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SUMMARY:Italia è cultura. Le sfide degli anni ’20 | VII Conferenza nazionale di AICI
DESCRIPTION:Italia è cultura. Le sfide degli anni ’20 \nVII Conferenza nazionale di AICI per riflettere sul ruolo della cultura nel nuovo decennio\nNapoli | Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III | 9-11 novembre \n  \nSi terrà a Napoli dal 9 all’11 novembre 2022\, nella prestigiosa sede della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III\, la VII Conferenza nazionale Italia è cultura Le sfide degli anni ’20\, organizzata dall’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (AICI)\, insieme alla Direzione Educazione\, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura\, in collaborazione con la Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore\, e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. \nCon la partecipazione di esponenti istituzionali e il contributo dei rappresentanti dei 148 soci di AICI\, tra le più importanti istituzioni\, fondazioni e accademie del Paese\, l’incontro vuole affrontare i temi cruciali legati alla cultura\, riaffermando la necessità di considerare la cultura come strumento di dialogo\, di coesione e di sviluppo in un momento storico attraversato da gravi crisi globali.\nLe fondazioni\, le accademie e gli istituti culturali di fronte alle sfide del nostro tempo è il tema della prima tavola rotonda intorno alla quale ruoteranno i lavori della Conferenza\, suddivisi in due sessioni plenarie e 4 workshop di approfondimento. Si parlerà dei rapporti tra la cultura e il territorio\, le reti civiche\, l’ambiente\, di diffusione della cultura e coesione sociale\, di incidenza della cultura nell’occupazione giovanile. Non mancherà il confronto\, nel secondo anno della sua attuazione\, sul PNRR e la digitalizzazione del patrimonio di archivi\, biblioteche e musei e il PNRR e la riserva del 40 per cento per il Mezzogiorno e per le Isole.\nAnche la scelta di Napoli come sede della Conferenza rispecchia non solo ragioni di equilibrio territoriale ma l’importanza che AICI annette al rafforzamento e all’allargamento delle reti culturali nel Sud del Paese – nonché al loro inserimento nei circuiti europei e internazionali – come veicolo di crescita civile e come fattore di coesione sociale in aree già fortemente colpite dalla pandemia. \n«Nel titolo L’Italia è cultura Le sfide degli anni ’20 – afferma Valdo Spini\, presidente di AICI – è riassunto il carattere di questa VII Conferenza nazionale dell’AICI. L’Associazione nei suoi trent’anni di vita è cresciuta\, si è affermata come interlocutrice non solo del Ministero della Cultura\, ma anche del CNR e di altre amministrazioni statali e regionali. Oggi AICI si trova di fronte a nuove sfide. La difesa dei diritti\, i problemi della pace e della guerra dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina\, con le sue conseguenze economiche e sociali in un mondo globalizzato\, la necessità di affermare la cultura come elemento di dialogo e di comprensione e insieme di difesa intransigente dei principi di libertà e di democrazia\, anche rispetto alle situazioni in cui sono minacciate in particolare le donne.\nL’Italia – conclude Spini – con la sua cultura del passato\, del presente\, ma anche dell’avvenire ha un grosso ruolo da giocare in questo campo e un’Associazione come AICI\, che rappresenta un importante pezzo di società civile\, può e deve dare un rilevante contributo.» \nNel corso della Conferenza\, inoltre\, verrà ricordato il trentennale della costituzione di AICI\, che ricorre quest’anno\, con una pubblicazione redatta da Andrea Mulas (Fondazione Basso)\, che ripercorrerà la storia dell’Associazione\, attraverso un’ampia documentazione tratta dagli archivi. \nLe sessioni plenarie del 10 e dell’11 mattina saranno trasmesse anche in streaming sulla pagina Facebook di AICI. \n \n  \n  \nIL PROGRAMMA \nMercoledì 9 Novembre – Fondazione Banco di Napoli\, Via dei Tribunali 213 \n14.00 Incontro Under35 con il presidente Valdo Spini \n15.15 Assemblea soci Aici \n17.00 Il Programma dell’Unesco “La memoria del Mondo” e l’Archivio storico della Fondazione Banco di Napoli\nInterventi:\nOrazio Abbamonte\, Fondazione Banco di Napoli\nAlfonso Andria\, presidente Centro universitario europeo per i beni culturali Francesco Caia\, presidente f.f. Fondazione Banco di Napoli\nMarcello D’Aponte\, Università degli studi di Napoli “Federico II”\nValdo Spini\, presidente Associazione delle istituzioni di cultura italiane (AICI) \n  \nGiovedì 10 novembre – Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”\, Piazza del Plebiscito 1 \n9.00 Registrazione degli ospiti\n9.30 Saluti d’apertura\nMinistro della Cultura\nGaetano Manfredi\, sindaco di Napoli\nFrancesco Caia\, presidente f.f. Fondazione Banco di Napoli\nMaria Iannotti\, direttrice Biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III” Mario Turetta\, direttore generale Educazione\, ricerca e istituti culturali – MiC \n10.30 Relazione Introduttiva Valdo Spini \n11.00 Sessione inaugurale \nLe fondazioni\, le accademie e gli istituti culturali italiani di fronte alle sfide del nostro tempo\nInterventi:\nNicola Antonetti\, presidente Istituto Luigi Sturzo\nPaolo Baratta\, presidente Accademia Filarmonica Romana\nMarta Herling\, segretario generale Istituto italiano per gli studi storici Franco Ippolito\, presidente Fondazione Lelio e Lisli Basso\nAlberto Melloni\, segretario Fondazione scienze religiose Giovanni XXIII\nInna Meteleva\, direttrice Foundation for United Nations Sustainable Development Goals Giuseppe Parlato\, presidente Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice\nSilvio Pons\, presidente Fondazione Gramsci\, Roma\nMario Turetta\, direttore generale Educazione\, ricerca e istituti culturali Lucio Villari\, storico\nModera: Ottavio Ragone\, la Repubblica\n \n  \n15.00 Workshop \nWorkshop 1: PNRR e digitalizzazione del patrimonio: archivi\, biblioteche e musei \nGiovanni Bergamin\, Associazione italiana biblioteche\nSimonetta Buttò\, direttrice Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane\nFrancesca Cadeddu\, Fondazione Scienze religiose Giovanni XXIII\nTeresa Carnevale\, presidente Fondazione Morra Caterina Fiorani\, direttrice Fondazione Camillo Caetani\nStefano Karadjov\, direttore Fondazione Brescia Musei\nMicaela Procaccia\, presidente Associazione nazionale archivistica italiana\nFabrizio Tatarella\, vicepresidente Fondazione Giuseppe Tatarella Stefano Vitali\, Istituto nazionale Ferruccio Parri \n  \nWorkshop 2: Reti culturali\, reti civiche e territorio \nAldo Accardo\, presidente Fondazione Giuseppe Siotto\nPasquale Calemme\, presidente Fondazione di Comunità San Gennaro\nGabriele Capone\, dirigente servizio II\, Direzione generale Educazione\, ricerca e istituti culturali\nLuciano Cirica\, direttore generale Ospedale Evangelico Villa Betania\nEdgar Colonnese\, direttore Edizioni San Gennaro\nFerruccio Diozzi\, Amici di Città della Scienza\nRachele Furfaro\, FOQUS Fondazione Quartieri Spagnoli\nMaria Iannotti\, direttrice Biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III”\nPaola Parlato\, Associazione “Leggere per…”\nGiuseppe Perna\, Biblioteca Annalisa Durante\nPietro Sabatino\, Noi@Europe\nLucia Valenzi\, presidente Fondazione Valenzi \n  \nWorkshop 3: Cultura\, territorio e ambiente  \nAlfonso Andria\, presidente Centro universitario europeo per i beni culturali Vito Cappiello\, Università degli studi di Napoli “Federico II”\nPaolo Nanni\, Accademia dei Georgofili\nLidia Palumbo\, Società filosofica italiana\nGiovanni Sciola\, direttore Fondazione Luigi Micheletti \n  \nWorkshop 