiore e LunettArena\, ore 21.45 \nLA COSA\n(Italia/1990)\nRegia\, sceneggiatura e montaggio: Nanni Moretti. Fotografia: Alessandro Pesci\, Giuseppe Baresi\, Roberto Cimatti\, Riccardo Gambacciani\, Gherardo Gossi\, Angelo Strano. Produzione: Angelo Barbagallo\, Nanni Moretti per Sacher Film.\nDurata: 59’ Copia proveniente da Cineteca di Bologna per concessione di Sacher Film. Restaurato in 4K nel 2021 da Cineteca di Bologna con il contributo di MiC presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata con la supervisione di Nanni Moretti \n  \nUna lezione di giornalismo ci dà Nanni Moretti con i suoi sessanta minuti girati in alcune sezioni comuniste dopo la proposta di Occhetto sul cambiamento del nome o del partito\, prima che consenso e dissenso si coagulassero in mozioni. È andato a Genova\, Torino\, Bologna\, Milano\, Roma\, in Toscana e in Sicilia\, e ha filmato una discussione nella quale non si avverte la distanza della camera\, né un condizionamento in chi parla. La prima lezione sta nell’aver colto un momento che non si ripeterà\, nascente\, sorpreso\, scosso\, incerto. La seconda è l’aver guardato al corpo dell’e- sperimento e non ai medici che operavano. Non al segretario\, ai leader\, ai maître à penser\, ma a uomini e donne concreti che la stampa non frequenta ma evoca vagamente come massa di resistenza\, gente della quale conta solo\, serializzata\, il consenso ai fini degli equilibri al vertice. Perché vien segnalato soprattutto chi si segnala per la sua collocazione gerarchica: Occhetto\, o Mussi\, o Fassino o il nuovo segretario torinese – in politica i pensieri si misurano in potere. Moretti si è occupato dell’altro\, il resto\, le vite\, volti e mani di chi è base\, partito senza nomi. La terza lezione è l’ascolto tradotto in montaggio. Esso registra una riflessione tutt’altro che emotiva. Non uno che dica “andavamo bene” prima: “da anni” si andava male. Adesso almeno si discute. Poco scandalo sul non essere “consultati” – la base non lo è mai\, e tosto la memoria va al compromesso storico\, primo colpo a un’identità consolidata. […] Questo frammento di ‘base’ pensante è stato consegnato alla documentazione solo da Nanni Moretti\, con tocco sobrio e leggero e ne va ringraziato. \n 
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SUMMARY:Leonardo Sciascia e la verità
DESCRIPTION:In occasione del centenario della nascita di Leonardo Sciascia la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna promuove un ciclo di dialoghi volto a indagare\, a partire da alcune prospettive tematiche specifiche\, la poliedricità dello scrittore e dell’intellettuale siciliano\, il ruolo da questi giocato all’interno del dibattito culturale e politico a lui coevo e la viva essenzialità della sua opera per comprendere la complessità della nostra storia e del nostro presente\, le loro mistificazioni e verità taciute. Grazie al confronto tra discipline differenti\, i dialoghi affronteranno alcune costellazioni di immagini e parole all’interno delle quali si espressero la sensibilità estetica e critica\, nonché la militanza civile\, di uno dei protagonisti del Novecento italiano. \nGli eventi sono realizzati in collaborazione con la Cineteca di Bologna\, il Liceo Galvani e Specialmente in Biblioteca\, e si svolgono all’interno di InChiostro\, la Rassegna estiva di appuntamenti di ERT e Teatro Arena del Sole. \n  \nLunedì 12 luglio 2021\, ore 21.30\nChiostro Teatro Arena del Sole (Via Indipendenza\, 44 – Bologna) \nLeonardo Sciascia e la verità\nPartecipano: \nAndrea Le Moli\, Università degli Studi di Palermo \nMario Ricciardi\, Università degli Studi di Milano \nSimonetta Soldani\, Università degli Studi di Firenze \nIntroduce e modera: \nMatteo Cavalleri\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \n \n  \n  \nVEDI TUTTI GLI INCONTRI del ciclo LE COSTELLAZIONI DI LEONARDO SCIASCIA \n  \n  \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Leonardo Sciascia e il cinema
DESCRIPTION:In occasione del centenario della nascita di Leonardo Sciascia la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna promuove un ciclo di dialoghi volto a indagare\, a partire da alcune prospettive tematiche specifiche\, la poliedricità dello scrittore e dell’intellettuale siciliano\, il ruolo da questi giocato all’interno del dibattito culturale e politico a lui coevo e la viva essenzialità della sua opera per comprendere la complessità della nostra storia e del nostro presente\, le loro mistificazioni e verità taciute. Grazie al confronto tra discipline differenti\, i dialoghi affronteranno alcune costellazioni di immagini e parole all’interno delle quali si espressero la sensibilità estetica e critica\, nonché la militanza civile\, di uno dei protagonisti del Novecento italiano. \nGli eventi sono realizzati in collaborazione con la Cineteca di Bologna\, il Liceo Galvani e Specialmente in Biblioteca\, e si svolgono all’interno di InChiostro\, la Rassegna estiva di appuntamenti di ERT e Teatro Arena del Sole. \n  \n  \nMartedì 6 luglio 2021\, ore 21.30\nChiostro Teatro Arena del Sole (Via Indipendenza\, 44 – Bologna) \nLeonardo Sciascia e il cinema\nEvento promosso in collaborazione con la Cineteca di Bologna all’interno della rassegna “Specialmente nel chiostro” \nPartecipano: \nClaudio Bisoni\, Università di Bologna \nPaolo Squillacioti\, Consiglio Nazionale delle Ricerche \nMichela Zegna\, Cineteca di Bologna \nIntroduce e modera: \nMatteo Cavalleri\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n\nUn dialogo dedicato al rapporto di Leonardo Sciascia con il cinema\, tra soggetti inediti e riflessioni originali. Un libro per immergersi nelle parole e nelle immagini di quella Sicilia “metafora del mondo”.\n\n\n \n\n\nSi consiglia la lettura di «Questo non è un racconto». Scritti per il cinema e sul cinema\, a cura di Paolo Squillacioti (Adelphi Edizioni\, 2021). \n \n  \nVEDI TUTTI GLI INCONTRI del ciclo LE COSTELLAZIONI DI LEONARDO SCIASCIA \n  \n  \n \n  \n 
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SUMMARY:The Aesthetics of Abolition\, The Abolition of Art
DESCRIPTION:Venerdì 2 luglio 2021 ore 19.00 \nCortile Guido Fanti\, Piazza Maggiore\, 6 \nFRED MOTEN\nSTEFANO HARNEY\nThe Aesthetics of Abolition\, The Abolition of Art\n \nIn questo intervento\, ci occuperemo della pratica sociale e teorica dei sensi\, verso la quale Marx gesticola suggestivamente nel suo “Proprietà privata e comunismo”. E se ci fosse un’interazione più che meramente euristica tra proprietà privata e comunismo – e\, per questo\, astrazione e reale – che richiede un’ulteriore indagine sulla socialità dell’esperienza sensuale? Sono domande che riguardano le grammatiche e i protocolli di aggregazione\, che riprenderemo sotto la guida dei Dannati\, un gruppo di lavoratrici nere\, attiviste sociali e teoriche sociali all’opera nell’area metropolitana di New York mezzo secolo fa. \n  \n \nStefano Harney e Fred Moten sono studenti della tradizione radicale nera. Sono autori di The Undercommons: Fugitive Planning and Black Study e All Incomplete (Autonomedia/Minor Compositions 2013 e 2021). Fred insegna alla New York University. Stefano insegna alla Royal Holloway\, Università di Londra. Sono coinvolti in diverse cooperative e progetti di collaborazione tra cui Le Mardi Gras Listening Collective\, il Center for Convivial Research and Autonomy\, Moved by the Motion e l’Institute for Physical Sociology. \n  \n  \n  \n\n\n\n  \n \n  \nTorna a Bologna la Summer School in Global Studies and Critical Theory dal 21 giugno al 2 luglio 2021. \nLa Summer School è un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia. Insieme prendono il nome di Academy of Global Humanities and Critical Theory e si tratta di una realtà di ricerca concepita come uno spazio intellettuale per studiosi provenienti da diversi campi di ricerca e regioni geografiche per lavorare insieme alla ridefinizione delle scienze umane in un’epoca globale. \nIl titolo dell’edizione di quest’anno è POLITICAL IMAGINATION AFTER COVID: LIFE\, RACE\, TECHNOLOGY\, ABOLITION. \nLo scoppio della pandemia ha decisamente sfidato l’immaginazione politica. La diffusione globale del coronavirus\, resa possibile dai drammatici cambiamenti nella relazione tra esseri umani e natura\, ha sconvolto le forme di vita e messo alla prova nozioni consolidate nella teoria critica\, come ad esempio la biopolitica e la globalizzazione. La profonda crisi sociale ed economica provocata dal Covid-19 ha esacerbato le disuguaglianze e rimescolato le economie di mobilità e immobilità\, con enormi implicazioni per il lavoro e la vita. Sono emersi nuovi confini\, mentre le misure igienico-sanitarie hanno reso ancora più difficile il controllo dei confini internazionali. In paesi come gli Stati Uniti\, il Brasile e l’India\, la pandemia ha colpito in modo sproporzionato le minoranze razziali e i poveri in generale\, mentre il significato di “salute pubblica” è ovunque al centro di accesi dibattiti. Allo stesso tempo\, le mobilitazioni sotto il titolo “Black Lives Matter” negli Stati Uniti (con risonanze altrove) hanno affrontato con forza tali questioni\, istanziando la costruzione di coalizioni che prendono la questione della razza e del razzismo come punto di partenza\, prefigurando allo stesso tempo una possibile politica durante e dopo la Covid-19. Tutte queste domande sono in primo piano nell’edizione 2021 della scuola estiva\, che mira a combinare una riflessione sulle configurazioni mutevoli della vita e della tecnologia in un tempo di pandemia con un focus sulla razza e l’abolizione sulla scia delle mobilitazioni “Black Lives Matter”. \nPiù di 40 partecipanti sono stati nselezionati e frequenterano tutte le lezioni plenarie\, i due corsi del mattino e almeno una lezione pomeridiana a settimana. L’edizione 2021 della Summer School in Global Studies and Critical Theory si terrà completamente online\, mentre gli eventi pubblici si terranno anche in presenza. \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, insieme alla Fondazione Innovazione Urbana collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nI 5 eventi si terranno IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sulCanale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. È sempre prevista la traduzione simultanea. \nQUI TUTTO IL CALENDARIO \n\n  \n \n  \n 
