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SUMMARY:Vedere la povertà
DESCRIPTION:Presentazione di Vedere la povertà. Una ricerca sulle nuove povertà a Bologna (responsabile scientifico Matilde Callari Galli). \nPresiede: Carlo Galli\, Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nPresenta la ricerca: Matilde Callari Galli\, Università di Bologna \n  \nIntervengono: \nDon Virginio Colmegna\, Presidente Fondazione Casa della Carità (Milano) \nVirginio Merola\, Sindaco di Bologna \nAdriano Turrini\, Presidente Coop Adriatica \nAlberto Vacchi\, Presidente Unindustria Bologna
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SUMMARY:Inaugurazione della nuova sede della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna
DESCRIPTION:Venerdì 13 gennaio 2012 alle ore 16.30 verrà inaugurata la nuova sede della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in via Mentana 2: \nQuale ruolo per gli intellettuali? \nDialogo tra Carlo Galli e Gustavo Zagrebelsky \n  \nAlle ore 18.30: \nBrindisi inaugurale nella nuova sede della Fondazione \nPrimo piano\, via Mentana 2\, Bologna
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SUMMARY:America profonda
DESCRIPTION:In occasione della pubblicazione del libro di Alessandro Portelli America profonda. Due secoli raccontati da Harlan County\, Kentucky (Donzelli 2011). Intervengono Alessandro Portelli e Valerio Evangelisti. Coordina Gianfranco Brogli. \nAmerica Profonda. Due secoli raccontati da Harlan County Kentucky \nDue secoli di storia americana raccontati dalla classe lavoratrice – i minatori degli Appalachi e le loro famiglie (soprattutto donne) – che a Harlan County\, Kentucky\, è veramente difficile considerare come una classe sociale subalterna: dalla moltitudine di voci e di storie registrate nell’arco di quarant’anni da Alessandro Portelli nella comunità di Harlan County emergono\, unitamente all’umanità\, una consapevolezza di sé\, una fierezza e uno spirito – reso resistente dal confronto continuo con le asprezze del territorio\, con il lavoro durissimo nelle miniere e con un sistema economico spietato  – che di subalterno non hanno nulla. \nLa parola che meglio descrive questa consapevolezza\, questo atteggiamento nei confronti della vita\, la visione del mondo e la spiritualità della comunità di Harlan County è endurance\, una parola che Alessandro Portelli ha tratto da Faulkner: «la capacità di durare e non piegarsi nella avversità». \nAmerica Profonda. Due secoli raccontati da Harlan County Kentucky \nAlessandro Portelli giunge a Harlan County\, Kentucky – luogo simbolo del conflitto sociale degli Stati Uniti – durante gli scioperi del 1973\, guidato dall’interesse per la musica popolare nord americana (il folk revival\, le canzoni di protesta\, il rock and roll). Da allora\, nell’arco di quarant’anni\, con grande passione  –  che va oltre a quella dello studioso dei fatti sociali e della cultura – registra i duecento nastri che hanno dato forma al libro. \nAmerica Profonda è un libro di storia orale: una coinvolgente narrazione corale di due secoli di storia americana raccontati attraverso la voci della classe lavoratrice: i minatori e le loro famiglie (soprattutto le donne) che hanno vissuto a Harlan County. \nUna classe lavoratrice\, che a Harlan County\, è un po’ difficile considerare come classe sociale subalterna. Dalle sue voci emergono\, unitamente alla grande umanità\, una consapevolezza di sé (della propria dignità e del proprio valore)\, una fierezza e uno spirito (allenato alla resistenza dal confronto con le asprezze del territorio\, con il duro lavoro in miniera e con un sistema economico spietato) che di subalterno non hanno nulla e piuttosto suggeriscono di ampliare qualsiasi concetto di coscienza (e di lotta) di classe. \nAlessandro Portelli per riferirsi alla gente e alle esperienze di vita\, alla spiritualità della comunità dell’Harlan County utilizza un termine che ha tratto da William Faulkner: endurance\, «la capacità di durare e non piegarsi nella avversità». Endurance «significa che di fronte a ogni tipo di avversità non solo si cerca di sopravvivere – e “sopravvivenza” è una delle parole chiave del libro\, una di quelle che ritorna di più nelle interviste –\, ma si cerca anche di non dimenticare mai chi si è davvero\, si fa fronte ai problemi senza scordarsi di se stessi». \nNote biografiche \nAlessandro Portelli \nAlessandro Portelli insegna letteratura angloamericana all’università «La Sapienza» di Roma ed è presidente del Circolo Gianni Bosio. Si occupa di cultura popolare (in particolare americana e italiana) e ha dedicato gran parte dei suoi studi alla storia orale di cui è considerato uno dei principali teorici. Tra i suoi numerosi scritti e libri Biografia di un città: storia e racconto: Terni 1830-1985 (1985)\, L’ordine è già stato eseguito. Roma\, le Fosse Ardeatine\, La memoria (1999)\, Canoni Americani (2006)\, Acciai Speciali (2008); ha curato la pubblicazione italiana degli album di Woody Guthrie e Pete Seeger e contribuito alla conoscenza e alla diffusione della musica di protesta americana in Italia. \nValerio Evangelisti \nValerio Evangelisti\, dopo avere pubblicato volumi e saggi di storia si è dedicato intensamente alla narrativa penendo uno dei maggiori scrittori italiani della letteratura di finzione. Ha scritto numerosi romanzi – \nspaziando dalla fantascienza\, al noir\, al romanzo storico – che ha raccolto in persi cicli tra cui Il Ciclo dell’inquisitore Eymerich\, il Ciclo del Metallo\, La trilogia di Nostradamus\, il Ciclo Americano. Si definisce uno scrittore di letteratura popolare e si occupa di antagonismo sociale e di critica politica. È appena stato pubblicato il suo ultimo libro One Big Union (2011) che racconta le vicende del sindacalismo rivoluzionario negli Stati Uniti. \nIl Documentario \nHarlan County USA\, Regia di Barbara Kopple (1976)\, v.or. sottotitoli in italiano \n  \nIn occasione della pubblicazione del libro di Alessandro Portelli America profonda. Due secoli raccontati da Harlan County\, Kentucky (Donzelli 2011). Intervengono Alessandro Portelli e Valerio Evangelisti. Coordina Gianfranco Brogli. \nAmerica Profonda. 