4: Cultura e occupazione giovanile \nAlessandro Bollo\, Fabbrica del Vapore\nInnocenzo Cipolletta\, presidente di Confindustria Cultura Italia Marcello D’Aponte\, Università degli studi di Napoli “Federico II” Luigi Giove\, segreteria nazionale Cgil\nNatascia Nuzzo\, ricercatrice\nFabrizio Paglino\, direzione generale Educazione\, ricerca e istituti culturali Massimiliano Tarantino\, direttore Fondazione Giangiacomo Feltrinelli Virginia Todeschini\, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\nAlessandra Vittorini\, direttrice Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali \n  \nVenerdì 11 novembre – Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”\, Piazza del Plebiscito 1 \n10.00 Tavola Rotonda: Diffusione della cultura e coesione sociale \nPaola Passarelli\, direttore generale biblioteche e diritto d’autore – Mic\nMirella Barracco\, presidente Fondazione Napolinovantanove Renata De Lorenzo\, presidente Società napoletana di storia patria Rosa Maiello\, presidente Associazione italiana biblioteche Andrea Mazzucchi\, Università degli studi Napoli “Federico II” Andrea Morniroli\, cooperativa Dedalus – ForumDD\nVittorio Emanuele Parsi\, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Sergio Scamuzzi\, Università degli studi di Torino\nModera Enzo D’Errico\, Corriere del Mezzogiorno \n  \n12.00 Tavola Rotonda: Il PNRR e la cultura nel secondo anno di attività; la riserva del 40 per cento per il Mezzogiorno e per le Isole\nInterventi:\nLaura Moro\, direttrice Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library Giampaolo D’Andrea\, presidente Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia Adriano Giannola\, presidente Svimez\nFlavia Nardelli Piccoli\, già parlamentare\, Commissione Cultura della Camera dei deputatisi\nModera: Fernando Santonastaso\, Il Mattino \n13.00 Conclusioni Valdo Spini \n  \nIl programma completo \n  \n \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Welfare digitale\, welfare culturale. Legislazione\, tendenze e opportunità per gli istituti culturali
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna presenta l’incontro di formazione Welfare digitale\, welfare culturale. Legislazione\, tendenze e opportunità per gli istituti culturali in programma per lunedì 24 ottobre 2022 dall ore 15.00 alle 18.00 presso la Sala convegni di Via Mentana 2 a Bologna e online su ZOOM. \nDocente:\ndr.ssa Rosa Maiello\, Presidente AIB e Università Parthenope (Napoli) \n  \nIl Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND)\, redatto dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale-Digital Library del Ministero della Cultura\, costituisce la visione strategica con la quale il Ministero intende promuovere e organizzare il processo di trasformazione digitale nel quinquennio 2022-2026. \nLa Convenzione di Faro stabilisce alcuni diritti e responsabilità riguardo il patrimonio culturale\, afferma il diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità\, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.La convenzione si concentra anche sulla promozione della sostenibilità\, dell’accesso e dell’uso della tecnologia digitale nel contesto del patrimonio culturale. \n  \nL’incontro è rivolto agli operatori di biblioteche\, archivi\, biblioteche\, istituti pubblici e privati che gestiscono\, tutelano e valorizzano beni culturali\, anche nell’ottica del Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND) e della Convenzione di Faro. \n  \nRosa Maiello è Laureata in Giurisprudenza\, abilitata all’esercizio della professione forense\, specializzata in Biblioteconomia. Dal 2004 è direttore della Biblioteca di Ateneo dell’Università di Napoli Parthenope\, università dove\, dal 2015 al 2017\, ho inoltre coordinato la gestione documentale e la conservazione digitale. Da anni partecipa – con interventi a convegni\, docenze\, pubblicazioni su rivista e in volume\, audizioni – al dibattito pubblico sulle questioni biblioteconomiche e giuridiche riguardanti i diritti di utilizzazione del patrimonio scientifico e culturale e il ruolo delle biblioteche nel sistema dei servizi pubblici per l’accesso alla conoscenza. \nDal 2010 al 2012 ha coordinato il CIBER\, Coordinamento Interuniversitario Banche dati ed Editoria in Rete\, composto da 27 sistemi bibliotecari di atenei del Centro-Sud Italia; ha fatto parte di INFER\, Italian National Forum on Electronic Resources; ha partecipato a gruppi di lavoro e tavoli di confronto presso il MiBACT su temi che vanno dal deposito legale digitale alle prospettive di evoluzione delle biblioteche pubbliche statali. \nDal 2010 al 2017 ha fatto parte dell’Expert Group on Information Law dell’European Bureau of Library\, Information and Documentation Associations. Dal 2008 al 2019 è stata componente del Gruppo Open Access della Commissione Biblioteche della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. \nRosa Maiello è anche Presidente nazionale dell’Associazione italiana biblioteche. \n  \nIncontro a numero chiuso. In presenza e online su ZOOM \nCosto: 25 € \nCon la collaborazione di AICI Associazione delle istituzioni di cultura italiane e il patrocinio di AIB Associazione italiana biblioteche
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SUMMARY:Democrazia. La trasparenza e l’opacità | Festival 2022 Pandora Rivista
DESCRIPTION:Inizia mercoledì 5 ottobre a Bologna – con una serata a Modena – la quarta edizione del Festival “Dialoghi di Pandora Rivista“\, che si svolgerà dal 5 al 16 ottobre 2022: 12 giorni di dibattiti\, confronti e approfondimenti per ripensare il nostro tempo\, con 100 ospiti e più di 30 incontri. \nFilo conduttore dell’edizione 2022 sarà la crisi della democrazia\, fra minacce\, contraddizioni e possibili strade per una rigenerazione. Possono le democrazie trovare la strada per essere al tempo stesso inclusive ed efficaci di fronte alle sfide globali: guerra e tensioni internazionali\, cambiamento climatico\, crisi energetica\, migrazioni\, effetti delle nuove tecnologie\, allargamento delle disuguaglianze? \nIl programma completo è disponibile a questo link: https://www.pandorarivista.it/festival/ \nL’ingresso è libero e gratuito\, ma è consigliata la prenotazione online\, effettuabile per ciascun evento su www.pandorarivista.it/festival/ \n  \nSegnaliamo l’evento: \n  \nMercoledì 12 ottobre 2022 Ore 18.30 | Sala Stabat Mater Biblioteca dell’Archiginnasio \nDemocrazia. La trasparenza e l’opacità\nLectio di Carlo GALLI – Professore Alma Mater e già Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \n Registrati per partecipare all’evento \n  \n 
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SUMMARY:Memoria e democrazia: il progetto del Polo di Bologna | Festival 2022 Pandora Rivista
DESCRIPTION:Inizia mercoledì 5 ottobre a Bologna – con una serata a Modena – la quarta edizione del Festival “Dialoghi di Pandora Rivista“\, che si svolgerà dal 5 al 16 ottobre 2022: 12 giorni di dibattiti\, confronti e approfondimenti per ripensare il nostro tempo\, con 100 ospiti e più di 30 incontri. \nFilo conduttore dell’edizione 2022 sarà la crisi della democrazia\, fra minacce\, contraddizioni e possibili strade per una rigenerazione. Possono le democrazie trovare la strada per essere al tempo stesso inclusive ed efficaci di fronte alle sfide globali: guerra e tensioni internazionali\, cambiamento climatico\, crisi energetica\, migrazioni\, effetti delle nuove tecnologie\, allargamento delle disuguaglianze? \nIl programma completo è disponibile a questo link: https://www.pandorarivista.it/festival/ \nL’ingresso è libero e gratuito\, ma è consigliata la prenotazione online\, effettuabile per ciascun evento su www.pandorarivista.it/festival/ \n  \nSegnaliamo l’evento: \n  \nVenerdì 7 ottobre 2022 Ore 17.00 | Sala Stabat Mater Biblioteca dell’Archiginnasio \nMemoria e democrazia: il progetto del Polo di Bologna\nAlessandro Bollo  Project manager Fabbrica del Vapore di Milano e già Direttore Polo del ‘900 di Torino \nPaolo Capuzzo Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Professore ordinario di storia contemporanea Università di Bologna \nRaffaele Laudani Assessore all’Urbanistica Comune di Bologna e Professore ordinario storia delle dottrine politiche Università di Bologna \nTiziana Maffei Direttrice Reggia di Caserta e architetto del patrimonio \nRita Monticelli Delegata Comune di Bologna diritti umani e dialogo interreligioso e Professoressa ordinaria Dipartimento di lingue\, letterature e culture moderne Università di Bologna \n  \n Registrati per partecipare all’evento \n  \n 