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SUMMARY:Unions and Missions: Modalities of Maritime Mobilisation
DESCRIPTION:Lunedì 28 giugno 2021 ore 19.00 \nDUMBO Officina\, Via Casarini\, 19 \nLALEH KHALILI\nUnions and Missions: Modalities of Maritime Mobilisation\nDiscussants CHARLES HELLER and LORENZO PEZZANI \nChair SANDRO MEZZADRA \n\n \n  \n  \n\n\n\nAttingendo all’etnografia a bordo delle navi portacontainer che solcano i mari arabi\, agli archivi di varie missioni per i marittimi che servono i porti della penisola arabica\, ai casi sindacali locali e globali a loro favore\, e ad altri documenti letterari e d’archivio in arabo e in inglese\, considererò il ruolo delle missioni cristiane nel servire i bisogni dei marittimi nei porti dove gli Stati hanno vietato la rappresentanza sindacale locale o globale e altre forme di aiuto ai lavoratori. La compatibilità tra la politica individualizzante del salvataggio missionario e l’insistenza dello stato nel limitare le forme di mobilitazione collettiva è in tensione con la pura necessità di sostegno ai lavoratori la cui mobilità e transitorietà attraverso i porti rende le forme di mobilitazione militante\, ma anche la sopravvivenza quotidiana di base\, una battaglia. \n  \n \nLaleh Khalili è professoressa di politica internazionale alla Queen Mary University di Londra e autore di Sinews of War and Trade (Verso 2020)\, Time in the Shadows: Confinement in Counterinsurgencies (Stanford 2013)\, e Heroes and Martyrs of Palestine: The Politics of National Commemoration (Cambridge 2007)\, nonché editore di Modern Arab Politics (Routledge 2008) e co-editore (con Jillian Schwedler) di Policing and Prisons in the Modern Middle East: Formations of Coercion (Hurst 2010). \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n \nCharles Heller è un ricercatore e regista il cui lavoro ha un focus di lunga data sulla politica della migrazione. Nel 2015\, ha completato un dottorato di ricerca in Architettura della ricerca presso la Gold-Smiths\, University of London. È ricercatore presso il Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra. \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n \nLorenzo Pezzani è architetto e ricercatore. Nel 2015 ha completato un Ph.D. in Research Architecture alla Goldsmiths\, University of London\, dove attualmente è docente e conduce lo studio MA in Forensic Architecture. Il suo lavoro si occupa della politica spaziale e delle culture visive della migrazione\, con particolare attenzione alla geografia dell’oceano. \n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n  \n  \nTorna a Bologna la Summer School in Global Studies and Critical Theory dal 21 giugno al 2 luglio 2021. \nLa Summer School è un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia. Insieme prendono il nome di Academy of Global Humanities and Critical Theory e si tratta di una realtà di ricerca concepita come uno spazio intellettuale per studiosi provenienti da diversi campi di ricerca e regioni geografiche per lavorare insieme alla ridefinizione delle scienze umane in un’epoca globale. \nIl titolo dell’edizione di quest’anno è POLITICAL IMAGINATION AFTER COVID: LIFE\, RACE\, TECHNOLOGY\, ABOLITION. \nLo scoppio della pandemia ha decisamente sfidato l’immaginazione politica. La diffusione globale del coronavirus\, resa possibile dai drammatici cambiamenti nella relazione tra esseri umani e natura\, ha sconvolto le forme di vita e messo alla prova nozioni consolidate nella teoria critica\, come ad esempio la biopolitica e la globalizzazione. La profonda crisi sociale ed economica provocata dal Covid-19 ha esacerbato le disuguaglianze e rimescolato le economie di mobilità e immobilità\, con enormi implicazioni per il lavoro e la vita. Sono emersi nuovi confini\, mentre le misure igienico-sanitarie hanno reso ancora più difficile il controllo dei confini internazionali. In paesi come gli Stati Uniti\, il Brasile e l’India\, la pandemia ha colpito in modo sproporzionato le minoranze razziali e i poveri in generale\, mentre il significato di “salute pubblica” è ovunque al centro di accesi dibattiti. Allo stesso tempo\, le mobilitazioni sotto il titolo “Black Lives Matter” negli Stati Uniti (con risonanze altrove) hanno affrontato con forza tali questioni\, istanziando la costruzione di coalizioni che prendono la questione della razza e del razzismo come punto di partenza\, prefigurando allo stesso tempo una possibile politica durante e dopo la Covid-19. Tutte queste domande sono in primo piano nell’edizione 2021 della scuola estiva\, che mira a combinare una riflessione sulle configurazioni mutevoli della vita e della tecnologia in un tempo di pandemia con un focus sulla razza e l’abolizione sulla scia delle mobilitazioni “Black Lives Matter”. \nPiù di 40 partecipanti sono stati nselezionati e frequenterano tutte le lezioni plenarie\, i due corsi del mattino e almeno una lezione pomeridiana a settimana. L’edizione 2021 della Summer School in Global Studies and Critical Theory si terrà completamente online\, mentre gli eventi pubblici si terranno anche in presenza. \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, insieme alla Fondazione Innovazione Urbana collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nI 5 eventi si terranno IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sulCanale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. È sempre prevista la traduzione simultanea. \nQUI TUTTO IL CALENDARIO \n\n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Platform Urbanism and Its Discontent
DESCRIPTION:Venerdì 25 giugno 2021 ore 17.00 \nDUMBO\, Via Casarini\, 19 \nINTO THE BLACK BOX\nPlatform Urbanism and Its Discontent\n \nore 17:00 Apertura della mostra con Into the Black Box \nore 17.30  Discorso: “Platform Urbanism and Its Discontents” \nIntroduzione: PLUS Project \n  \nIntervento di Peter Mörtenböck e Helge Mooshammer (curatori del padiglione austriaco alla Biennale Architettura 2021)\nRelazioni: Yvonne Hütter (Marie-Curie Fellow)\, Lucia Babina (attivista culturale)\, Carmen Lael Hines (Piattaforma-Padiglione Austria)\nDiscussant: Sandro Mezzadra (Università di Bologna – Accademia di Global Humanities e Teoria Critica) \n  \n \n  \nLe piattaforme stanno diventando vettori cruciali delle trasformazioni urbane. Colonizzano le città incorporando il tessuto sociale in circuiti di valorizzazione\, sia simbolici che materiali. Gli abitanti diventano imprenditori in competizione sui mercati. Strade\, quartieri\, aree vengono codificate\, classificate e gerarchizzate in categorie d’uso. I servizi crescono ibridando spazi materiali e digitali. Tuttavia\, la presunta orizzontalità della piattaforma nasconde l’imperscrutabilità dei suoi algoritmi\, della sua gestione e dei suoi meccanismi. Nonostante la narrazione del progresso e della condivisione\, forme di malcontento si sviluppano insieme all’espansione della piattaforma. Contestano le condizioni di lavoro\, la gentrificazione\, la trasparenza dei dati\, la distribuzione dei profitti. \nLa mostra propone dieci diverse prospettive sull’urbanistica delle piattaforme. Ogni scatola di un padiglione di Dumbo ospita un particolare lavoro di fotoreporter\, studiosi e artisti. I collaboratori riflettono su diverse caratteristiche dell’urbanistica delle piattaforme\, dalle proteste dei lavoratori alla logistica urbana. Tutti insieme propongono uno sguardo sfaccettato su questo fenomeno. Detto altrimenti\, la mostra invita lo spettatore a entrare nel nucleo segreto delle piattaforme e a scoprire i meccanismi nascosti del potere che conservano.