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Dalle sue voci emergono\, unitamente alla grande umanità\, una consapevolezza di sé (della propria dignità e del proprio valore)\, una fierezza e uno spirito (allenato alla resistenza dal confronto con le asprezze del territorio\, con il duro lavoro in miniera e con un sistema economico spietato) che di subalterno non hanno nulla e piuttosto suggeriscono di ampliare qualsiasi concetto di coscienza (e di lotta) di classe. \nAlessandro Portelli per riferirsi alla gente e alle esperienze di vita\, alla spiritualità della comunità dell’Harlan County utilizza un termine che ha tratto da William Faulkner: endurance\, «la capacità di durare e non piegarsi nella avversità». 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Roma\, le Fosse Ardeatine\, La memoria (1999)\, Canoni Americani (2006)\, Acciai Speciali (2008); ha curato la pubblicazione italiana degli album di Woody Guthrie e Pete Seeger e contribuito alla conoscenza e alla diffusione della musica di protesta americana in Italia. \n  \nValerio Evangelisti \nValerio Evangelisti\, dopo avere pubblicato volumi e saggi di storia si è dedicato intensamente alla narrativa penendo uno dei maggiori scrittori italiani della letteratura di finzione. Ha scritto numerosi romanzi – \nspaziando dalla fantascienza\, al noir\, al romanzo storico – che ha raccolto in persi cicli tra cui Il Ciclo dell’inquisitore Eymerich\, il Ciclo del Metallo\, La trilogia di Nostradamus\, il Ciclo Americano. Si definisce uno scrittore di letteratura popolare e si occupa di antagonismo sociale e di critica politica. È appena stato pubblicato il suo ultimo libro One Big Union (2011) che racconta le vicende del sindacalismo rivoluzionario negli Stati Uniti. \n  \nIl Documentario \nHarlan County USA\, Regia di Barbara Kopple (1976)\, v.or. sottotitoli in italiano
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SUMMARY:Omaggio a Fónagy
DESCRIPTION:In ricordo di Paolo Bollini la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e La Bottega dell’Elefante organizzano un Omaggio a Ivan Fónagy. L’iniziativa coincide con la presentazione del volume I linguaggi della voce: omaggio a Ivan Fónagy (Biblink 2011). \nIntervengono Enrica Galazzi\, Paolo Fabbri\, Magda Indiveri. Coordina Danielle Londei. Sarà presente la curatrice Laura Santone.
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SUMMARY:I diritti nelle crisi
DESCRIPTION:Ciclo di incontri a cura di Giorgio Bongiovanni\, Gustavo Gozzi e Silvia Vida. \nI diritti nelle crisi – economiche\, politiche\, culturali – sono oggetto di un ciclo seminariale che intende discuterne la portata in alcuni contesti precisi: in primo luogo\, nell’ambito dell’attuale crisi economica\,  dominata dal sistema finanziario\, per valutare quale impatto essa possa assumere  sui soggetti più deboli e sulla tutela di conquiste consolidate dei lavoratori. \nIn secondo luogo\, sarà sviluppata la discussione sui diritti umani in relazione agli squilibri tra i paesi più sviluppati e i paesi del sud del mondo. \nInfine si esamineranno la crisi delle autocrazie arabe e le possibili direzioni che può intraprendere il controverso cammino della democrazia e dei diritti in quelle realtà culturalmente e politicamente differenti dai paesi occidentali. \nPROGRAMMA \n29 novembre 2011\n\nGilberto Antonelli\, Francesco Vella e Stefano Zamagni\n“Capitalismo finanziario\, crisi economica e soggetti deboli”\nIntroduce Giorgio Bongiovanni\n \n9 dicembre 2011\nNicolò Bellanca e Giancarlo Pichillo\n“Crisi dei diritti e paesi del sud del mondo”\nIntroduce Silvia Vida \n13 dicembre 2011\nGustavo Gozzi e Renzo Guolo\n“Primavera araba\, migrazioni e integrazione” \n 
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SUMMARY:Il disagio della democrazia
DESCRIPTION:Incontro con Carlo Galli\, autore del libro Il disagio della democrazia (Einaudi). Dialogano con l’autore Gianni Cuperlo e Geminello Preterossi. Coordina Michele Smargiassi. L’evento si svolge in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \nEsiste il disagio della democrazia\, la rassegnata accettazione del suo cattivo funzionamento e del progressivo restringimento degli spazi civili e degli orizzonti vitali. Ma dal disagio può avere origine anche la rivitalizzazione della democrazia\, il rilancio del suo significato umanistico. Mentre chi non ne gode lotta per realizzarla\, chi l’abita da tempo sperimenta l’esaurirsi della sua forza vitale. Mentre sembra l’unica forma politica legittima\, la democrazia conosce molti gravi problemi che la sfidano dall’esterno e dall’interno\, e che possono sfociare in una crisi complessiva della democrazia stessa.