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SUMMARY:A 40 anni dalla nascita del Cassero. Dialogo tra Beppe Ramina e Paolo Capuzzo
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con il Cassero e la Fondazione Barberini presenta l’incontro A 40 anni dalla nascita del Cassero. Dialogo tra Beppe Ramina e Paolo Capuzzo in programma per venerdì 30 settembre 2022 alle 17.00 presso la Sala Convegni di Via Mentana 2 a Bologna. \n  \nIl 24 giugno del 1982\, dopo due anni di confronto serrato per la forte opposizione di alcune parti della città\, la giunta comunale di Bologna assegnò i locali di Porta Saragozza al Circolo di Cultura Omossessuale XXVIII Giugno. Si trattò del primo riconoscimento istituzionale del movimento di liberazione Lgbtqi+ in Italia. \nNe discuteranno insieme Beppe Ramina e Paolo Capuzzo. \n  \n  \nQui sotto alcuni articoli tratti da la cronaca locale di Bologna de l’Unità usciti a marzo\, giugno e dicembre del 1982. \n  \n\n  \n  \n 
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SUMMARY:Storia\, memoria e utopia dal Sessantotto al tempo presente
DESCRIPTION:Specialmente in Biblioteca presenta la 6a edizione del Festival della rete delle biblioteche specializzate di Bologna che quest’anno prende il titolo Attualità della memoria e che si terrà a Bologna dal 21 settembre al 24 novembre 2022.  \n\nA cosa serve la memoria? La sesta edizione del festival della rete delle biblioteche specializzate intende esplorare ed evidenziare le molteplici funzioni della memoria individuale e collettiva intrecciando diverse prospettive disciplinari: storica\, psicologica\, culturale\, pedagogica ma anche musicale\, documentaristica e teatrale\, attingendo alle specifiche competenze delle biblioteche partecipanti. Sullo stesso tema dell’attualità della memoria\, la Rete sta promuovendo alcuni gruppi di lettura presso le biblioteche partner. Tutti gli eventi sono ad ingresso libero. \nSpecialmente in Biblioteca è una rete di biblioteche specializzate di Bologna nata nel 2015\, che lavora ad azioni comuni di promozione culturale. Specializzate in diversi ambiti disciplinari e su diverse tematiche\, collaborano insieme per far conoscere e promuovere le proprie attività e le proprie risorse\, aprirsi anche ad un pubblico non specialistico e promuovere la divulgazione scientifica. Al momento alla rete partecipano 18 biblioteche (comunali\, d’ateneo\, regionali\, metropolitane e private)\, specializzate in diversi ambiti disciplinari e su diverse tematiche: storia\, politica\, religione\, educazione\, psicologia\, disabilità\, intercultura\, identità di genere\, musica\, cinema. \nLa Rete Specialmente in biblioteca aderisce al Patto per la lettura di Bologna. \nCon il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e di OpenGroup. \n\n  \n \n  \n  \n  \n  \n  \nL’incontro organizzato dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna è: \nStoria\, memoria e utopia dal Sessantotto al tempo presente\nGiovedì 29 settembre 2022 – ore 18.00 | Sala convegni Via Mentana 2 (Fondazione Barberini) \nIncontro con Marica Tolomelli\, Docente di Storia contemporanea\, Università di Bologna. \nL’intervento proporrà riflessioni in merito ad alcuni quesiti: in che modo la memoria trasmessa da generazioni che hanno vissuto esperienze di messa in discussione dell’ordine precostituito può influire sulla percezione del tempo presente? In che modo la storia recepisce e riflette cesure epocali nel configurare il tempo presente come un orizzonte di possibilità su cui è possibile intervenire per orientare il futuro? Può la consapevolezza storica nutrire l’utopia? \n  \nQui il programma completo del Festival \n  \n 
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SUMMARY:Una notte per Gramsci
DESCRIPTION:Venerdì 23 settembre 2022 dalle ore 18 alle 24 si terrà presso la Piazza Lucio Dalla l’evento UNA NOTTE PER GRAMSCI\, con la direzione artistica di Marco Baliani\, da un’idea di Ilenia Carrone e in collaborazione con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna Onlus. \nL’evento è fa parte della rassegna CULTURALMENTE per la memoria promossa dal Comune di Bologna Dipartimento Cultura in collaborazione con la Fondazione per l’Innovazione Urbana nell’ambito di Bologna Estate. Con anche la collaborazione di Cronopios e Festival DiMondi/Estragon. \n  \nCon le letture di \nAnna Amadori\, Andrea Argentieri\, Pietro Babina\, Marco Baliani\, Paola Berselli\, Alessandro Berti\, Maurizio Cardillo\, Micaela Casalboni\, Gabriele Duma\, Antonella Franceschini\, Gianluca Guidotti\, Maria Maglietta\, Francesca Mazza\, Ermelinda Nasuto\, Stefano Pasquini\, Laura Pizzirani\, Giulia Quadrelli\, Barbara Roganti\, Enrica Sangiovanni\, Vito \n  \nDisegno dal vivo \nFrancesca Ballarini\, Beatrice Bandiera\, Stefano Ricci\, Pietro Scarnera \n  \nMusiche dal vivo \nCristiano Arcelli (sax)\, Sara Calvanelli (fisarmonica)\, Stefano Senni (contrabbasso)\, Valeria Sturba (theremin)\, Gabriele Tai (violoncello)\, Emanuele Wiltsch Barberio (live electronics e voce)\, \n  \nLetture tratte da Lettere dal Carcere di Antonio Gramsci\, a cura di Francesco Giasi\, Einaudi\, I Millenni\, 2020 \n  \n  \nPer una notte strapperemo Antonio Gramsci dalla prigione dove il regime fascista per oltre dieci anni lo ha rinchiuso\, per una notte lo riporteremo tra di noi\, scorrendo le pagine delle sue Lettere dal carcere\, ascoltando i suoi pensieri\, l’umanità racchiusa in quelle parole. Vivremo con lui la terribilità della segregazione ma anche la forza della immaginazione con cui è riuscito\, per anni\, nonostante tutte le privazioni\, nonostante i dolori fisici\, le malattie\, l’estrema povertà del suo vivere\, a illuminare il suo carcere\, non solo il suo ma ogni carcere del mondo. \nPer una notte creeremo un appuntamento di comuni intenti\, senza ideologie\, senza bandiere o appartenenze\, tranne la ferma e certa ripugnanza per ogni agire che sia oppressivo di libertà e diritti. \nUna notte di festa\, di ascolto festoso di quelle sue parole\, così traboccanti di vita\, esuberanti di appartenenza al mondo\, per condividerle insieme. \nTrascorrere una notte in compagnia di Nino sarà come riconoscere un amico fraterno\, o un fratello\, un compagno di avventure\, capace di far uscire dal carcere voli di immaginazione pura\, o di intima affettuosità\, rendendoci presente un essere ancora vivente in carne e ossa e cuore e pulsioni\, che permetta di ritrovare anche in noi la forza per andare avanti\, nonostante tutte le fatiche che la vita ci chiede giornalmente\, per continuare a coltivare passioni e non solo accomodamenti\, per non cedere alla facile allettante dimora del disincanto o peggio\, del cinismo. \nMi chiederai tu\, morto disadorno\,\nd’abbandonare questa disperata\npassione per il mondo? \nCon le sue lettere Gramsci ha già risposto a questa domanda postuma di Pier Paolo Pasolini\, anche dentro quel carcere assassino\, anche lì\, fino all’ultimo\, ha testimoniato la sua passione. \nMarco Baliani \n \n 