\nDiscorso: “L’urbanistica delle piattaforme e il suo malcontento” \nRiorganizzando l’accesso a un ampio spettro di domini fondamentali\, come l’istruzione\, l’alloggio\, l’assistenza sanitaria o anche l’informazione politica\, le piattaforme sono destinate a diventare gli attori più potenti che regolano il nostro modo di vivere nelle città. Piattaforme digitali come Facebook\, Uber\, Airbnb e Amazon incarnano non solo nuovi tipi di imprese\, ma anche una cultura di vita completamente nuova\, dai prodotti che maneggiamo e i servizi che usiamo ogni giorno a interi quartieri urbani che saranno costruiti da grandi imprese di piattaforme nei prossimi anni. Questi cambiamenti multi-scalari sollevano domande significative sulle potenzialità e i rischi sociali dell’architettura di questi ecosistemi onnicomprensivi. \n  \n  \n \nInto the Black Box è un progetto collettivo di ricerca transdisciplinare promosso da attivisti e studiosi. Logistica planetaria\, piattaforme e trasformazioni digitali\, organizzazione e lotte del lavoro\, processi di urbanizzazione\, sono le principali lenti attraverso le quali Into the Black Box elabora un’analisi e un’interpretazione critica delle dinamiche sociali\, economiche e politiche contemporanee. \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n\n  \n\n\n  \n \n  \nTorna a Bologna la Summer School in Global Studies and Critical Theory dal 21 giugno al 2 luglio 2021. \nLa Summer School è un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia. Insieme prendono il nome di Academy of Global Humanities and Critical Theory e si tratta di una realtà di ricerca concepita come uno spazio intellettuale per studiosi provenienti da diversi campi di ricerca e regioni geografiche per lavorare insieme alla ridefinizione delle scienze umane in un’epoca globale. \nIl titolo dell’edizione di quest’anno è POLITICAL IMAGINATION AFTER COVID: LIFE\, RACE\, TECHNOLOGY\, ABOLITION. \nLo scoppio della pandemia ha decisamente sfidato l’immaginazione politica. La diffusione globale del coronavirus\, resa possibile dai drammatici cambiamenti nella relazione tra esseri umani e natura\, ha sconvolto le forme di vita e messo alla prova nozioni consolidate nella teoria critica\, come ad esempio la biopolitica e la globalizzazione. La profonda crisi sociale ed economica provocata dal Covid-19 ha esacerbato le disuguaglianze e rimescolato le economie di mobilità e immobilità\, con enormi implicazioni per il lavoro e la vita. Sono emersi nuovi confini\, mentre le misure igienico-sanitarie hanno reso ancora più difficile il controllo dei confini internazionali. In paesi come gli Stati Uniti\, il Brasile e l’India\, la pandemia ha colpito in modo sproporzionato le minoranze razziali e i poveri in generale\, mentre il significato di “salute pubblica” è ovunque al centro di accesi dibattiti. Allo stesso tempo\, le mobilitazioni sotto il titolo “Black Lives Matter” negli Stati Uniti (con risonanze altrove) hanno affrontato con forza tali questioni\, istanziando la costruzione di coalizioni che prendono la questione della razza e del razzismo come punto di partenza\, prefigurando allo stesso tempo una possibile politica durante e dopo la Covid-19. Tutte queste domande sono in primo piano nell’edizione 2021 della scuola estiva\, che mira a combinare una riflessione sulle configurazioni mutevoli della vita e della tecnologia in un tempo di pandemia con un focus sulla razza e l’abolizione sulla scia delle mobilitazioni “Black Lives Matter”. \nPiù di 40 partecipanti sono stati selezionati e frequenteranno tutte le lezioni plenarie\, i due corsi del mattino e almeno una lezione pomeridiana a settimana. L’edizione 2021 della Summer School in Global Studies and Critical Theory si terrà completamente online\, mentre gli eventi pubblici si terranno anche in presenza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, insieme alla Fondazione Innovazione Urbana collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nI 5 eventi si terranno IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sulCanale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. È sempre prevista la traduzione simultanea. \n  \nQUI TUTTO IL CALENDARIO \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n \n  \n  \n 
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DESCRIPTION:Mercoledì 23 giugno 2021 ore 19.00\nCortile Guido Fanti\, Piazza Maggiore\, 6 \nACHILLE MBEMBE\nTechnology and Eschatology \n  \n \n  \n  \n  \n  \n\n  \n \nTorna a Bologna la Summer School in Global Studies and Critical Theory dal 21 giugno al 2 luglio 2021. \nLa Summer School è un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia. Insieme prendono il nome di Academy of Global Humanities and Critical Theory e si tratta di una realtà di ricerca concepita come uno spazio intellettuale per studiosi provenienti da diversi campi di ricerca e regioni geografiche per lavorare insieme alla ridefinizione delle scienze umane in un’epoca globale. \nIl titolo dell’edizione di quest’anno è POLITICAL IMAGINATION AFTER COVID: LIFE\, RACE\, TECHNOLOGY\, ABOLITION. \nLo scoppio della pandemia ha decisamente sfidato l’immaginazione politica. La diffusione globale del coronavirus\, resa possibile dai drammatici cambiamenti nella relazione tra esseri umani e natura\, ha sconvolto le forme di vita e messo alla prova nozioni consolidate nella teoria critica\, come ad esempio la biopolitica e la globalizzazione. La profonda crisi sociale ed economica provocata dal Covid-19 ha esacerbato le disuguaglianze e rimescolato le economie di mobilità e immobilità\, con enormi implicazioni per il lavoro e la vita. Sono emersi nuovi confini\, mentre le misure igienico-sanitarie hanno reso ancora più difficile il controllo dei confini internazionali. In paesi come gli Stati Uniti\, il Brasile e l’India\, la pandemia ha colpito in modo sproporzionato le minoranze razziali e i poveri in generale\, mentre il significato di “salute pubblica” è ovunque al centro di accesi dibattiti. Allo stesso tempo\, le mobilitazioni sotto il titolo “Black Lives Matter” negli Stati Uniti (con risonanze altrove) hanno affrontato con forza tali questioni\, istanziando la costruzione di coalizioni che prendono la questione della razza e del razzismo come punto di partenza\, prefigurando allo stesso tempo una possibile politica durante e dopo la Covid-19. Tutte queste domande sono in primo piano nell’edizione 2021 della scuola estiva\, che mira a combinare una riflessione sulle configurazioni mutevoli della vita e della tecnologia in un tempo di pandemia con un focus sulla razza e l’abolizione sulla scia delle mobilitazioni “Black Lives Matter”. \nPiù di 40 partecipanti sono stati selezionati e frequenteranno tutte le lezioni plenarie\, i due corsi del mattino e almeno una lezione pomeridiana a settimana. L’edizione 2021 della Summer School in Global Studies and Critical Theory si terrà completamente online\, mentre gli eventi pubblici si terranno anche in presenza. \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, insieme alla Fondazione Innovazione Urbana collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nI 5 eventi si terranno IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sulCanale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. È sempre prevista la traduzione simultanea. \n  \nQUI TUTTO IL CALENDARIO \n  \n  \n \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Compositions and Assemblages for a New Political Imagination
DESCRIPTION:Lunedì 21 giugno 2021 ore 19.00 \nCortile Guido Fanti\, Piazza Maggiore\, 6 \nSaluto di presentazione a cura di SANDRO MEZZADRA \nMICHAEL HARDT\nCompositions and Assemblages for a New Political Imagination\n  \nLa nostra immaginazione politica costituisce una possibilità di condizione per la lotta politica\, ma la relazione funziona anche nell’altra direzione. Le nuove lotte hanno il potenziale per espandere e trasformare la nostra immaginazione politica. In questa conferenza\, analizzerò le modalità di organizzazione dei movimenti politici contemporanei\, concentrandomi sui processi di composizione e assemblaggio. Ed esplorerò la relazione tra queste forme organizzative e i limiti della nostra immaginazione politica. \nMichael Hardt insegna Teoria politica nel programma di letteratura alla Duke University. È autore\, con Antonio Negri\, della trilogia Empire (Empire\, Multitude\, and Commonwealth) e\, più recentemente\, Assembly. Insieme a Sandro Mezzadra\, conduce The Social Movements Lab. È anche editore di “The South Atlantic Quarterly”. \n  \n \n  \n  \n  \n\n  \n \nTorna a Bologna la Summer School in Global Studies and Critical Theory dal 21 giugno al 2 luglio 2021. \nLa Summer School è un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia. Insieme prendono il nome di Academy of Global Humanities and Critical Theory e si tratta di una realtà di ricerca concepita come uno spazio intellettuale per studiosi provenienti da diversi campi di ricerca e regioni geografiche per lavorare insieme alla ridefinizione delle scienze umane in un’epoca globale. \nIl titolo dell’edizione di quest’anno è POLITICAL IMAGINATION AFTER COVID: LIFE\, RACE\, TECHNOLOGY\, ABOLITION. \nLo scoppio della pandemia ha decisamente sfidato l’immaginazione politica. La diffusione globale del coronavirus\, resa possibile dai drammatici cambiamenti nella relazione tra esseri umani e natura\, ha sconvolto le forme di vita e messo alla prova nozioni consolidate nella teoria critica\, come ad esempio la biopolitica e la globalizzazione. La profonda crisi sociale ed economica provocata dal Covid-19 ha esacerbato le disuguaglianze e rimescolato le economie di mobilità e immobilità\, con enormi implicazioni per il lavoro e la vita. Sono emersi nuovi confini\, mentre le misure igienico-sanitarie hanno reso ancora più difficile il controllo dei confini internazionali. In paesi come gli Stati Uniti\, il Brasile e l’India\, la pandemia ha colpito in modo sproporzionato le minoranze razziali e i poveri in generale\, mentre il significato di “salute pubblica” è ovunque al centro di accesi dibattiti. Allo stesso tempo\, le mobilitazioni sotto il titolo “Black Lives Matter” negli Stati Uniti (con risonanze altrove) hanno affrontato con forza tali questioni\, istanziando la costruzione di coalizioni che prendono la questione della razza e del razzismo come punto di partenza\, prefigurando allo stesso tempo una possibile politica durante e dopo la Covid-19. Tutte queste domande sono in primo piano nell’edizione 2021 della scuola estiva\, che mira a combinare una riflessione sulle configurazioni mutevoli della vita e della tecnologia in un tempo di pandemia con un focus sulla razza e l’abolizione sulla scia delle mobilitazioni “Black Lives Matter”. \nPiù di 40 partecipanti sono stati selezionati e frequenteranno tutte le lezioni plenarie\, i due corsi del mattino e almeno una lezione pomeridiana a settimana. L’edizione 2021 della Summer School in Global Studies and Critical Theory si terrà completamente online\, mentre gli eventi pubblici si terranno anche in presenza. \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, insieme alla Fondazione Innovazione Urbana collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nI 5 eventi si terranno IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sulCanale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. È sempre prevista la traduzione simultanea. \n  \nQUI TUTTO IL CALENDARIO \n  \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Evento finale progetto europeo Breaching the Walls! We do need education
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna è lieta di presentare l’evento finale del Progetto Europeo Breaching the Walls. We do need education!\, un progetto internazionale dedicato alla rielaborazione critica\, attraverso un coinvolgimento plurale di istituzioni e cittadini\, della storia e della memoria della caduta del Muro di Berlino e degli eventi da questa scatenati. \nL’evento finale è previsto per giovedì 10 e venerdì 11 giugno 2021 interamente online su ZOOM \n\n\nIl progetto è promosso dalla Fondazione Gramsci Emilia‐Romagna in qualità di capofila insieme a 5 partner:  l’Università di Bielefeld in Germania\, L’Institute of Contemporary History di Praga\, il Comune di Tirana\, l’associazione Past/Not Past di  Parigi e l’Hisotry meeting House di Varsavia. Obiettivo del progetto è stato proporre una riflessione sulla memoria della caduta del  Muro di Berlino – il progetto si è avviato nel 2019 in occasione del trentesimo anniversario – e sull’impatto che  quell’evento ha esercitato nel processo di costruzione e sedimentazione dei valori di cittadinanza europea all’indomani del 1989.  \n  \n \n  \nIn questo contesto sono state previste diverse azioni: eventi internazionali di riflessione sulle diverse “memorie europee”\, una raccolta di videointerviste a testimoni dell’epoca\, la realizzazione di gruppi di discussione intergenerazionale\, lo svolgimento di workshop dedicati agli studenti delle scuole superiori. \nLa varietà di queste azioni è stata finalizzata in parte a diffondere la conoscenza storica dei fatti del 1989 con rigore scientifico\, in parte a stimolare una riflessione sull’Europa di oggi e sul significato ed il valore di essere cittadini europei.\nMolti dei risultati fino ad ora raggiunti è possibile trovarli sul sito del progetto www.breachingthewalls.eu \n\nIl convegno finale sarà inaugurato il pomeriggio di giovedì 10 giugno con una lecture a carattere  storico  di  Kiran  Klaus  Patel  (Ludwig  Maximilians  Universitat  Munich)\,  la  discussione proseguirà  per  tutta  la  giornata  di venerdì 11 giugno con il contributo di diversi storici e con una riflessione finale che vedrà la partecipazione di tutti i partner coinvolti nel progetto. \n\nTutti gli incontri si terranno su ZOOM in modalità webinar. È prevista la traduzione simultanea ENG/IT – IT/ENG\n \n  \nIL PROGRAMMA \nGiovedì 10 giugno \nORE 16.30 \nSaluti istituzionali  \nCarlo Galli\, Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nORE 17.00 \n1989\, the “German question” and European Integration \nOpening lecture: Kiran Klaus Patel\, Ludwig-Maximilians-Universität München \nDiscussant: Teresa Malice\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\nRoberto Ventresca\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nL’evento si terrà in inglese con traduzione simultanea \n  \n  \nVenerdì 11 giugno \nORE 10.00 \nIl 1989 e le sue conseguenze: l’Europa centro-orientale  \nStefano Bottoni\, Università di Firenze\ndialoga con Francesca De Benedetti\, Giornalista di “Domani”\nIntroduce: Teresa Malice\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \n  \nORE 15.30 \nRivoluzione pacifica\, caduta del Muro\, riunificazione: culture della memoria nella Germania europea \nCostanza Calabretta\, ITIS Vallauri – Velletri\ndialoga con Fiammetta Balestracci\, Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci Onlus Torino \nIntroduce: Roberto Ventresca\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \n  \nORE 17.30 \nRiflessioni dei partner di progetto. L’esperienza di Breaching the Walls!\n \ncoordinano Matilde Altichieri e Maria Chiara Sbiroli\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n 
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SUMMARY:L'internazionalismo del PCI
DESCRIPTION:Nel 2021 ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano. E’ un’occasione per riflettere e studiare quella vicenda politica\, fondamentale nella storia politico-culturale italiana del Novecento. La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna prevede una fitta serie di attività dedicate con particolare\, benché non esclusiva\,  attenzione alla esperienza dell’Emilia-Romagna. \nLEGGERE LA STORIA DEL PCI è un ciclo di seminari di discussione e riflessione sulla storia del comunismo italiano con riferimento alla bibliografia pubblicata nel sito della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna nella pagina dedicata al centenario del PCI. \n  \nIL PROSSIMO APPUNTAMENTO: \nMartedì 8 giugno 2021 ore 18.00\nL’internazionalismo del PCI\nSilvio Pons\nPaolo Capuzzo \n? In occasione della pubblicazione di Silvio Pons\, I comunisti italiani e gli altri. Visioni e legami internazionali nel mondo del Novecento (Einaudi\, 2021) \n  \n>> QUI IL LINK PER ISCRIVERSI E RICEVERE IL LINK PER ACCEDERE A ZOOM \n  \n  \nI PRECEDENTI APPUNTAMENTI: \nMartedì 23 marzo 2021\nPercorsi e biografie nello stalinismo\nMauro Boarelli\nPatrick Karlsen\ncoordina Paolo Capuzzo \n? In occasione della pubblicazione di Vittorio Vidali. Vita di uno stalinista (1916-1956) di Patrick Karlsen (Il Mulino\, 2019) e della riedizione di La fabbrica del passato. Autobiografie di militanti comunisti (1945-1956) di Mauro Boarelli (Quodlibet\, 2021) con la prefazione di Carlo Ginzburg \nQUI IL VIDEO \n  \nGiovedì 15 aprile 2021 ore 17.00\nI comunisti italiani e la sinistra europea\nMichele Di Donato\nMarica Tolomelli\ncoordina Roberto Ventresca \n? A partire dal volume I comunisti italiani e la sinistra europea: il Pci e i rapporti con le socialdemocrazie (1964-1984) di Michele Di Donato (Carocci\, 2015) \nQUI IL VIDEO \n  \nMercoledì 12 maggio 2021 ore 17.00\nIdentità comuniste tra pubblico e privato \nSandro Bellassai\nPatrizia Gabrielli\ncoordina Teresa Malice \n? A partire dai volumi La morale comunista. Pubblico e privato nella rappresentazione del Pci (1947-1956) di Sandro Bellassai (Carocci\, 2000) e  Fenicotteri in volo. Donne comuniste nel Ventennio fascista di Patrizia Gabrielli (Carocci\, 1999) \nQUI IL VIDEO \n  \n  \nIl ciclo di seminari è a cura del gruppo di ricerca sulla storia del PCI della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna coordinato da Paolo Capuzzo (Università di Bologna) e Luca Baldissara (Università di Pisa) ed è composto da Federico Creatini\, Elena Davigo\, Teresa Malice\, Enrico Pontieri\, Toni Rovatti\, Bruno Settis\, Roberto Ventresca\, Andrea Ventura. \nI seminari e i dibattiti ruoteranno intorno a ricerche e pubblicazioni sulla storia del Pci con l’obiettivo\, da una parte\, di promuovere un confronto critico intorno agli studi recenti ed alle ricerche in corso\, e\, dall’altra\, di proporre una riconsiderazione critica di contributi apparsi in anni ormai lontani ma ritenuti ancora utili ad una discussione scientifica e politico-culturale intorno alla storia del comunismo ed alla concreta esperienza politica\, culturale e sociale dei comunisti. \nLe letture proposte si snoderanno tra nuove tendenze storiografiche sulla storia del Pci – pubblicate tra il 2015 e il 2020 – e la rilettura di alcuni testi di riferimento per lo studio della storia del Pci\, con un’attenzione particolare alla tipologia ed alle modalità d’impiego delle fonti che di volta in volta sono state utilizzate per scriverla. \n \nQui la pagina sul centenario 