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SUMMARY:Letture marxiane
DESCRIPTION:Anche quest’anno il Laboratorio di Analisi Politica\, diretto da Carlo Galli\, presenta una sezione seminariale\, volta ad approfondire ambiti teorici di particolare rilievo. Le “Letture marxiane” – tenute da specialisti di filosofia politica – intendono infatti analizzare da vicino luoghi e snodi del pensiero di Marx\, per farne emergere non una dogmatica ma una metodica\, per chiedergli non come si risponde ai problemi di oggi ma come li si può fecondamente interrogare. \n \n  \nPROGRAMMA \n  \n3 novembre \nCarlo Galli: La teologia politica di Marx: La questione ebraica \n  \n  \n  \n10 novembre \nRita Medici: Marx e la critica dell’economia politica. Dai Manoscritti al Capitale \n  \n  \n17 novembre \nAlberto Burgio: L’idea marxiana di rivoluzione. Dalla Prefazione a Per la critica dell’economia politica del 1859 \n  \n  \n24 novembre \nSandro Mezzadra: Il concetto marxiano di forza-lavoro. Dalla Trasformazione del denaro in capitale (Il Capitale\, IV capitolo) \n  \n  \nLocandina
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SUMMARY:Il modello emiliano nella storia d'Italia
DESCRIPTION:L’associazione di ricerca storica Clionet\, insieme all’Istituto provinciale della Resistenza (Isrebo) e in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, promuove un seminario dal titolo: Il “modello emiliano” nella storia d’Italia. Tra culture politiche e pratiche amministrative (1889-2011). \nProgramma \nCoordinatore: Carlo De Maria. \nRelatori: Emanuele Bernardi\, Mirco Carrattieri\, Thomas Casadei\, Sante Cruciani\, Carlo De Maria\, Alberto Ferraboschi\, Marzia Maccaferri\, Tito Menzani\, Matteo Troilo. \nDiscussants: Patrizia Dogliani\, Maurizio Ridolfi. \nRelazione introduttiva\nCarlo De Maria (Università di Bologna)\nLa sinistra e il “modello emiliano”: da Andrea Costa a Renato Zangheri \nMirco Carrattieri (Istituto per la storia della Resistenza di Reggio Emilia)\n“Il pungolo”. Il cattolicesimo sociale in Emilia-Romagna dal 1891 al 1991 \nAlberto Ferraboschi (Archivio storico della Provincia di Reggio Emilia)\nComunità locali e protagonismo istituzionale. Pratiche della trasformazione sociale e territoriale nell’Emilia otto-novecentesca (1889-1989) \nMatteo Troilo (Università di Bologna)\nIl welfare state in Emilia-Romagna. Un modello di sviluppo per i servizi locali tra Ottocento e Novecento \nTito Menzani (Università di Bologna)\nLibera impresa in libero Stato. Lo sviluppo del movimento cooperativo in Emilia-Romagna (1889-1992) \nEmanuele Bernardi (Università “La Sapienza” di Roma)\nIl Pci\, l’Emilia\, il Piano Marshall \nMarzia Maccaferri (Università di Modena e Reggio Emilia)\nIl “modello emiliano” alla prova dei fatti? Discorso pubblico\, cultura urbanistica\, programmazione territoriale nell’Emilia-Romagna del secondo Novecento \nSante Cruciani (Università della Tuscia)\nIl “modello emiliano” da Bologna al Parlamento europeo (1946-1989) \nThomas Casadei (Università di Modena e Reggio Emilia)\nIl “modello emiliano” alla sfida del XXI secolo. Trasformazioni sociali\, istituzioni e forme di civismo \nInterventi conclusivi di\nPatrizia Dogliani (Università di Bologna)\nMaurizio Ridolfi (Università della Tuscia) \nAlcuni materiali preparatori sono disponibili nella sezione Approfondimenti del sito Clionet.it: http://www.clionet.it/dibattiti-questioni.asp
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SUMMARY:Militanti e sovversive bolognesi
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, insieme all’Archivio di Stato di Bologna e all’ISREBO\, organizza\, all’interno del ciclo di iniziative Le italiane a Bologna (Programma)\, l’incontro Militanti e sovversive. Storie di vita e narrazione storica: le fonti e la ricerca. \nL’iniziativa è coordinata da Laura Lanzillo (Fondazione Gramsci Emilia-Romagna) \n  \nPartecipano \n  \nMariuccia Salvati: Relazione introduttiva \n  \nCarmela Binchi \nVite schedate. Donne di “sentimenti sovversivi” e schedatura politica nelle carte dell’Archivio di Stato di Bologna \n  \nPaola Zappaterra \nLa raccolta delle autobiografie delle dirigenti del PCI di Bologna (1945-1954) \n  \nMaria Pia Casalena \nDonne e biografia: la nascita di una tradizione \n  \nClaudia Lotti e Iara Meloni \nLa vita di Nerina Zotti \n  \nCinzia Venturoli e Angela Verzelli \nLa vita di Tilde Bolzani
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SUMMARY:Lavoro e capitale