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SUMMARY:Donne comuniste e rivoluzione globale. Identità di genere nel Partito comunista italiano | 1921-1991
DESCRIPTION:Torino 15-16 settembre / Roma 22-23 settembre 2022\n  \nIl convegno si propone di ricostruire le esperienze e i percorsi politici compiuti dalle donne comuniste dalla nascita del Partito comunista d’Italia nel 1921 e dal suo coinvolgimento nel movimento comunista internazionale sino allo scioglimento del Partito comunista italiano nel 1991 e al definitivo tramonto di un’utopia politica che ha segnato la vita di molte donne e di molti uomini nel Novecento. Ad essere illuminati saranno la storia e la memoria delle donne che attraverso quel partito hanno maturato forme di militanza e modelli di socialità che dal terreno locale si sono trasferite sul piano della politica nazionale e dei rapporti transnazionali\, passando attraverso la lotta al fascismo\, la guerra civile europea e la Resistenza nazionale sino alle battaglie anticoloniali del secondo dopoguerra. Si tratta di storie in cui dimensione individuale e collettiva spesso coincidono e dalle quali inoltre emerge il contributo dato dalle donne comuniste dopo il 1945 in Italia alla costruzione delle istituzioni democratiche e alla formazione di una società più giusta e più attenta ai diritti delle donne. \n  \nTORINO\nGiovedì 15 settembre 2022 |ore 14.30-19.00 \nPolo del ‘900 | Sala Conferenze | Corso Valdocco 4/A | in diretta streaming su: @FondazionePiemonteseGramsci e www.youtube.com/c/IstitutoGramsciTorino \n  \nFormazione politica e percorsi di militanza delle comuniste tra rivoluzione globale ed esperienze nazionali \n  \nSaluti istituzionali \nApertura dei lavori Livia Turco e Fiammetta Balestracci \nPresiede Marta Margotti \nRelazione introduttiva Anna Tonelli \n  \nPaolo Capuzzo\, Il gruppo dirigente femminile italiano nel movimento comunista internazionale (1921-1926) \nBarbara Berruti\, Le comuniste italiane nella «Grande Guerra Patriottica»: antifascismo e Resistenza \nAngela Lombardi\, Le comuniste nel movimento contadino meridionale per la Riforma agraria \nValentina Iacoponi\, Organizzare contadine\, diffondere emancipazione: l’Udi e l’Alleanza nazionale dei contadini \nClaudia Gatzka\, Le donne nel «partito nuovo» di Togliatti: ruoli\, generazioni\, conflitti \nTeresa Malice\, Il ceto femminile comunista dopo il 1968: generazioni a confronto \n  \n  \nVenerdì 16 settembre 2022 | ore 9.00-13.00 \nCampus Luigi Einaudi | Aula Magna | Lungo Dora Siena 100/A | in diretta streaming su: @FondazionePiemonteseGramsci e www.youtube.com/c/IstitutoGramsciTorino \n  \nLa questione femminile dall’emancipazionismo alla Carta delle donne \n  \nPresiede Marinella Belluati \nRelazione introduttiva Catia Papa \n  \nFrancesca Chiarotto\, Il dibattito delle origini tra pensiero emancipazionista\, Gramsci e il leninismo \nIrene Rossini\, Il mito della donna nuova nella politica culturale del Pci \nGiulia Bassi\, Questioni di genere nel linguaggio della leadership comunista \nEloisa Betti\, Diritto al lavoro ed emancipazione femminile nella strategia politica del Pci \nAlexander Höbel\, La questione femminile del Pci nei «dinamici» anni Sessanta \nValentina Casini\, La rivoluzione degli anni Settanta: dall’emancipazione alla liberazione delle donne \nStefano Mangullo\, Dalla bioetica alla “Carta delle donne” \n  \n  \nROMA\nGiovedì 22 settembre 2022 | ore 14.30-19.30 \nPalazzo Valentini | Sala “Mons. Luigi Di Liegro” | Via IV Novembre 119/a | in diretta streaming su: @fondazionegramsci e www.fondazionegramsci.org \n  \nIl contributo delle donne alla costruzione del comunismo italiano \nSaluti istituzionali \nPresiede Alessandra Gissi \nRelazione introduttiva Fiamma Lussana \n  \nAndrea Guiso\, Pacifismo\, terzomondismo e «policentrismo» nella politica delle comuniste italiane \nValentine Lomellini\, Il 1968 e il dissenso delle comuniste italiane \nFrancesca Russo\, Nilde Iotti: dalla Sezione Femminile Centrale a Presidente della Camera dei deputati \nStephen Gundle\, La Commissione Cultura ai tempi di Rossana Rossanda \nVictor Strazzeri\, Genere\, “terza via” e risonanza internazionale: le donne come soggetto della “svolta” di Berlinguer \nPaola Stelliferi\, Le comuniste e l’aborto \nMaud Bracke\, La crisi del comunismo: le ragioni del declino da un’altra prospettiva \n  \n  \nVenerdì 23 settembre 2022 | ore 9.00-13.00 \nPalazzo Valentini | Sala “Mons. Luigi Di Liegro” | Via IV Novembre 119/a | in diretta streaming su: @fondazionegramsci e www.fondazionegramsci.org \n  \nLe comuniste nelle istituzioni repubblicane e al governo delle città \n  \nPresiede Paolo Soddu \nRelazione introduttiva Maurizio Ridolfi \n  \nMichela Ponzani\, Le comuniste al governo delle città (1945-1948) \nFiammetta Balestracci\, Il grande balzo: le comuniste in Parlamento nei lunghi anni Settanta \nElda Guerra\, Tra movimenti delle donne\, tradizione di governo e innovazione istituzionale: Bologna e l’Emilia-Romagna negli anni Settanta e Ottanta \nNica La Banca\, Protagoniste\, politiche e nuovi spazi di confronto. La “giunta rossa” a Napoli \nMariateresa Silvestrini\, Lavoro\, welfare e pari opportunità. Le politiche delle donne del Pci dopo il Sessantotto \n  \nConclusioni \n  \n  \n  \nComitato scientifico: \nFiammetta Balestracci\, Marinella Belluati\, Barbara Berruti\, Giovanni Gozzini\, Fiamma Lussana\, Teresa Malice\, Marta Margotti\, Paolo Soddu\, Gregorio Sorgonà\, Carlo Spagnolo\, Anna Tonelli\, Livia Turco \n  \n  \nIl programma è suscettibile di variazioni. \n  \n  \nINFORMAZIONI \nsegreteria@gramscitorino.it | www.gramscitorino.it \ninfo@fondazionegramsci.org | www.fondazionegramsci.org \n\n\n 
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SUMMARY:Donne comuniste e rivoluzione globale. Identità di genere nel Partito comunista italiano | 1921-1991
DESCRIPTION:Torino 15-16 settembre / Roma 22-23 settembre 2022\n  \nIl convegno si propone di ricostruire le esperienze e i percorsi politici compiuti dalle donne comuniste dalla nascita del Partito comunista d’Italia nel 1921 e dal suo coinvolgimento nel movimento comunista internazionale sino allo scioglimento del Partito comunista italiano nel 1991 e al definitivo tramonto di un’utopia politica che ha segnato la vita di molte donne e di molti uomini nel Novecento. Ad essere illuminati saranno la storia e la memoria delle donne che attraverso quel partito hanno maturato forme di militanza e modelli di socialità che dal terreno locale si sono trasferite sul piano della politica nazionale e dei rapporti transnazionali\, passando attraverso la lotta al fascismo\, la guerra civile europea e la Resistenza nazionale sino alle battaglie anticoloniali del secondo dopoguerra. Si tratta di storie in cui dimensione individuale e collettiva spesso coincidono e dalle quali inoltre emerge il contributo dato dalle donne comuniste dopo il 1945 in Italia alla costruzione delle istituzioni democratiche e alla formazione di una società più giusta e più attenta ai diritti delle donne. \n  \nTORINO\nGiovedì 15 settembre 2022 |ore 14.30-19.00 \nPolo del ‘900 | Sala Conferenze | Corso Valdocco 4/A | in diretta streaming su: @FondazionePiemonteseGramsci e www.youtube.com/c/IstitutoGramsciTorino \n  \nFormazione politica e percorsi di militanza delle comuniste tra rivoluzione globale ed esperienze nazionali \n  \nSaluti istituzionali \nApertura dei lavori