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SUMMARY:Lezione gramsciana 2021 con Daniele Menozzi
DESCRIPTION:Anche nel 2021 non manca l’appuntamento con la consueta Lezione gramsciana\, sempre con la supervisione scientifica di Nadia Urbinati. \nQuest’anno l’ospite è Daniele Menozzi con una lezione dal titolo: \nIl ritorno della crociata: la sacralizzazione della violenza nel mondo contemporaneo in programma per giovedì 20 maggio 2021 alle ore 17.00 \n  \nIntroduce la lezione Nadia Urbinati \n  \nLa lezione si ispira al libro dello stesso autore Crociata. Storia di un’ideologia dalla Rivoluzione francese a Bergoglio (Carocci editore\, 2021) \n  \nDANIELE MENOZZI è professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa\, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei. Studioso dei rapporti tra Chiesa e società in età contemporanea\, è autore di diverse monografie\, tra cui Chiesa\, pace e guerra nel Novecento (Il Mulino\, 2008); Chiesa e diritti umani (Il Mulino\, 2012); «Giudaica perfidia». Uno stereotipo antisemita fra liturgia e storia (Il Mulino\, 2014); Da Cristo Re alla città degli uomini (EDB\, 2019). \n  \nCon il nome di Lezione gramsciana\, dal 2006\, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna promuove una lezione annuale\, dedicata ad Antonio Gramsci o a temi che fanno riferimento al suo pensiero filosofico e politico. A tenere le lezioni sono stati invitati nel corso del tempo studiosi di rilievo internazionale a testimoniare l’attualità e la diffusione degli studi gramsciani in molte parti del mondo. \n\n  \n 
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SUMMARY:Nuovi Mondi. Quattro incontri aspettando Biennale Democrazia
DESCRIPTION:Polo del ‘900 e Biennale Democrazia presentano il programma Nuovi Mondi. Quattro incontri aspettando la settima edizione di Biennale Democrazia che si terrà a Torino dal 6 al 10 ottobre 2021. \nA partire dal 15 aprile in diretta su biennaledemocrazia.it e sui canali social di Biennale Democrazia e Polo del ‘900 si terranno quattro incontri in cui docenti\, esperti e studenti metteranno a confronto tesi contrapposte su scenari politici e sociali del prossimo futuro. \nRiabitare la città (giovedì 15 aprile) sulla condizione di vita nei centri urbani durante la pandemia e sulla opportunità di ripopolare le campagne e le aree interne; Votare a 16 anni (giovedì 29 aprile) sull’impegno civico dei giovani alle elezioni; Lavorare tutti. Lavorare meno? (martedì 18 maggio) su nuove prospettive di ridefinizione del tempo di lavoro; Cambiare parole (giovedì 27 maggio) sul potere del linguaggio di plasmare la realtà. \nCiascun appuntamento è il frutto di un duplice percorso intrapreso da Biennale Democrazia e Polo del ‘900 tra 2020 e 2021 con gli studenti e le studentesse delle scuole superiori di 100 classi d’Italia e con quattro realtà culturali italiane: cheFare – agenzia di trasformazione culturale di Milano\, Prime minister – Scuola di politica per giovani donne di Favara\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Fondazione De Gasperi di Roma. \nCiascuna di queste quattro “antenne” sul territorio nazionale\, in continuità con i temi dei percorsi formativi\, ha collaborato a realizzare un appuntamento del programma Nuovi Mondi\, che godrà della partecipazione privilegiata degli studenti delle scuole superiori\, già fortemente stimolati e preparati sui temi proposti. \nAd ottobre\, durante i giorni di Biennale Democrazia\, gli studenti e le “antenne” torneranno a indagare con percorsi inediti gli argomenti al centro del programma Nuovi Mondi. \nNuovi Mondi è un progetto del Polo del ‘900 e Biennale Democrazia\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e in partnership con Intesa Sanpaolo\, in collaborazione con cheFare – agenzia di trasformazione culturale di Milano\, Prime minister – Scuola di politica per giovani donne di Favara\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Fondazione De Gasperi di Roma.\nBiennale Democrazia è un progetto della Città di Torino\, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino\, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è sostenuto\, fin dai suoi esordi\, da Intesa Sanpaolo\, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT e da numerosi altri partner che negli anni ne hanno garantito la realizzazione. \n  \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna collabora con l’incontro: \n  \nMartedì 18 maggio 2021 ore 17.30 \nLavorare tutti. Lavorare meno?\nIn diretta su biennaledemocrazia.it e sui canali social di Biennale Democrazia (Facebook\, Youtube\, Instagram) \nIn un paese che registra crescenti livelli di disoccupazione giovanili\, quale significato assume lo slogan “lavorare meno”? Perché non dovremmo ambire nuovamente alla piena occupazione\, anche grazie alla riduzione dell’orario di lavoro di chi ha già un impiego? Come possiamo evitare che misure come questa finiscano per giustificare l’imposizione di part-time involontari a chi già lavora\, anziché redistribuire a tutti/e reddito attraverso il lavoro? Una misura come la riduzione dell’orario di lavoro può essere combinata con la garanzia\ndella parità di salario per chi dovrà lavorare meno? Chi dovrebbe pagare i costi di una misura come questa? \n  \nRelatrice\nMarta Fana\, autrice di Non è lavoro\, è sfruttamento (Laterza 2017)\, e di Basta salari da fame! (con Simone Fana\, Laterza 2019). \nDiscussant\nGiovanna Guerzoni\, docente in Antropologia culturale e Antropologia dell’educazione all’Università di Bologna;\nPaolo Di Paolo\, scrittore. \nModeratore\nLeonard Mazzone\, formatore Biennale Democrazia. \n  \nSCARICA LA BROCHURE DI PRESENTAZIONE \n  \n  \nMarta Fana è autrice di Non è lavoro\, è sfruttamento (Laterza 2017)\, e di Basta salari da fame! (con Simone Fana\, Laterza 2019)\, ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia all’Istituto di studi politici SciencesPo di Parigi. Tra i suoi interessi di studio\, il mercato del lavoro\, le diseguaglianze\, le politiche economiche e pubbliche. \n  \nPaolo Di Paolo nasce a Roma nel 1983\, è autore diversi romanzi\, tra cui Dove eravate tutti (premio Mondello)\, Mandami tanta vita (finalista premio Strega)\, Lontano dagli occhi (premio Viareggio)\, tutti pubblicati da Feltrinelli e tradotti in diverse lingue europee. Ha scritto anche saggi\, testi teatrali – fra cui l’adattamento di La classe operaia va in paradiso\, con la regia di Claudio Longhi e fra gli interpreti Lino Guanciale –\, storie per bambini. L’ultimo libro è Svegliarsi negli anni Venti (Mondadori). Conduce su Rai Radio3 La lingua batte e collabora con la Repubblica\, L’Espresso e Vanity Fair. \nGiovanna Guerzoni è Ricercatrice in discipline Demoetnotantropologiche presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna; è docente di Antropologia Culturale e di Antropologia dell’Educazione. Delegata per la Terza Missione (extrascuola) (2019-) e per il Campus di Rimini (2018-)\, è Direttore del Corso di Alta Formazione per la qualifica di Educatore professionale socio-pedagogico (2018-). Dal 2017\, è membro dell’Advisory Board dell’Università di Bologna a supporto delle attività del piano strategico metropolitano (Città Metropolitana di Bologna – Unibo). \n  \nLeonard Mazzone è dottore di ricerca in Filosofia e lavora come assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca. È autore di diversi contributi apparsi su riviste italiane e internazionali e delle seguenti monografie: Una teoria negativa della giustizia (Mimesis\, 2014); Il principio possibilità. Masse\, potere metamorfosi nell’opera di Elias Canetti (Rosenberg & Sellier\, 2017); Introduzione a Elias Canetti. \n  \n 
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SUMMARY:Lezione di Fiamma Lussana | Come le donne hanno cambiato la politica nella storia del PCI