DESCRIPTION:Nell’ambito della collaborazione fra Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e IRES-CGIL la serie di incontri su “Lavoro e Capitale\, l’età globale e le sue contraddizioni” mette a tema la centralità\, scientifica e politica\, del lavoro nella fase attuale di trasformazione. \nÈ una centralità oggettiva: il lavoro è attraversato da tutte le trasformazioni e da tutte le contraddizioni che l’età globale porta con sé\, e deve quindi essere analizzato con metodologie plurime e con saperi multipli\, in grado di restituire spaccati credibili e fruibili della complessità contemporanea. \nEd è una centralità soggettiva: all’interno del mondo del lavoro si agitano energie e si muovono attori tanto tradizionali quanto nuovi\, che operano e confliggono in contesti assai differenziati\, assumendo\, oltre la frammentazione che li investe\, configurazioni inedite che vanno colte e assecondate. \nStudiosi e operatori di diversa formazione rifletteranno insieme sull’interazione delle dimensioni territoriali e delle variabili geografiche del lavoro con gli scenari globali della finanza\, sull’incrociarsi delle rivendicazioni dei diritti con la nuova presenza della criminalità nelle attività economiche\, per esplorare i problemi e le opportunità che dal mondo del lavoro investono le architetture più generali della nostra democrazia. \n  \nProgamma \nLocandina Tavola rotonda \n5 ottobre: Terra\, lavoro e capitale\ncon\nRoberto Fanfani\, Università di Bologna\nAnnamaria Gentili\, Università di Bologna\n \n \n12 ottobre: Istituzioni e lavoro nella globalizzazione\ncon\nAlessandro Casiccia\, Università di Torino\nMaria Rosaria Ferrarese\, Università di Cagliari\n \n \n19 ottobre: Diritti\, territori e lavoro\ncon\nAndrea Lassandari\, Università di Bologna\nAlberto Vanolo\, Università di Torino\n \n \n26 ottobre: Lavoro e non lavoro in Italia\ncon\nEnrico Pugliese\, Università di Roma – La Sapienza\nEnzo Mingione\, Università di Milano-Bicocca\n \n \n9 novembre: Economia\, lavoro e criminalità\ncon\nEnzo Ciconte\, Università di Roma Tre\nRocco Sciarrone\, Università di Torino\n \n \n16 novembre: Lavoro e formazione\ncon\nPatrizio Bianchi\, Regione Emilia-Romagna\nLuigi Guerra\, Università di Bologna\n \n \n30 novembre: Tavola rotonda conclusiva\ncon\nSusanna Camusso\nCarlo Galli\nStefano Fassina\nGuido Viale\nSilvia Giannini\nLaura Pennacchi\n \n \nPresiede Cesare Minghini
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SUMMARY:L'eresia dei Magnacucchi
DESCRIPTION:Convegno di studi sui fondatori dell’Unione Socialista Indipendente\, Valdo Magnani e Aldo Cucchi\, usciti dal PCI nel 1951 dal titolo “L’eresia dei Magnacucchi sessant’anni dopo. Storie\, analisi\, testimonianze“. \nInvito
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SUMMARY:Una e plurale. L’Italia della cultura
DESCRIPTION:In occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia\, gli istituti di cultura italiani\, riuniti – come la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna – nell’AICI\, desiderano proporre al paese l’attualità di una storia culturale\, e così illustrare indirettamente la loro funzione. \nIl convegno di studi “Una e plurale. L’Italia della cultura” intende riflettere sulle ragioni profonde dell’unità d’Italia quali possiamo attingere dalle considerazioni plurali della sua storia e dobbiamo trasmettere alle generazioni future; sulle differenze politiche\, sociali e culturali\, che hanno reso l’Italia ricca e plurale e che mantengono la loro fecondità se non verranno assunte come identità parziali e escludenti; sulla indispensabile funzione degli istituti che conservano valorizzano e diffondono la cultura e le culture fiorite e fruttificate nei centocinquant’anni di storia unitaria. \n  \nProgramma
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SUMMARY:Seminario sulle nuove povertà a Milano
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna presenta la ricerca sulla presenza  di nuove povertà a Bologna (coordinata da Matilde Callari Galli) realizzata con il contributo di Coop Adriatica e ARCI Bologna. Il Seminario\, organizzato a Milano dalla Fondazione Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale\, partendo dai risultati della ricerca svolta a Bologna negli ultimi mesi\, ha come obiettivo di delineare l’emergere del fenomeno delle nuove povertà nelle realtà urbane  aprendo  un dialogo con esperti di scienze sociali ed economiche che in altre aree del nostro paese si sono occupati\, con riflessioni e ricerche\, dello stesso problema. \n  \nProgramma
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SUMMARY:Spiare e tradire
DESCRIPTION:Presentazione del libro Spiare e tradire. Dietro le quinte della Guerra fredda (Feltrinelli 2011) di Mario Del Pero e Philip Deery. \nSarà presente Mario Del Pero. Dialogano con l’autore Carlo Galli e Fulvio Cammarano.
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SUMMARY:Un welfare troppo vecchio?
DESCRIPTION:Terzo seminario della ricerca coordinata da Matilde Callari Galli sul fenomeno delle nuove povertà a Bologna.
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SUMMARY:90 anni fa nasceva il PCI
DESCRIPTION:  \nIn occasione della Festa dell’Unità delle Due Madonne la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna organizza un’iniziativa sui 90 anni della nascita del Partito Comunista d’Italia con un intervento di Nadia Urbinati.
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SUMMARY:Uscire dal nido
DESCRIPTION:Ricerca che intende mettere in relazione tra loro il mondo di chi opera nel settore delle politiche sociali\, quello di chi studia e di chi amministra al fine di contrastare i processi di marginalità urbana.