Livia Turco e Fiammetta Balestracci \nPresiede Marta Margotti \nRelazione introduttiva Anna Tonelli \n  \nPaolo Capuzzo\, Il gruppo dirigente femminile italiano nel movimento comunista internazionale (1921-1926) \nBarbara Berruti\, Le comuniste italiane nella «Grande Guerra Patriottica»: antifascismo e Resistenza \nAngela Lombardi\, Le comuniste nel movimento contadino meridionale per la Riforma agraria \nValentina Iacoponi\, Organizzare contadine\, diffondere emancipazione: l’Udi e l’Alleanza nazionale dei contadini \nClaudia Gatzka\, Le donne nel «partito nuovo» di Togliatti: ruoli\, generazioni\, conflitti \nTeresa Malice\, Il ceto femminile comunista dopo il 1968: generazioni a confronto \n  \n  \nVenerdì 16 settembre 2022 | ore 9.00-13.00 \nCampus Luigi Einaudi | Aula Magna | Lungo Dora Siena 100/A | in diretta streaming su: @FondazionePiemonteseGramsci e www.youtube.com/c/IstitutoGramsciTorino \n  \nLa questione femminile dall’emancipazionismo alla Carta delle donne \n  \nPresiede Marinella Belluati \nRelazione introduttiva Catia Papa \n  \nFrancesca Chiarotto\, Il dibattito delle origini tra pensiero emancipazionista\, Gramsci e il leninismo \nIrene Rossini\, Il mito della donna nuova nella politica culturale del Pci \nGiulia Bassi\, Questioni di genere nel linguaggio della leadership comunista \nEloisa Betti\, Diritto al lavoro ed emancipazione femminile nella strategia politica del Pci \nAlexander Höbel\, La questione femminile del Pci nei «dinamici» anni Sessanta \nValentina Casini\, La rivoluzione degli anni Settanta: dall’emancipazione alla liberazione delle donne \nStefano Mangullo\, Dalla bioetica alla “Carta delle donne” \n  \n  \nROMA\nGiovedì 22 settembre 2022 | ore 14.30-19.30 \nPalazzo Valentini | Sala “Mons. Luigi Di Liegro” | Via IV Novembre 119/a | in diretta streaming su: @fondazionegramsci e www.fondazionegramsci.org \n  \nIl contributo delle donne alla costruzione del comunismo italiano \nSaluti istituzionali \nPresiede Alessandra Gissi \nRelazione introduttiva Fiamma Lussana \n  \nAndrea Guiso\, Pacifismo\, terzomondismo e «policentrismo» nella politica delle comuniste italiane \nValentine Lomellini\, Il 1968 e il dissenso delle comuniste italiane \nFrancesca Russo\, Nilde Iotti: dalla Sezione Femminile Centrale a Presidente della Camera dei deputati \nStephen Gundle\, La Commissione Cultura ai tempi di Rossana Rossanda \nVictor Strazzeri\, Genere\, “terza via” e risonanza internazionale: le donne come soggetto della “svolta” di Berlinguer \nPaola Stelliferi\, Le comuniste e l’aborto \nMaud Bracke\, La crisi del comunismo: le ragioni del declino da un’altra prospettiva \n  \n  \nVenerdì 23 settembre 2022 | ore 9.00-13.00 \nPalazzo Valentini | Sala “Mons. Luigi Di Liegro” | Via IV Novembre 119/a | in diretta streaming su: @fondazionegramsci e www.fondazionegramsci.org \n  \nLe comuniste nelle istituzioni repubblicane e al governo delle città \n  \nPresiede Paolo Soddu \nRelazione introduttiva Maurizio Ridolfi \n  \nMichela Ponzani\, Le comuniste al governo delle città (1945-1948) \nFiammetta Balestracci\, Il grande balzo: le comuniste in Parlamento nei lunghi anni Settanta \nElda Guerra\, Tra movimenti delle donne\, tradizione di governo e innovazione istituzionale: Bologna e l’Emilia-Romagna negli anni Settanta e Ottanta \nNica La Banca\, Protagoniste\, politiche e nuovi spazi di confronto. La “giunta rossa” a Napoli \nMariateresa Silvestrini\, Lavoro\, welfare e pari opportunità. Le politiche delle donne del Pci dopo il Sessantotto \n  \nConclusioni \n  \n  \n  \nComitato scientifico: \nFiammetta Balestracci\, Marinella Belluati\, Barbara Berruti\, Giovanni Gozzini\, Fiamma Lussana\, Teresa Malice\, Marta Margotti\, Paolo Soddu\, Gregorio Sorgonà\, Carlo Spagnolo\, Anna Tonelli\, Livia Turco \n  \n  \nIl programma è suscettibile di variazioni. \n  \n  \nINFORMAZIONI \nsegreteria@gramscitorino.it | www.gramscitorino.it \ninfo@fondazionegramsci.org | www.fondazionegramsci.org \n\n\n 
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SUMMARY:Narrare la mafia. Problemi di storia\, questioni di memoria
DESCRIPTION:In occasione del trentennale delle uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e del quarantennale di quella di Pio La Torre\, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Libera promuovono il dialogo Narrare la mafia. Problemi di storia\, questioni di memoria nel quale verranno indagati\, con prospettiva interdisciplinare\, i processi culturali\, con particolare attenzione a quelli storiografici e memorialistici\, che intessono la narrazione del fenomeno mafioso e la costruzione di una coscienza critica condivisa della legalità. \nL’incontro si terrà lunedì 11 luglio 2022 alle ore 18.30 presso Villa Celestina – Bene confiscato alla mafia (Via Giovanni Boccaccio\, 1 Bologna) \n  \nIntervengono \n\nTommaso Baris | storico\, Università di Palermo \nEnzo Bevar | Cinemovel Foundation\, Festival Libero Cinema in Libera Terra \nLoredana Bianconi | regista cinematografica \nSalvatore Celentano | responsabile dell’organizzazione Libera Bologna \n\n  \nModera \nMatteo Cavalleri | Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n\n 
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SUMMARY:DENISE FERREIRA DA SILVA | Summer school in Global Studies and Critical Theory 2022
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con l’Academy of Global Humanities and Critical Theory promuove ogni anno un calendario di eventi pubblici all’interno della Summer school in Global Studies and Critical Theory\, un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia e che si tiene ogni estate a Bologna. \nLa Fondazione collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nIl titolo dell’edizione 2022 è THE SEA  e si terrà a Bologna dal 27 giugno all’8 luglio 2022 \nIl mare ha giocato un ruolo potente nella costituzione stessa della modernità globale. Molteplici vettori di espansione coloniale e di trasporto forzato di manodopera hanno striato gli oceani fin dalla conquista delle Americhe e dal Medio Passaggio. Gli imperi sono stati costruiti in mare\, con profonde implicazioni per la costruzione dello stato sulla terraferma. Per molti aspetti\, il capitalismo globale è un fenomeno marittimo. Allo stesso tempo\, gli oceani sono stati fin dall’inizio della modernità spazi politici contestati\, dove i movimenti e le lotte di quelli che C.L.R. James ha chiamato marinai\, rinnegati e naufraghi hanno alimentato forme specifiche di radicalismo marittimo e politiche diasporiche. \nOggi\, il mare continua ad essere il palcoscenico di drammatici conflitti e tensioni. Questo è evidente se si pensa\, per esempio\, al rafforzamento letale delle frontiere marittime per affrontare le migrazioni in luoghi come il Mediterraneo o la Baia del Bengala\, alle trivellazioni e alle estrazioni in acque profonde\, al confronto militare nel Mar Cinese Meridionale\, alla logistica marittima di fronte alle interruzioni delle catene di approvvigionamento nella congiuntura pandemica\, o all’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico. Come possiamo dare un senso a sviluppi così complessi? Come possiamo rappresentarli dal punto di vista della teoria critica? E c’è qualcosa da imparare dallo studio delle questioni marittime che è valido anche oltre il mare nell’attuale situazione globale? \nTutte queste domande e argomenti sono in primo piano nell’edizione 2022 della scuola estiva\, che mira a combinare una molteplicità di sguardi diversi sul mare per cogliere un insieme di sviluppi e conflitti che sono caratteristiche della nostra epoca. \nIl calendario di eventi pubblici è rivolto non solo alle