DESCRIPTION:Nel 2021 ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano. E’ un’occasione per riflettere e studiare quella vicenda politica\, fondamentale nella storia politico-culturale italiana del Novecento. La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna prevede una fitta serie di attività dedicate con particolare\, benché non esclusiva\, attenzione alla esperienza dell’Emilia-Romagna. \nQueste tre lezioni a cura di Nadia Urbinati sono un’occasione di riflessione sulla storia del comunismo italiano con particolare riferimento al ruolo politico delle donne. \n  \nCalendario: \nLunedì 19 aprile 2021 \nNADIA URBINATI \n‘Non è cambiato niente’\, eppure nulla fu più come prima. Il decreto luogotenenziale n. 23 del primo febbraio 1945 sulla “Estensione alle donne del diritto di voto” \nQUI IL VIDEO \n  \nGiovedì 29 aprile 2021 \nANNA TONELLI \n‘Le nostre donne hanno bruciato le tappe’ Madri Costituenti\, madri di democrazia \nQUI IL VIDEO \n  \nVenerdì 14 Maggio 2021 \nFIAMMA LUSSANA \nEmancipazionismo e femminismo: parità e differenza a confronto \nQUI IL VIDEO \n  \n \n  \n \nQui la pagina sul centenario  \n 
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SUMMARY:Leggere la storia del PCI
DESCRIPTION:Nel 2021 ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano. E’ un’occasione per riflettere e studiare quella vicenda politica\, fondamentale nella storia politico-culturale italiana del Novecento. La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna prevede una fitta serie di attività dedicate con particolare\, benché non esclusiva\,  attenzione alla esperienza dell’Emilia-Romagna. \nLEGGERE LA STORIA DEL PCI è un ciclo di seminari di discussione e riflessione sulla storia del comunismo italiano con riferimento alla bibliografia pubblicata nel sito della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna nella pagina dedicata al centenario del PCI. \nTUTTI GLI APPUNTAMENTI: \nMartedì 23 marzo 2021\nPercorsi e biografie nello stalinismo\nMauro Boarelli\nPatrick Karlsen\ncoordina Paolo Capuzzo \n In occasione della pubblicazione di Vittorio Vidali. Vita di uno stalinista (1916-1956) di Patrick Karlsen (Il Mulino\, 2019) e della riedizione di La fabbrica del passato. Autobiografie di militanti comunisti (1945-1956) di Mauro Boarelli (Quodlibet\, 2021) con la prefazione di Carlo Ginzburg \nQUI IL VIDEO \n  \nGiovedì 15 aprile 2021 ore 17.00\nI comunisti italiani e la sinistra europea\nMichele Di Donato\nMarica Tolomelli\ncoordina Roberto Ventresca \n A partire dal volume I comunisti italiani e la sinistra europea: il Pci e i rapporti con le socialdemocrazie (1964-1984) di Michele Di Donato (Carocci\, 2015) \nQUI IL VIDEO \n  \nMercoledì 12 maggio 2021 ore 17.00\nIdentità comuniste tra pubblico e privato \nSandro Bellassai\nPatrizia Gabrielli\ncoordina Teresa Malice \n A partire dai volumi La morale comunista. Pubblico e privato nella rappresentazione del Pci (1947-1956) di Sandro Bellassai (Carocci\, 2000) e  Fenicotteri in volo. Donne comuniste nel Ventennio fascista di Patrizia Gabrielli (Carocci\, 1999) \nQUI IL VIDEO \n  \nMartedì 8 giugno 2021 ore 18.00\nL’internazionalismo del PCI\nSilvio Pons\nPaolo Capuzzo \n In occasione della pubblicazione di Silvio Pons\, I comunisti italiani e gli altri. Visioni e legami internazionali nel mondo del Novecento (Einaudi\, 2021) \nQUI IL VIDEO \n  \nIl ciclo di seminari è a cura del gruppo di ricerca sulla storia del PCI della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna coordinato da Paolo Capuzzo (Università di Bologna) e Luca Baldissara (Università di Pisa) ed è composto da Federico Creatini\, Elena Davigo\, Teresa Malice\, Enrico Pontieri\, Toni Rovatti\, Bruno Settis\, Roberto Ventresca\, Andrea Ventura. \nI seminari e i dibattiti ruoteranno intorno a ricerche e pubblicazioni sulla storia del Pci con l’obiettivo\, da una parte\, di promuovere un confronto critico intorno agli studi recenti ed alle ricerche in corso\, e\, dall’altra\, di proporre una riconsiderazione critica di contributi apparsi in anni ormai lontani ma ritenuti ancora utili ad una discussione scientifica e politico-culturale intorno alla storia del comunismo ed alla concreta esperienza politica\, culturale e sociale dei comunisti. \nLe letture proposte si snoderanno tra nuove tendenze storiografiche sulla storia del Pci – pubblicate tra il 2015 e il 2020 – e la rilettura di alcuni testi di riferimento per lo studio della storia del Pci\, con un’attenzione particolare alla tipologia ed alle modalità d’impiego delle fonti che di volta in volta sono state utilizzate per scriverla. \n \nQui la pagina sul centenario 
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SUMMARY:Lezione di Anna Tonelli | Come le donne hanno cambiato la politica nella storia del PCI
DESCRIPTION:Nel 2021 ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano. E’ un’occasione per riflettere e studiare quella vicenda politica\, fondamentale nella storia politico-culturale italiana del Novecento. La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna prevede una fitta serie di attività dedicate con particolare\, benché non esclusiva\, attenzione alla esperienza dell’Emilia-Romagna. \nQueste tre lezioni a cura di Nadia Urbinati sono un’occasione di riflessione sulla storia del comunismo italiano con particolare riferimento al ruolo politico delle donne. \n  \nCalendario: \nLunedì 19 aprile 2021 \nNADIA URBINATI \n‘Non è cambiato niente’\, eppure nulla fu più come prima. Il decreto luogotenenziale n. 23 del primo febbraio 1945 sulla “Estensione alle donne del diritto di voto” \nQUI IL VIDEO \n  \nGiovedì 29 aprile 2021 \nANNA TONELLI \n‘Le nostre donne hanno bruciato le tappe’ Madri Costituenti\, madri di democrazia \nQUI IL VIDEO \n  \nVenerdì 14 Maggio 2021 \nFIAMMA LUSSANA \nEmancipazionismo e femminismo: parità e differenza a confronto \nQUI IL VIDEO \n  \n  \n \n  \n \nQui la pagina sul centenario  \n  \n 
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SUMMARY:Come le donne hanno cambiato la politica nella storia del PCI
DESCRIPTION:Nel 2021 ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano. E’ un’occasione per riflettere e studiare quella vicenda politica\, fondamentale nella storia politico-culturale italiana del Novecento. La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna prevede una fitta serie di attività dedicate con particolare\, benché non esclusiva\, attenzione alla esperienza dell’Emilia-Romagna. \nQueste tre lezioni a cura di Nadia Urbinati sono un’occasione di riflessione sulla storia del comunismo italiano con particolare riferimento al ruolo politico delle donne. \nCalendario: \nLunedì 19 aprile 2021\nLezione di NADIA URBINATI\n‘Non è cambiato niente’\, eppure nulla fu più come prima. Il decreto luogotenenziale n. 23 del primo febbraio 1945 sulla “Estensione alle donne del diritto di voto” \nGiovedì 29 aprile 2021\nLezione di ANNA TONELLI\n‘Le nostre donne hanno bruciato le tappe’ Madri Costituenti\, madri di democrazia \nVenerdì 14 Maggio 2021\nLezione di FIAMMA LUSSANA\nEmancipazionismo e femminismo: parità e differenza a confronto \n 
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SUMMARY:Stereotipi sull'età\, generazioni\, invecchiamento della popolazione. Riflessioni a partire dal libro "Cerchi di capire\, prof"
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna invita all’incontro Stereotipi sull’età\, generazioni\, invecchiamento della popolazione. Riflessioni a partire dal libro “Cerchi di capire\, prof” in occasione della pubblicazione del volume Cerchi di capire\, prof. Un dialogo tra generazioni di Giovanna Cosenza (2020\, ED-Enrico Damiani Editore)\, in programma per giovedì 8 aprile 2021 alle ore 17.00 sulla piattaforma ZOOM. \n  \nDialogheranno con l’Autrice: \nMatilde Callari Galli\, Vicepresidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nElena Luppi\, Università di Bologna \n  \n> Qui il link per iscriversi e ricevere il link per accedere alla stanza ZOOM https://tinyurl.com/cerchidicapireprof  \n  \n  \nIn queste pagine Giovanna Cosenza\, attingendo ai canali sempre aperti con i suoi studenti\, dal blog alle conversazioni al supermercato\, racconta incontri e storie che attraversano i grandi temi dell’esistenza: genitori\, amicizie\, amore\, sogni\, lavoro. Ne emerge la fotografia non di una\, ma di più generazioni di ventenni cresciuti tra ripetute crisi economiche e ora una pandemia. Sono quelli che gli stereotipi mediatici hanno classificato impietosamente come “bamboccioni”\, “sdraiati”\, “apatici”\, “choosy”\, e che molti\, oggi\, concordano nel considerare privi di futuro. Eppure\, dice Cosenza\, tutto dipende da come guardi il mondo. Se è vero che molto è cambiato negli ultimi quarant’anni\, i vissuti della giovinezza e le sfide della vita restano molto più simili\, nelle diverse generazioni\, di quanto siamo abituati a pensare: le percentuali di disoccupazione a due cifre c’erano anche negli anni Ottanta e Novanta\, e altrettanto si può dire dell’incapacità di pensare il domani in modo lungimirante e strategico da parte delle nostre classi dirigenti. Un contagioso senso di “vecchiaia” ci pervade tutti\, dai ventenni ai quaranta\, cinquanta\, sessantenni. Un senso di impotenza che gli adulti continuano a subire e coltivare\, e che spesso i ragazzi si ritrovano addosso loro malgrado. \n 
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SUMMARY:LABORATORIO DI ANALISI POLITICA 2021. FUTURO SCENARI SFIDE OPPORTUNITÀ