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SUMMARY:Unità senza unione
DESCRIPTION:In occasione della Festa dell’Unità delle Due Madonne la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna organizza un’iniziativa sui 150 anni dell’Unità d’Italia con un intervento di Fulvio Cammarano dal titolo “Unità senza unione: 150 anni da Italiani”.
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SUMMARY:La Fondazione Gramsci Emilia Romagna cambia sede
DESCRIPTION:La Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna cambia sede. \nL’attività seminariale e convegnistica dell’istituto non subirà variazioni rilevanti. L’ultimo giorno di apertura della Biblioteca in Via Galliera sarà venerdì 18 febbraio 2011 (ore 9\,30-14\,30).\nLa Biblioteca riaprirà nella nuova sede lunedì 23 maggio 2011\, in Via Mentana 2 (Bologna). \n  \nGuarda la mappa \n  \nFino al 18 febbraio i servizi della Biblioteca resteranno invariati. Il prestito dei libri con scadenza successiva al 18 febbraio sarà automaticamente prorogato fino alla riapertura.\nEventuali cambiamenti e aggiornamenti sui tempi di riapertura della Biblioteca saranno comunicati sul nostro sito internet (www.iger.org).
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SUMMARY:"Italiani vecchi e nuovi: la cittadinanza e le trasformazioni dell’identità nazionale"
DESCRIPTION:Italiani vecchi e nuovi: la cittadinanza e le trasformazioni dell’identità nazionale \nConvegno di studi organizzato dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \nResponsabile scientifico Nadia Urbinati. \n\nProgramma \nLa cittadinanza\, i suoi caratteri e la costellazione di diritti e doveri che la definiscono\, sono stati e sono l’oggetto del contendere nelle questioni di inclusione. È per questo possibile leggere la storia dei nostri centocinquant’anni come storia dei mutamenti della nazione italiana attraverso le forme del vivere insieme\, le fratture ideologiche e sociali e infine le trasformazioni dell’identità e dell’appartenenza. La storia si dirama a partire dalle innovazioni epocali introdotte dalla Rivoluzione francese\, da quando la nazione è stata concepita come il corpo sovrano che si costituisce in assemblea costituente per poi rappresentarsi nel Parlamento\, nelle magistrature e nelle istituzioni. La nazione\, prima di assumere connotazioni etniche e culturali\, è stata concepita come l’unità giuridica e politica degli individui che risiedono stabilmente in un paese\, sottostanno alle leggi dello stato e pagano le tasse\, mezzi attraverso i quali si prendono reciprocamente cura dei loro interessi. Voler essere parte della nazione è diventato per questo una rivendicazione di inclusione e\, per l’opposto\, una ragione di esclusione. La storia italiana è in questo simile a quella delle altre nazioni europee e dell’Unione Europea. \n  \nNella fondazione degli stati nazionali moderni\, e di quello italiano\, il dibattito sulle fonti dell’appartenenza nazionale – se culturale e rappresentativa di un’unità meta-politica\, o funzionale alla difesa degli interessi e dei diritti individuali\, o infine condizione di eguaglianza politica e civile – si è pertanto intrecciato a quello sulla forma del governo\, i compiti della politica e lo scopo e i limiti del potere statale. A partire dalle lotte risorgimentali\, le interpretazioni del significato della nazione e la tensione tra principio democratico-liberale e principio nazionalista e identitario hanno segnato il carattere della nostra unità nazionale\, la sua composizione e rappresentazione di sé: una storia che ha conosciuto tensioni spesso violente e fratture dell’ordine istituzionale e nel corpo sociale. \n  \nIl convegno promosso dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna si propone di raccontare questa storia complessa attraverso alcuni casi esemplari di fratture e trasformazioni\, suggerendo di osservare la Nazione italiana dalla prospettiva delle battaglie per l’inclusione politica\, per l’estensione dei diritti civili e sociali\, e infine per il riconoscimento della pluralità culturale. Un Nazione che si riconosce unita mentre cambia di fisionomia. \n  \nIl convegno si svolge nelle giornate del 19-20 maggio 2011 secondo tre grandi temi con la seguente struttura: \n  \n19 maggio – ore 15\,00 \n  \nSaluto delle autorità \n  \nVisioni dell’unità \n  \nPresiede: \nCarlo Galli\, Università di Bologna – Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nRelazioni di: \n  \nPietro Costa\, Università di Firenze \nLa patria e le patrie: modelli di appartenenza nell’Italia contemporanea \n  \nAlessandro Cavalli\, Università di Pavia \nLa “questione nazionale”: Nord e Sud 150 anni dopo \n  \nEmilio Pasquini\, Università di Bologna  \nOltre la selva dei dialetti: l’approdo all’unità linguistica italiana \n  \nDiscussants: \n  \nNadia Urbinati\, Columbia University\, New York \n  \nRoberto Balzani\, Università di Bologna \n  \nSandro Mezzadra\, Università di Bologna \n  \n  \n20 maggio – ore 9\,30 \n  \nFratture \n  \nPresiede: \nGian Mario Anselmi\, Università di Bologna \n  \n  \n  \nRelazioni di: \n  \nDaniele Menozzi\, Scuola Normale Superiore di Pisa \nDal conflitto alla collaborazione: i rapporti tra Chiesa e Stato nei 150 anni dell’unità \n  \nSilvana Patriarca\, Fordham University\, New York \nLe relazioni pericolose: razza e nazione \n  \nSalvatore Veca\, Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia \nIneguaglianze\, cittadinanza illusoria e ancien régime \n  \nDiscussants: \n  \nEmma Fattorini\, Università La Sapienza di Roma \n  \nAlberto Burgio\, Università di Bologna \n  \nMariuccia Salvati\, Università di Bologna \n  \n  \n  \n20 maggio – ore 15\,30 \n  \nA partire dalla Costituzione \n  \nPresiede: \nNadia Urbinati\, Columbia University\, New York \n  \nRelazioni di: \n  \nMaurizio Fioravanti\, Università di Firenze \nLe trasformazioni della cittadinanza nell’età dello Stato costituzionale \n  \nChiara Saraceno\, Wissenschaftszentrum für Sozialforschung\, Berlino \nUguaglianza: solo una questione di pari opportunità? \n  \nFerruccio Pastore\, direttore di FIERI \nAppartenenza e cittadinanza nell’Italia plurale \n  \n  \nDiscussants: \n  \nGustavo Gozzi\, Università di Bologna \n  \nMatilde Callari Galli\, Università di Bologna \n  \nGiuseppe Sciortino\, Università di Trento
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SUMMARY:Incontro con Virginio Merola
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, come di consueto in occasione delle elezioni amministrative\, organizza con il candidato sindaco del centrosinistra un incontro su temi di interesse e competenza della Fondazione\, per dar vita a una riflessione comune con il candidato attraverso domande e proposte. \nL’incontro con Virginio Merola saràdedicato a Bologna: le culture\, i saperi\, il rapporto tra università e città. \nL’iniziativa sarà coordinata da Carlo Galli\, presidente della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \nAll’incontro sono invitati anche i candidati delle liste di centro-sinistra che operano in ambito scientifico\, culturale e della ricerca.