studentesse e studenti della Summer School ma all’intera cittadinanza. \nL’evento si terrà IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sul Canale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \n  \nMercoledì 6 luglio 2022 – ore 19.00\nSala Tassinari (Piazza Maggiore\,6 – Bologna)\nDENISE FERREIRA DA SILVA  \nNegative Accumulation: The Racial Event or That Wich Happens Without Time \n\n\nL’accumulazione negativa mette in primo piano l’assoggettamento razziale e coloniale nel considerare l’architettura politica del presente globale. Il concetto racchiude due domande: come spiegare che coloro che non hanno nulla sono stati incolpati per le perdite finanziarie di coloro che hanno cercato di trarre profitto dalla loro (precedente) mancanza di beni\, che le persone di colore e i migranti sono stati incolpati per la crisi economica globale del 2007-2008? Come spiegare che l’ennesima crisi globale\, la pandemia COVID-19\, colpisce ancora una volta in modo sproporzionato i neri\, gli indigeni e alcuni migranti e i collettivi delle postcolonie europee\, che hanno un numero sproporzionato di infezioni\, di casi di malattia grave e di decessi a causa della COVID-19? Questa presentazione elabora queste domande considerando l’accumulo sia come (a) ciò che è valutato come negativo (cattivo\, pernicioso\, ecc.) sia (b) come valori negativi. Considera l’accumulazione come una generazione continua di eccesso (surplus) e perdita (surminus)\, privilegiando ciò che è stato espropriato ed estratto con violenza totale.) Attraverso questa esplicitazione dell’accumulazione\, l’esposizione dell’indifferenza tra eccesso e perdita consente un resoconto del capitale che coglie il modo in cui il coloniale e il razziale funzionano nell’architettura politica del presente globale. \nDenise Ferreira da Silva è accademica e artista praticante. È autrice di Toward a Global Idea of Race (University of Minnesota Press\, 2007)\, A Dívida Impagavel (Oficina da Imaginaçāo Política e Living Commons\, 2019)\, Unpayable Debt (Stenberg/MIT Press\, 2021) e coeditrice (con Paula Chakravartty) di Race\, Empire\, and the Crisis of the Subprime (Johns Hopkins University Press\, 2013). I suoi numerosi articoli sono stati pubblicati su importanti riviste interdisciplinari\, come Social Text\, Theory\, Culture & Society\, PhiloSOPHIA\, Griffith Law Review\, Theory & Event\, The Black Scholar\, per citarne alcune. Tra i suoi lavori artistici figurano i film Serpent Rain (2016)\, 4Waters-Deep Implicancy (2018)\, Soot Breath/Corpus Infinitum (2020)\, in collaborazione con Arjuna Neuman; e le pratiche di arte relazionale Poethical Readings e Sensing Salon\, in collaborazione con Valentina Desideri. Ha esposto e tenuto conferenze in importanti luoghi d’arte\, come il Centro Pompidou (Parigi)\, la Whitechapel Gallery (Londra)\, il MASP (Sāo Paulo)\, il Guggenheim (New York) e il MoMa (New York). Ha scritto anche per pubblicazioni di importanti eventi artistici (Biennale di Liverpool\, 2017; Biennale di San Paolo\, 2016\, Biennale di Venezia\, 2017 e Documenta 14) e ha pubblicato saggi e interviste in riviste d’arte come Canadian Art\, Texte Zur Kunst e E-Flux. \n\n  \n \n  \nTutto il programma qui: http://www.iger.org/2022/06/13/the-sea-summer-school-in-global-studies-and-critical-theory-2022/ \n 
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SUMMARY:CHARLES HELLER and LORENZO PEZZANI | Summer school in Global Studies and Critical Theory 2022
DESCRIPTION:  \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con l’Academy of Global Humanities and Critical Theory promuove ogni anno un calendario di eventi pubblici all’interno della Summer school in Global Studies and Critical Theory\, un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia e che si tiene ogni estate a Bologna. \nLa Fondazione collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nIl titolo dell’edizione 2022 è THE SEA  e si terrà a Bologna dal 27 giugno all’8 luglio 2022 \nIl mare ha giocato un ruolo potente nella costituzione stessa della modernità globale. Molteplici vettori di espansione coloniale e di trasporto forzato di manodopera hanno striato gli oceani fin dalla conquista delle Americhe e dal Medio Passaggio. Gli imperi sono stati costruiti in mare\, con profonde implicazioni per la costruzione dello stato sulla terraferma. Per molti aspetti\, il capitalismo globale è un fenomeno marittimo. Allo stesso tempo\, gli oceani sono stati fin dall’inizio della modernità spazi politici contestati\, dove i movimenti e le lotte di quelli che C.L.R. James ha chiamato marinai\, rinnegati e naufraghi hanno alimentato forme specifiche di radicalismo marittimo e politiche diasporiche. \nOggi\, il mare continua ad essere il palcoscenico di drammatici conflitti e tensioni. Questo è evidente se si pensa\, per esempio\, al rafforzamento letale delle frontiere marittime per affrontare le migrazioni in luoghi come il Mediterraneo o la Baia del Bengala\, alle trivellazioni e alle estrazioni in acque profonde\, al confronto militare nel Mar Cinese Meridionale\, alla logistica marittima di fronte alle interruzioni delle catene di approvvigionamento nella congiuntura pandemica\, o all’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico. Come possiamo dare un senso a sviluppi così complessi? Come possiamo rappresentarli dal punto di vista della teoria critica? E c’è qualcosa da imparare dallo studio delle questioni marittime che è valido anche oltre il mare nell’attuale situazione globale? \nTutte queste domande e argomenti sono in primo piano nell’edizione 2022 della scuola estiva\, che mira a combinare una molteplicità di sguardi diversi sul mare per cogliere un insieme di sviluppi e conflitti che sono caratteristiche della nostra epoca. \nIl calendario di eventi pubblici è rivolto non solo alle studentesse e studenti della Summer School ma all’intera cittadinanza. \nL’evento si terrà IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sul Canale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \n  \nLunedì 4 luglio 2022 – ore 19.00\nSala Tassinari (Piazza Maggiore\,6 – Bologna)\nForensic Oceanography: Tracing and Contesting Violence Across the Mediterranean Frontier\nwith CHARLES HELLER and LORENZO PEZZANI\nChair SANDRO MEZZADRA \n  \n  \n \n  \n  \n\n  \n  \nTutto il programma qui: http://www.iger.org/2022/06/13/the-sea-summer-school-in-global-studies-and-critical-theory-2022/ \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:INTO THE BLACK BOX | Summer school in Global Studies and Critical Theory 2022