DESCRIPTION:Anche nel 2021  Fondazione Gramsci Emilia-Romagna ha presentato il Laboratorio di analisi politica\, il ciclo di incontri realizzati con la responsabilità scientifica di Carlo Galli. \nL’edizione del 2021 del Laboratorio\, dal titolo FUTURO. Scenari sfide opportunità si è tenuta dal 17 febbraio all’1 aprile 2021. 5 appuntamenti tutti in modalità webinar sulla piattaforma ZOOM sempre alle ore 17.00 \nLa tesi di fondo di questa edizione del Laboratorio di Analisi Politica è che la crisi pandemica\, economica\, sociale\, politica in cui versa il Paese\, non da solo\, avrà una fine; che davanti a noi si aprono scenari del futuro differenziati\, tra i quali si dovrà operare una scelta; e che per alzare la testa dal presente serve la conoscenza. Studiosi di differente estrazione disciplinare e di diverso orientamento culturale disegnano alcuni dei futuri possibili\, per sottoporli alla pubblica discussione. \n  \n\nIl futuro geopolitico e l’Europa\nCARLO GALLI\n \nQUI IL VIDEO  \n  \nDove va il progresso?\nALDO SCHIAVONE \nQUI IL VIDEO \n  \nGlobalizzazione e “grandi spazi” culturali\nEUGENIO MAZZARELLA \nQUI IL VIDEO \n  \nIl mondo futuro dopo il petrolio\nVALERIA TERMINI \nQUI IL VIDEO \n  \nI dilemmi ecologici\nMARZIO GALEOTTI \nQUI IL VIDEO \n  \n \n  \n 
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SUMMARY:Presentazione "Incursioni. Arte contemporanea e tradizione" di Salvatore Settis
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna invitano alla presentazione del libro di Salvatore Settis Incursioni. Arte contemporanea e tradizione  (Feltrinelli\, 2020) in programma per mercoledì 10 febbraio 2021 alle ore 17.00 sulla piattaforma ZOOM. \n  \nSaluti istituzionali \nCarlo Galli\, Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nRoberto Grandi\, Presidente Istituzione Bologna Musei \n  \nIntroduce e modera \nLorenzo Balbi\, Direttore artistico MAMbo \n  \nDialogano con l’Autore \nTullio Pericoli\, artista \nGiovanna Targia\, Kunsthistorisches Institut di Zurigo \n  \n  \n  \n  \n  \nIL LIBRO \nNel 1937 Duchamp si tagliò la testa. In questa opera senza titolo\, di fianco alla testa mozzata dell’artista compare una donna trasognata. Tra le mani ha un metro da sartoria e indossa una veste all’antica\, di sacerdotessa o menade. Come si guarda un’opera di Duchamp? Cosa vorrà misurare quel metro? Si può decifrare l’enigma di un montaggio che sfida o addirittura estromette l’osservatore? Cominciano così le incursioni di Salvatore Settis nelle opere di alcuni fra i massimi artisti del nostro tempo. Duchamp\, Guttuso\, Bergman\, Jodice\, Pericoli\, Bruskin\, Penone\, Viola\, Kentridge e Schutz rappresentano l’onda d’urto dell’arte contemporanea\, che travolge regole e abitudini consolidate. Ma la loro opera comporta davvero un rifiuto drastico della tradizione\, o la capacità di dimenticarla? “Tra ‘antico’ e contemporaneo\,” scrive Settis\, “c’è una perpetua tensione\, che continuamente si riarticola nel fluire dei linguaggi critici e del gusto\, nei meccanismi del mercato\, nel funzionamento delle istituzioni. Talora anche in dura polemica con l’arte del passato\, ma senza poterla ignorare”. Lo spazio del discorso storico-artistico\, la nozione stessa di arte e i contesti necessari alla produzione artistica appartengono a un processo secolare\, nel quale pratiche antichissime si disaggregano e si ricompongono continuamente. Ogni artista lo sa e forse lo sa anche il suo pubblico. La citazione\, la parodia\, la stratificazione della memoria\, il ritorno di un gesto sono solo alcune tracce del rapporto che lega i maestri di oggi con il passato. Il coraggio dell’incursione da un artista all’altro\, da un’opera all’altra\, è il metodo per esplorare connessioni e distanze senza rinunciare alla condizione essenziale della conoscenza: la capacità di sentirsi stranieri in ogni luogo. \n  \n  \nL’AUTORE \nSalvatore Settis\, archeologo e storico dell’arte\, è presidente del Consiglio scientifico del Louvre. Ha diretto a Los Angeles il Getty Research Institute e a Pisa la Scuola Normale Superiore. È stato presidente del Consiglio superiore dei beni culturali ed è tra i membri fondatori dello European Research Council. Ha scritto di arte antica (Laocoonte. Fama e stile\, 1999) e moderna (Artisti e committenti tra Quattro e Cinquecento\, 2010) e di politica culturale (Futuro del “classico”\, 2004). Tra i suoi ultimi libri\, Se Venezia muore (2014) e Cieli d’Europa. Cultura\, creatività\, uguaglianza (2017). \n  \n  \n  \n \n 
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SUMMARY:21 gennaio 1921- 21 gennaio 2021. A cento anni dal Congresso di Livorno
DESCRIPTION:Nel 2021 ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano. Per riflettere su tale avvenimento fondamentale nella storia politico-culturale italiana del Novecento\, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna prevede una fitta serie di attività dedicate alla ricerca\, allo studio\, alla riflessione ed al dibattito intorno alla storia del Pci\, con particolare – benché non esclusiva – attenzione alla esperienza dell’Emilia-Romagna. \nIl primo appuntamento di questo calendario è in programma per GIOVEDI’ 21 GENNAIO 2021\, giorno in cui si ricorda la fine del XVII Congresso del Partito Socialista Italiano che si tenne dal 15 al 21 gennaio 1921 al Teatro Carlo Goldoni di Livorno\, e che determinò la nascita del Partito Comunista Italiano. \nPer l’occasione presentiamo tre proposte di approfondimento in collaborazione con Archivio Zeta e la Cineteca di Bologna \n  \nANTONIO GRAMSCI E IL PCdI\nLezione di Francesca Antonini \nVENTUNO VENTUNO VENTUNO\nLeggere Gramsci a cento anni dalla nascita del Partito Comunista\nVideo a cura di Archivio Zeta \nUOMINI E VOCI DEL CONGRESSO SOCIALISTA DI LIVORNO\nIl documentario \n  \n\nANTONIO GRAMSCI E IL PCdI\nE’ disponibile sul sito e sul canale youtube della Fondazione la registrazione della lezione a cura di Francesca Antonini\, ricercatrice e studiosa del pensiero gramsciano dell’Università Georg-August di Göttingen dal titolo ANTONIO GRAMSCI E IL PCdI.\nFrancesca Antonini ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia nel 2015 con una tesi sulle categorie del cesarismo e del bonapartismo nel pensiero di Antonio Gramsci. Prima di entrare a far parte del Lichtenberg-Kolleg\, ha ottenuto una borsa di studio post-dottorato presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino (2017-2018) ed è stata ricercatrice post-dottorato presso l’École Normale Supérieure di Lione (2018-2019). Dal 2016 a oggi collabora anche con la Fondazione Gramsci Onlus di Roma\, lavorando alla nuova edizione critica dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. \nIntroduce la lezione Luca Baldissara. \n \n  \n  \n  \nVENTUNO VENTUNO VENTUNO\nLeggere Gramsci a cento anni dalla nascita del Partito Comunista\nVideo a cura di Archivio Zeta\nIn occasione del centenario della nascita del Partito Comunista Italiano Archivio Zeta ha deciso di riflettere su questo avvenimento fondamentale della storia politico-culturale italiana del Novecento realizzando\, in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, un video costituito da letture\, documenti d’archivio e articoli originali. Insieme a Luca Baldissara e a Siriana Suprani\, si è deciso di concentrarsi sulla scrittura gramsciana: otto editoriali straordinari di Antonio Gramsci scritti tra il 1917 e il 1921 per Il Grido del popolo\, L’Ordine Nuovo e L’Avanti! e un brano del 1932 tratto dai Quaderni del carcere. \nLa massa di parole è un fiume in piena di idee\, pensieri\, lampi: dalle riflessioni filosofiche e poetiche sulla maschera e il volto\, alle parole d’ordine per l’azione rivoluzionaria\, dalle 21 tesi della III Internazionale al sarcasmo sull’irresponsabilità dei comunisti\, dall’attesa per il 21 gennaio 1921 al Teatro Goldoni di Livorno alle conseguenze politiche e umane.\nDal corpo a corpo con la scrittura di Gramsci emergono la drammaticità della frattura tra i due partiti\, la concitazione del dibattito politico\, l’intensità delle emozioni\, la complessità\ndella situazione nazionale con il fascismo e la sua violenza dilagante. \nNon si tratta di un materiale didascalico sul Congresso di Livorno del 1921 ma di una immersione esclusiva/ossessiva negli articoli che per linguaggio\, ritmo e tono esprimono la lucidità del pensiero e la capacità di analisi di Gramsci. \nIl video è stato girato interamente negli spazi della Fondazione Gramsci di Bologna. \n \n  \n  \n  \nUOMINI E VOCI DEL CONGRESSO SOCIALISTA DI LIVORNO\nSu Il Cinema Ritrovato | Fuori Sala\, il nuovo progetto della Cineteca di Bologna\, UOMINI E VOCI DEL CONGRESSO SOCIALISTA DI LIVORNO è stato reso disponibile uno straordinario documento d’epoca (1921) della durata di 30 minuti\, oggi restaurato e conservato presso la Cineteca di Bologna. \nIl documentario è stato presentato dal regista livornese Paolo Virzì\, dal professor Paolo Capuzzo\, direttore del Dipartimento di Storia dell’Università di Bologna\, e dal direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. \nQui il video della presentazione: \n \n  \n  \n  \n \n  \n 