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SUMMARY:La democrazia di fronte allo stato. Una discussione sulle difficoltà della politica moderna
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli organizzano un incontro in occasione della pubblicazione dell’annale Feltrinelli 2010 (a cura di Alessandro Pizzorno)\, La democrazia di fronte allo stato. Una discussione sulle difficoltà della politica moderna.  \n  \nLocandina \n  \nIntervengono Carlo Galli\, Damiano Palano\, Alessandro Pizzorno. \n  \nL’incontro di presentazione del volume si collega al ciclo del Laboratorio di analisi politica 2011 dedicato a Il popolo nella democrazia.
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SUMMARY:Essere poveri a Bologna: primo seminario
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna ha avviato una ricerca coordinata da Matilde Callari Galli il cui obiettivo è di individuare le dinamiche e i meccanismi che caratterizzano oggi\, a Bologna\, il fenomeno delle povertà. \nIl gruppo di ricerca ha carattere laboratoriale ed è formato da studiosi con diverse competenze – antropologi\, storici\, demografi\, economisti\, persone che da anni operano a contatto con la marginalità\, pedagogisti\, linguisti.  Il progetto è nato grazie anche al contributo e alla collaborazione di Coop Adriatica e Arci Bologna. La  ricerca ha  come obiettivo finale quello di mettere in relazione tra loro  il mondo di chi opera nel settore delle politiche sociali\, quello di chi studia e  quello di chi amministra\, offrendo interpretazioni che siano utili per tutti al fine di ipotizzare delle azioni adatte a contrastare determinati processi di marginalità urbana. Il percorso di ricerca è affiancato da una attività seminariale che apre alla discussione pubblica i principali punti della ricerca. Sono stati programmati quattro seminari – questo è il primo – che si svolgeranno tra aprile e giugno e che analizzano i diversi aspetti del sistema di welfare locale. \n  \nI materiali presentati dai relatori: \nRaffaele Lelleri \nTeresa Marzocchi \nGianluigi Bovini
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SUMMARY:Lezione gramsciana 2011 con Donald Sassoon[:en]Lezione gramsciana 2011 di Donald Sassoon all'Istituto Gramsci: Il Partito Comunista Italiano e il comunismo nel mondo 90 anni dopo
DESCRIPTION:In occasione del 120o anniversario della nascita di Antonio Gramsci e del 90o della nascita del Partito Comunista Italiano la Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna presenta la sua sesta lezione gramsciana. \n  \nIntroduce Matilde Callari Galli\, vicepresidente della Fondazione Gramsci \n  \nDiscussant Paolo Capuzzo\, professore di storia contemporanea presso l’Università di Bologna. \n \n  \nLezione gramsciana 2011 dell’Istituto Gramsci di Donald Sassoon dal titolo “Il Partito Comunista Italiano e il comunismo nel mondo: 90 dopo”. \nL’incontro si svolgerà nella Sala convegni\, presso la nuova sede della Fondazione\, in via Mentana 2.