DESCRIPTION:  \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con l’Academy of Global Humanities and Critical Theory promuove ogni anno un calendario di eventi pubblici all’interno della Summer school in Global Studies and Critical Theory\, un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia e che si tiene ogni estate a Bologna. \nLa Fondazione collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nIl titolo dell’edizione 2022 è THE SEA  e si terrà a Bologna dal 27 giugno all’8 luglio 2022 \nIl mare ha giocato un ruolo potente nella costituzione stessa della modernità globale. Molteplici vettori di espansione coloniale e di trasporto forzato di manodopera hanno striato gli oceani fin dalla conquista delle Americhe e dal Medio Passaggio. Gli imperi sono stati costruiti in mare\, con profonde implicazioni per la costruzione dello stato sulla terraferma. Per molti aspetti\, il capitalismo globale è un fenomeno marittimo. Allo stesso tempo\, gli oceani sono stati fin dall’inizio della modernità spazi politici contestati\, dove i movimenti e le lotte di quelli che C.L.R. James ha chiamato marinai\, rinnegati e naufraghi hanno alimentato forme specifiche di radicalismo marittimo e politiche diasporiche. \nOggi\, il mare continua ad essere il palcoscenico di drammatici conflitti e tensioni. Questo è evidente se si pensa\, per esempio\, al rafforzamento letale delle frontiere marittime per affrontare le migrazioni in luoghi come il Mediterraneo o la Baia del Bengala\, alle trivellazioni e alle estrazioni in acque profonde\, al confronto militare nel Mar Cinese Meridionale\, alla logistica marittima di fronte alle interruzioni delle catene di approvvigionamento nella congiuntura pandemica\, o all’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico. Come possiamo dare un senso a sviluppi così complessi? Come possiamo rappresentarli dal punto di vista della teoria critica? E c’è qualcosa da imparare dallo studio delle questioni marittime che è valido anche oltre il mare nell’attuale situazione globale? \nTutte queste domande e argomenti sono in primo piano nell’edizione 2022 della scuola estiva\, che mira a combinare una molteplicità di sguardi diversi sul mare per cogliere un insieme di sviluppi e conflitti che sono caratteristiche della nostra epoca. \nIl calendario di eventi pubblici è rivolto non solo alle studentesse e studenti della Summer School ma all’intera cittadinanza. \nL’evento si terrà IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sul Canale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \n\n  \n\nVenerdì 1 luglio 2022 – ore 19.00\nSala Tassinari (Piazza Maggiore\,6 – Bologna) \nThe Forgotten Spaces of Globalization. A Tribute to Allan Sekula \nInaugurazione dell’installazione: \ncon:\nCollettivo Into the Black Box\, Martina Angelotti e Massimiliano Mollona\n \n  \n  \nRecentemente la globalizzazione è diventata un tema di grande attualità nel dibattito pubblico. L’interruzione delle catene di distribuzione durante e dopo la diffusione della pandemia ci ha ricordato che l’abbondanza di beni non è una condizione metafisica\, ma la conseguenza di infrastrutture materiali e flussi di merci\, oltre che del lavoro umano. Il rapido e progressivo riorientamento del mercato che sembra inevitabile dopo la guerra in Ucraina testimonia sia l’interdipendenza economica globale sia la fragilità delle promesse di crescita. Questi processi rappresentano\, più in generale\, la fine della globalizzazione? \nQualsiasi risposta ben argomentata a questa domanda deve prima chiarire cosa intendiamo con questo concetto. In questo senso\, il lavoro ultraventennale di Allan Sekula (1951-2013) rappresenta un incredibile archivio visuale e testuale sui vettori e sui processi che hanno dato forma alla globalizzazione così come la conoscevamo. Sfidando la narrazione di un capitale immateriale\, Sekula ha indagato gli spazi dimenticati – il mare – e i corpi invisibili – i lavoratori – che ogni giorno assicurano le operazioni del capitale. Combinando la fotografia con il video-making e la scrittura\, Sekula ha esplorato i processi di territorializzazione e de-territorializzazione che l’avvento del container ha accelerato tra gli anni ’80 e il nuovo secolo\, i quali hanno costituito la coda della cosiddetta seconda ondata della globalizzazione. Ci accompagna alla scoperta dei paesaggi spettrali degli impianti deindustrializzati in Occidente\, dei porti e degli scali invasi dalle merci\, delle navi cargo che solcano gli oceani\, della formazione di una nuova classe operaia in Asia\, della crisi familiare dei colletti blu americani. \nIn occasione di questa mostra-tributo\, abbiamo selezionato tre opere che riassumono al meglio le caratteristiche principali della sua produzione artistica. \n  \n \nFish Story è probabilmente il libro più famoso e influente edito da Sekula. Il volume – che raccoglie 105 fotografie a colori e 26 schede in bianco e nero suddivise in 7 capitoli – è il risultato di un viaggio globale: partito da Los Angeles\, l’artista ha viaggiato dalla costa orientale degli Stati Uniti fino alle sponde dell’Europa e dell’Asia. Il suo approccio alla macchina fotografica incarna una prospettiva improntata al “realismo critico” che sfida il disincanto degli anni ’80 a favore di una dimensione sociale della fotografia e del documentario “abbracciando un’ibridazione di materiali\, giocando con la relazione tra la messa in scena e l’evento quotidiano\, comprendendo persino che l’evento quotidiano incarnava un elemento di finzione o di teatro”. In questo senso\, Sekula ritrae la vita ordinaria dei marinai\, i paesaggi post-industriali e i blocchi di container in quanto maschere drammaturgiche di forze e contraddizioni più ampie. \n  \n  \n  \nDismal Science e Walking on Water sono due diverse sequenze (parte del progetto Fish Story ma non incluse nel volume pubblicato) composte da 80 diapositive ciascuna. C’è un leggero ma significativo slittamento della forma espressiva: Sekula introduce l’elemento del movimento nella sua indagine visuale in quanto queste immagini cinematiche o film smontati corrispondono al tentativo di spacchettare le operazioni del capitale e di mostrarne la connessione. \n  \n  \n  \n  \n  \n \nThe Forgotten Space\, parzialmente ispirato dal precedente Fish Story\, costituisce il culmine dell’indagine di Sekula sulle dimensioni materiali della globalizzazione. Il video\, della durata di 112 minuti\, sceneggiato e diretto insieme a Noël Burch\, è un film-saggio che supera la presunta oggettività del documentario\, combinando un insieme di elementi stilistici contrastanti – filmati d’archivio\, interviste\, voce narrante. È stato insignito del Premio Speciale della Giuria nel Concorso Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia 2010. Ancora una volta lo spazio dimenticato che Sekula e Burch hanno reso visibile è il mare dove ogni giorno le navi da carico – filmate nei porti di Bilbao\, Rotterdam\, Los Angeles e Hong Kong – fungono da rete marittima che collega tutto il mondo attraverso la logistica. \n  \n  \n  \n  \nPiù in generale\, le opere di Sekula non miravano solo a scattare una fotografia delle dinamiche invisibili del capitalismo neoliberale contemporaneo\, ma fungevano da inviti all’azione. Come collocarci in questi flussi? In questo senso\, questa mostra non è un omaggio nel senso di una celebrazione del passato\, piuttosto aspira a essere un recupero dell’analisi di Sekula per affrontare le sfide che i processi di globalizzazione ci pongono oggi. \n  \nOrari dell’installazione: 1-4-6-8 Luglio 2022\, ore 19:00-21:00 \n  \n \n  \n  \n  \n\n  \n  \n  \nTutto il programma qui: http://www.iger.org/2022/06/13/the-sea-summer-school-in-global-studies-and-critical-theory-2022/ \n  \n 
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SUMMARY:MARCUS REDIKER | Summer school in Global Studies and Critical Theory 2022