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SUMMARY:Presentazione del volume “1921. Resoconto di una scissione” (Gli Atti del Congresso del Psi di Livorno)
DESCRIPTION:Giovedì 14 gennaio 2021\, dalle ore 17 alle ore 19 la Fondazione Circolo Rosselli in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna invita alla presentazione di: “1921. Resoconto di una scissione” (Gli Atti del Congresso del Psi di Livorno) a cura di Pierluigi Regoli con scritti introduttivi di Andrea Catena\, Graziella Falconi\, Valdo Spini\, Nicola Zingaretti. \n  \nNe discutono: \nCarlo Galli\, Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Professore dell’Alma Mater Università di Bologna \nValdo Spini\, Presidente Fondazione Circolo Rosselli \n  \nSono invitati gli autori. \n  \nMeeting ZOOM \nID 447 836 7941 \nhttps://us02web.zoom.us/j/4478367941?pwd=eUE3clQwT2czUEFpL3NtUDRscUQrUT09 \n  \nEvento Facebook: https://www.facebook.com/events/1926305174189037/ \n  \nIl 21 gennaio 1921 la frazione comunista abbandonava il Congresso del Psi di Livorno\, che si teneva al Teatro Goldoni\, per portarsi al teatro San Marco e dare vita al Partito Comunista d’Italia. Era la fase finale di un congresso apertosi il 15 gennaio e durato sei giorni. \nLe rievocazioni\, i commenti\, i libri e gli articoli su questo centenario si susseguono numerosi. Ma Pierluigi Regoli\, già responsabile nazionale dei giovani della Federazione Laburista ed ora militante nel Pd romano\, ha avuto un’idea originale: ripubblicare gli atti del resoconto stenografico di tutto il congresso del Psi. È così possibile leggere gli interventi dei socialisti Filippo Turati e Giacinto Menotti Serrati e di Giuseppe Emanuele Modigliani\, dei comunisti Umberto Terracini e Amadeo Bordiga\, del delegato dell’Internazionale di Lenin\, Christo Kabakčiev e dello svizzero Jules-Humbert Droz e così via. \nGli atti sono corredati da quattro introduzioni rispettivamente di Nicola Zingaretti\, Valdo Spini\, Andrea Catena e Graziella Falconi. Vengono così fatte risuonare anche le voci\, fuori dal Congresso\, di Antonio Gramsci e di Piero Gobetti\, rievocate le donne che hanno avuto un ruolo nella vicenda\, mentre Valdo Spini ricorda come Giacomo Matteotti preferì abbandonare Livorno e andare a Ferrara a difendere la Camera del Lavoro contro le violenze fasciste\, assumendone la direzione. \n  \nIMPORTANTE per il collegamento su Zoom: \nPer permettere il corretto svolgimento delle iniziative e per motivi tecnici/organizzativi\, si chiede la cortesia di inserire il proprio nome e cognome quando apparirà la schermata di accesso per partecipare al Meeting. \nPer evitare spiacevoli situazioni\, che ostacolerebbero lo svolgimento dell’iniziativa stessa\, non saranno ammessi gli utenti che non si identificheranno. \nSi possono seguire le iniziative della Fondazione anche sulla Pagina Facebook: https://www.facebook.com/FondazioneCircoloRosselli/?ref=bookmarks \nIstruzioni per l’utilizzo della piattaforma Zoom \nI passaggi da effettuare sono i seguenti: \n– scaricare zoom su: https://zoom.us/download#client_4meeting   \n– finito di scaricare il programma\, installarlo. \n– una volta installato sarà sufficiente\, nel momento della riunione (pochi minuti prima) inserire il numero del “Meeting ID” 447 836 7941 \nhttps://us02web.zoom.us/j/4478367941?pwd=eUE3clQwT2czUEFpL3NtUDRscUQrUT09 \n  \n  \n 
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SUMMARY:Oralità\, Scrittura\, Digitale. La trasformazione dei processi comunicativi
DESCRIPTION:ORALITA’ SCRITTURA DIGITALE. La trasformazione dei processi comunicativi\nGiovedì 17 dicembre alle ore 17.00 \n\nCon gli interventi di: \nMatilde Callari Galli \nGiovanna Cosenza \nVincenzo Matera \n  \nPassando dall’oralità alla scrittura\, inizia nella comunicazione il processo di cancellazione del corpo e della presenza corporea\, fisica\, degli interlocutori. E il processo si snoda attraverso i secoli divenendo sempre più massiccio\, con la stampa prima\, con il web poi. Anche se nel web il corpo riappare come immagine\, come presenza visiva in molte interazioni comunicative. \n  \n\nAbstract in francese degli interventi della tavola rotonda / abstract en français des interventions de la table ronde \n  \n  \n 
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SUMMARY:RISCHIO GLOBALE: EMERGENZA\, GLOBALIZZAZIONE\, DISUGUAGLIANZE
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna presenta anche quest’anno il consueto ciclo di incontri sui diritti con la responsabilità scientifica di Gustavo Gozzi\, Giorgio Bongiovanni e Silvia Vida dal titolo Rischio globale: emergenza\, globalizzazione\, disuguaglianze  \n \nDal 24 novembre al 10 dicembre\,  3 incontri online per parlare della pandemia che sta investendo la maggior parte dei paesi del mondo e che ripropone in forma nuova gli interrogativi sul significato e la portata della globalizzazione: in primo luogo\, sulla natura della  attuale crisi e sulle sfide per la democrazia che essa comporta; in secondo luogo – ancora una volta  – sull’aumento delle disuguaglianze e sulla divisione tra ricchi e poveri; in terzo luogo\, sul significato  dell’Unione Europea e sulle relazioni di potenza nel nuovo quadro geopolitico che si sta delineando;  infine sull’ approccio da assumere per tentare di comprendere la complessità di questi fenomeni\, in  particolare ripensando la prospettiva della biopolitica e della governamentalità. \n  \nProgramma \n  \nMartedì 24 novembre 2020 ore 17.00\nCrisi\, disuguaglianze\, diversità\nPatrizia Luongo e Chiara Saraceno  \nIL VIDEO DELL’INIZIATIVA \nPatrizia Luongo è un’economista e lavora come ricercatrice per il Forum Disuguaglianze Diversità. Si occupa principalmente di povertà\, disuguaglianza di reddito\, uguaglianza nelle opportunità\, economia dell’istruzione e del lavoro. Ha conseguito un Master in Economia all’Università di Essex (UK) e un Dottorato in Economia all’Università di Bari dove ha poi lavorato come post-doc svolgendo anche periodi di ricerca in Francia\, Spagna e Svezia e lavorato come consulente per l’OCSE\, la Banca Mondiale\, e lo Human Development Report Office delle Nazioni.\n\nChiara Saraceno è una Sociologa italiana. Laureata in filosofia\, ha insegnato Sociologia della famiglia all’Università degli Studi di Torino\, presso la facoltà di Scienze politiche. Dalla fine degli anni Duemila è professore di ricerca al Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino e si occupa di tematiche legate a cambiamento sociale e sviluppo demografico. I suoi studi si concentrano in modo particolare su politiche e mutamenti familiari; questione femminile relativa alle strategie di conciliazione tra i tempi familiari e i tempi di lavoro; rapporti tra generi e generazioni; sistemi di welfare. \n  \nVenerdì 4 dicembre 2020 ore 17.00\nGoverno della società e dinamica della catastrofe\nMassimo De Carolis\nIL VIDEO DELL’INIZIATIVA \nMassimo De Carolis insegna Filosofia politica e Filosofia sociale all’Università di Salerno dove coordina il «Laboratorio Interdisciplinare su Natura Umana e Società». Collabora a «il manifesto» ed è tra i fondatori delle riviste «Luogo comune» e «Forme di vita». È autore di numerosi saggi tra cui La vita nell’epoca della sua riproducibilità tecnica (Bollati-Boringhieri 2004)\, Nuovi disagi nella civiltà\, con Francesca Borrelli\, Francesco Napolitano e Massimo Recalcati (Einaudi 2013) e Il rovescio della libertà (Quodlibet 2017). \n  \n  \nGiovedì 10 dicembre 2020 ore 17.00\nEuropa\, globalizzazione\, geopolitica\nSergio Fabbrini e Francesco Strazzari\nIL VIDEO DELL’INIZIATIVA \nSergio Fabbrini è Professore ordinario di Scienza Politica e Relazioni Internazionali e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche presso la LUISS Guido Carli\, dove ha fondato e diretto la School of Government dal 2010 al 2018. Ha vinto diversi premi scientifici internazionali e nazionali. Ha pubblicato sedici volumi\, è co-autore di un altro volume ed ha curato altri quindici volumi\, oltre a quasi trecento saggi scientifici in sette lingue\, nei campi della politica comparata ed europea\, della politica americana\, della politica italiana\, della teoria politica e della political economy. E’ editorialista del quotidiano Il Sole 24 Ore. Per i suoi editoriali\, ha ricevuto il Premio 2017 Altieri Spinelli che gli è stato consegnato a Ventotene. \nFrancesco Strazzari è Professore associato di Relazioni Internazionali alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa\, Senior Researcher al Consortium for Research on Terrorism and International Crime del Nupi (Norwegian Institute of International Affairs) di Oslo. È specializzato nelle teorie delle Relazioni Internazionali e nei campi ad essi associati come conflict studies. Le principali aree di competenza riguardano le zone di vicinato dell’Unione Europea: Balcani\, Nord Africa e Sahel\, Caucaso\, Mar Nero e Medio Oriente. \n  \n  \n  \n  \n  \nCon il contributo della:
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