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SUMMARY:Laboratorio di analisi politica 2011: Il popolo nella democrazia
DESCRIPTION:È tutt’altro che ovvio che cosa veramente sia quel popolo che dovrebbe avere il potere nella democrazia: se una totalità (le masse\, la gente\, i cittadini)\, una parte (una classe o un insieme di specifici gruppi sociali)\, o un agglomerato  di singoli individui. Né se sia una presenza\, un’assenza\, un mito\, un fantasma\, o una rappresentazione. Se sia interno o esterno alle istituzioni\,  allo Stato e ai partiti\, attivo o passivo. \n \nNon si tratta di interrogativi solo teorici; la democrazia occidentale è oggi concretamente attraversata da linee di frattura e da contraddizioni che corrispondono appunto a queste domande; da movimenti  che nascono da queste faglie. Gran parte delle questioni politiche reali\, all’ordine del giorno nel dibattito politico (assenteismo elettorale\, elezioni primarie\, populismo\,  plebiscitarismo\, cesarismo\, crisi dei partiti\, rapporti fra i cittadini e la Casta\, rapporti fra poteri economici e potere politico) nascono da queste difficoltà\, ed esprimono in diverse forme l’esigenza che il popolo conosca nuovi protagonismi e nuove soggettività. \nIl Laboratorio di Analisi politica 2011 intende fornire occasioni di conoscenza e sollecitare  riflessioni e dibattiti su alcuni di questi problemi\,  mettendo a confronto diversi specialismi –  filosofici\, politologici\, storiografici\, economici – e diverse sensibilità politiche  e intellettuali. \n  \nPROGRAMMA \n  \n10 febbraio: Carlo Galli\, Il rapporto popolo-democrazia nella Costituzione italiana AUDIO \n  \n17 febbraio: Laura Bazzicalupo\, Università degli Studi di Salerno Sulla democrazia radicale AUDIO\n \n  \n21 febbraio: Luciano Canfora\, Università degli Studi di Bari Il rapporto popolo-democrazia e il pensiero classico AUDIO\n \n  \n24 febbraio: Marco Tarchi\, Università degli Studi di Firenze Il populismo AUDIO\n \n  \n3 marzo: Salvatore Natoli\, Università degli Studi di Milano-Bicocca Democrazia e individuo AUDIO\n \n  \n10 marzo: Salvatore Biasco\, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Economia e democrazia AUDIO\n[:en] \n È tutt’altro che ovvio che cosa veramente sia quel popolo che dovrebbe avere il potere nella democrazia: se una totalità (le masse\, la gente\, i cittadini)\, una parte (una classe o un insieme di specifici gruppi sociali)\, o un agglomerato  di singoli individui. Né se sia una presenza\, un’assenza\, un mito\, un fantasma\, o una rappresentazione. Se sia interno o esterno alle istituzioni\,  allo Stato e ai partiti\, attivo o passivo. \n \nNon si tratta di interrogativi solo teorici; la democrazia occidentale è oggi concretamente attraversata da linee di frattura e da contraddizioni che corrispondono appunto a queste domande; da movimenti  che nascono da queste faglie. Gran parte delle questioni politiche reali\, all’ordine del giorno nel dibattito politico (assenteismo elettorale\, elezioni primarie\, populismo\,  plebiscitarismo\, cesarismo\, crisi dei partiti\, rapporti fra i cittadini e la Casta\, rapporti fra poteri economici e potere politico) nascono da queste difficoltà\, ed esprimono in diverse forme l’esigenza che il popolo conosca nuovi protagonismi e nuove soggettività. \nIl Laboratorio di Analisi politica 2011 intende fornire occasioni di conoscenza e sollecitare  riflessioni e dibattiti su alcuni di questi problemi\,  mettendo a confronto diversi specialismi –  filosofici\, politologici\, storiografici\, economici – e diverse sensibilità politiche  e intellettuali. \n  \nPROGRAMMA \n  \n10 febbraio: Carlo Galli\, Il rapporto popolo-democrazia nella Costituzione italiana \n  \n17 febbraio: Laura Bazzicalupo\, Università degli Studi di Salerno \nSulla democrazia radicale \n  \n21 febbraio: Luciano Canfora\, Università degli Studi di Bari \nIl rapporto popolo-democrazia e il pensiero classico \n  \n24 febbraio: Marco Tarchi\, Università degli Studi di Firenze \nIl populismo \n  \n3 marzo: Salvatore Natoli\, Università degli Studi di Milano-Bicocca \nDemocrazia e individuo \n  \n10 marzo: Salvatore Biasco\, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” \nEconomia e democrazia
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SUMMARY:Ira
DESCRIPTION:Presentazione del volume di Remo Bodei “Ira. La passione furente”. \nDialogano con l’autore Carlo Galli e Carlo Gentili. \n  \nvolantino
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SUMMARY:Perchè ancora destra e sinistra
DESCRIPTION:Librerie.coop e Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna organizzano la presentazione del libro di Carlo Galli Perché ancora destra e sinistra (Laterza). Il volume tratta dell’origine comune delle categorie di destra e sinistra\, ossia dell’avvento della modernità e della nozione di soggetto.  Sarà presente l’autore ed interverranno Antonio Gnoli e Walter Tocci.
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SUMMARY:Visioni e politiche del territorio
DESCRIPTION:Per una nuova alleanza tra urbano e rurale  \nProgramma
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SUMMARY:Giornata di studio sulla letteratura coloniale e postcoloniale italiana
DESCRIPTION:Negli ultimi trent’anni\, soprattutto in ambito anglofono si è diffuso un nuovo modo di guardare alla letteratura coloniale e più in generale alle rappresentazioni dell’«altro» nei testi del canone europeo e occidentale. Un ruolo particolarmente importante\, da questo punto di vista\, è stato giocato dalle letterature postcoloniali in cui si è espressa la diretta presa di parola dei soggetti colonizzati\, spesso nelle lingue metropolitane. \nUna delle modalità classiche di questa presa di parola è consistita nella riscritture di opere fondative del canone: un esempio particolarmente efficace è quello del premio Nobel J.M.Coetzee che in Foe riscrive il Robinson Crusoe di De Foe (ma si pensi anche alle numerose riscritture\, anche cinematografiche\, di Conrad etc.). \nLo sviluppo delle letterature postcoloniali negli ultimi decenni è indissolubilmente legato alla presenza e al protagonismo di migranti provenienti da contesti che hanno fatto esperienza del colonialismo all’interno delle ex metropoli. Con un sensibile ritardo\, dovuto alla sua specifica storia di migrazioni\, anche in Italia si è sviluppata una letteratura di migrazione in lingua italiana\, che oggi inizia ad essere riconosciuta e studiata anche nell’accademia (come dimostra l’esperienza bolognese della rivista «Scritture Migranti»). \nNegli ultimissimi anni abbiamo assistito in particolare all’emergere di romanzi che rivisitano la storia coloniale italiana e hanno come protagonisti sia autori migranti che italiani. Tra le scritture migranti\, di particolare interesse è l’operazione di riscrittura di Tempo di uccidere \ndi Ennio Flaiano da parte dell’autrice italo-etiope Gabriella Ghermandi\, mentre\, tra le opere di autori non migranti\, particolarmente indicativo di un nuovo e crescente interesse rispetto al nostro passato coloniale è la risonanza ottenuta dal romanzo di Carlo Lucarelli\, L’ottava vibrazione. \nAnche negli studi letterari si è recentemente manifestato un interesse di tipo nuovo per il corpus delle scritture coloniali italiane\, che annovera al proprio interno opere di scrittori come Filippo Tommaso Marinetti e Giovanni Papini\, libri di viaggio\, rapporti etnografici e un certo numero di romanzi di consumo. Possono essere citati a questo riguardo tra gli altri i lavori di Giovanna Tomasello\, Riccardo Bonavita\, Maria Pagliara\, Laura Ricci\, Barbara Sòrgoni\, Giulietta Stefani\, Patrizia Palombo. \nInfine\, occorre riflettere sulla circostanza che la produzione postcoloniale italiana è un insieme dai confini incerti\, con ampie zone di sovrapposizione e contaminazione con la produzione degli scrittori immigrati. Non solo nei tempi\, nei modi e nei temi\, ma anche quanto alla posizione che queste scritture ricoprono all’interno dello spazio letterario nazionale\, una posizione che si fonda sulla relazione tra storia coloniale e discorso postcoloniale\, inteso qui come discorso che taglia diagonalmente paesi\, storie e letterature\, imponendo la revisione di categorie e metodi sulla base di una critica definitiva all’imperialismo coloniale\, vecchio e nuovo\, e nell’urgenza di restituire la parola al subalterno. \nLa giornata di studi proposta intende aprire all’interno dell’Istituto Gramsci Emilia Romagna un cantiere di ricerca al cui interno potrebbero nascere ed entrare in relazione una pluralità di interessi di ricerca capaci di dare vita ad ulteriori iniziative (incontri seminariali e organizzazione di convegni\, pubblicazioni\, veri e propri progetti di ricerca con reperimento di fondi). In questo quadro l’interesse potrà infatti ampliarsi verso la produzione culturale coloniale e postcoloniale (cinema\, fumetti\, musica). Da questo punto di vista la comune partecipazione dei proponenti alla direzione della rivista Studi Culturali può facilitare sia la pubblicazione dei risultati della ricerca sia l’individuazione di ulteriori interlocutori a livello italiano e internazionale. \n  \nPROGRAMMA \n  \nore 9.30 L’immaginario coloniale italiano \n  \nSandro Mezzadra (Università di Bologna)\, Introduzione ai lavori \n  \n10.00 Alessandro Triulzi (Università di Napoli “L’Orientale”)\, Memorie ibride e voci migranti tra colonia e postcolonia \n  \n10.30 Barbara Sòrgoni (Università di Bologna)\, Sguardi incrociati e conflitti culturali nell’Eritrea coloniale \n  \n11.00 pausa \n  \n11.30 Roberto Derobertis (Università di Bari)\, Da colonizzati a colonizzatori. I contadini lucani e la Guerra all’Etiopia in Cristo si è fermato a Eboli: una rilettura postcoloniale \n  \n12.00 discussione \n  \nore 15.00La narrativa postcoloniale italiana \n  \n15.00 Laura Ricci (Università di Siena)\, Dal colonialismo al postcolonialismo. Riflessioni sulle politiche culturali e linguistiche \n  \n15.30 Federica Sossi (Università di Bergamo)\, Storie migranti \n  \n16.00 Giuliana Benvenuti (Università di Bologna)\, Riscritture della storia nella narrativa postcoloniale \n  \ndiscussione \n  \n17.00 pausa \n  \n17.30 Incontro con gli autori. Erminia Dell’Oro\, Igiaba Scego\, Carla Macoggi discutono con  Fulvio Pezzarossa\, Sandro Mezzadra e Giuliana Benvenuti.
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SUMMARY:Del sobborgo che del suo nome si gloria. La memoria di Andrea Costa a Bologna
DESCRIPTION:Incontro di studio\, organizzato da Archivio di Stato di Bologna e Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna\, in collaborazione con ISREBO e Una città. \n  \nProgramma \nSaluti di Elisabetta Arioti e Siriana Suprani \nPresiede Mauro Maggiorani \nAndrea Costa a Bologna\, Carlo De Maria (Università di Bologna) \nI progetti urbanistici da allora a oggi\, Francesco Evangelisti (Comune di Bologna) \nLe vicende toponomastiche\, Andrea Baravelli (Università di Padova) \nIl sobborgo che prese nome da Andrea Costa\, Elisabetta Arioti (Archivio di Stato di Bologna) \nI compagni del sobborgo. Presenza sovversiva nel quartiere Costa\, Salvatore Alongi (Archivio di Stato di Bologna) \nIntervento conclusivo\, Paolo Capuzzo (Università di Bologna) \n 
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