DESCRIPTION:  \nLa Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con l’Academy of Global Humanities and Critical Theory promuove ogni anno un calendario di eventi pubblici all’interno della Summer school in Global Studies and Critical Theory\, un programma estivo promosso dalla Duke University\, dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’University of Virginia e che si tiene ogni estate a Bologna. \nLa Fondazione collabora all’organizzazione degli incontri aperti a tutta la città\, che affiancano il percorso didattico. \nIl titolo dell’edizione 2022 è THE SEA  e si terrà a Bologna dal 27 giugno all’8 luglio 2022 \nIl mare ha giocato un ruolo potente nella costituzione stessa della modernità globale. Molteplici vettori di espansione coloniale e di trasporto forzato di manodopera hanno striato gli oceani fin dalla conquista delle Americhe e dal Medio Passaggio. Gli imperi sono stati costruiti in mare\, con profonde implicazioni per la costruzione dello stato sulla terraferma. Per molti aspetti\, il capitalismo globale è un fenomeno marittimo. Allo stesso tempo\, gli oceani sono stati fin dall’inizio della modernità spazi politici contestati\, dove i movimenti e le lotte di quelli che C.L.R. James ha chiamato marinai\, rinnegati e naufraghi hanno alimentato forme specifiche di radicalismo marittimo e politiche diasporiche. \nOggi\, il mare continua ad essere il palcoscenico di drammatici conflitti e tensioni. Questo è evidente se si pensa\, per esempio\, al rafforzamento letale delle frontiere marittime per affrontare le migrazioni in luoghi come il Mediterraneo o la Baia del Bengala\, alle trivellazioni e alle estrazioni in acque profonde\, al confronto militare nel Mar Cinese Meridionale\, alla logistica marittima di fronte alle interruzioni delle catene di approvvigionamento nella congiuntura pandemica\, o all’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico. Come possiamo dare un senso a sviluppi così complessi? Come possiamo rappresentarli dal punto di vista della teoria critica? E c’è qualcosa da imparare dallo studio delle questioni marittime che è valido anche oltre il mare nell’attuale situazione globale? \nTutte queste domande e argomenti sono in primo piano nell’edizione 2022 della scuola estiva\, che mira a combinare una molteplicità di sguardi diversi sul mare per cogliere un insieme di sviluppi e conflitti che sono caratteristiche della nostra epoca. \nIl calendario di eventi pubblici è rivolto non solo alle studentesse e studenti della Summer School ma all’intera cittadinanza. \nL’evento si terrà IN PRESENZA\, su ZOOM per seguire la traduzione simultanea e in diretta sul Canale youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. \nLunedì 27 giugno 2022 – ore 19.00\nAuditorium Biagi Biblioteca Salaborsa\, (Piazza Maggiore\,3 – Bologna)\nWelcome and presentation of the 2022 edition: SANDRO MEZZADRA\nMARCUS REDIKER (in collegamento) \nAgainst Terracentrism: Oceans as Sites of Struggle and History-Making \n  \nQuesta conferenza esplorerà il pregiudizio persistente e in gran parte inconsapevole del pensiero moderno\, secondo il quale si presume che tutti gli spazi reali e materiali siano terrestri e di solito nazionali. Si sostiene che i processi storici mondiali\, come la formazione delle classi e delle razze\, si sono svolti in mare e che le lotte marittime dal basso\, passate e presenti\, hanno plasmato il corso della storia. La conferenza introdurrà anche un nuovo progetto che l’autore sta portando avanti con Nandita Sharma\, “Hydra Rising!”\, sul lavoratore migrante e la sua sfida al potere erculeo del capitalismo globale contemporaneo. \nMarcus Rediker è professore emerito di storia atlantica all’Università di Pittsburgh. Le sue “storie dal basso” hanno vinto numerosi premi\, tra cui il George Washington Book Prize\, e sono state tradotte in diciassette lingue in tutto il mondo. È autore di The Slave Ship: A Human History (2007) e The Amistad Rebellion: An Atlantic Odyssey of Slavery and Freedom (2012)\, da cui è stato tratto il premiato film documentario Ghosts of Amistad\, diretto da Tony Buba. Attualmente lavora come curatore ospite alla JMW Turner Gallery della Tate Britain e sta scrivendo un libro sulla fuga dalla schiavitù via mare nell’America antica. \n  \n \n  \n\n  \n  \n  \nTutto il programma qui: http://www.iger.org/2022/06/13/the-sea-summer-school-in-global-studies-and-critical-theory-2022/
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SUMMARY:"Marxisant" Pasolini dentro e fuori dal Pci
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna invita all’incontro Marxisant. Pasolini dentro e fuori dal Pci in porgramma per venerdì 24 giugno 2022 alle ore 18.00 presso il Chiostro del Teatro Arena del Sole  (Via Indipendenza\, 44 – Bologna).  \nIn occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (1922 –1975) un incontro che desidera riflettere sul suo rapporto con il Partito comunista italiano attraverso le vicende della sua vita\, i suoi scritti e le sue opere artistiche. \n  \nIntrevengono: \nMarco Antonio Bazzocchi | Università di Bologna \nPaolo Desogus | Université Paris-Sorbonne \nAnna Tonelli | Università di Urbino \n  \n \n  \n  \n\n 
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SUMMARY:Attualità della memoria. Un gruppo di lettura itinerante nelle biblioteche della rete.
DESCRIPTION:La Rete Specialmente in Biblioteca propone un gruppo di lettura aperto e itinerante\, con un percorso che attraversa le biblioteche specializzate di Bologna. Gli incontri avranno cadenza mensile tra gennaio e giugno 2022\, ogni volta in una biblioteca differente. \nIl tema individuato è quello della attualità della memoria e le proposte bibliografiche selezionate da ogni biblioteca\, tappa dei sei incontri del gruppo di lettura\, sono centrate su biografie\, autobiografie\, storie di vita ma anche saggistica attinente a questo filo conduttore. \nNel gruppo di lettura\, aperto a 25 partecipanti\, sarà possibile confrontarsi\, scambiare opinioni\, arricchirsi anche grazie a letture molto varie fra loro perché proposte dalle biblioteche in linea con la propria caratterizzazione disciplinare.\nL’adesione al gruppo di lettura itinerante è libera e permette ad ognuno di scegliere secondo i propri interessi e motivazioni\, iscrivendosi singolarmente alle sei tappe del percorso. \n  \nL’appuntamento che ospiterà la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna si terrà martedì 14 giugno 2022 alle ore 18.00 presso la Sala Studio della biblioteca (Via Mentana\, 2) \nLa lettura proposta è:\n  \n \n  \nUn tempo senza storia. La distruzione del passato di Adriano Prosperi (Einaudi\, 2021) \n«Si moltiplicano i segnali d’allarme sulla perdita di memoria collettiva e di ignoranza della nostra storia. Nella realtà italiana di oggi c’è un passato che sembra dimenticato. E il peso dell’oblio è qui forse più forte che altrove. Ma che cosa significa liberarsi dal peso del passato? Questo libro è\, al medesimo tempo\, un’apologia della storia e uno sguardo preoccupato sulla società dell’oblio in cui viviamo. Una società dove la storia\, come disciplina\, è vituperata e marginalizzata. E dove dimenticare il passato è un fenomeno connesso alla scomparsa del futuro nella prospettiva delle nuove generazioni\, mentre le rinascenti mitologie nazistoidi si legano all’odio nei confronti di chi viene “da fuori”. E tuttavia l’offuscarsi della coscienza e della conoscenza storica sembra passare quasi inavvertito. Per cercare di capire come siamo arrivati a questo punto\, e per superare questa indifferenza sul tema\, Adriano Prosperi propone qui una riflessione sul ruolo della memoria e della storia nella nostra tradizione.» \nCerca il libro in biblioteca \n  \nPer iscriversi al gruppo di lettura mandare una mail a biblioteca@iger.org  \n  \n  \n  \nPiù info sul ciclo di incontri qui \n  \n 
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SUMMARY:Lettere dal carcere di Antonio Gramsci con letture di Marco Baliani
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna nell’ambito della rassegna Le Voci dei libri organizzata dal Comune di Bologna\, Bologna Biblioteche\, Biblioteca Salaborsa e Coop Alleanza 3.0 in collaborazione con Librerie.coop\, invita alla presentazione del volume Lettere dal carcere di Antonio Gramsci a cura di Francesco Giasi (Einaudi\, 2020) in programma per venerdì 27 maggio 2022 alle ore 18.00 presso la Piazza coperta di Sala Borsa (Piazza Nettuno\, 3 – Bologna). \nGli incontri all’interno di Biblioteca Salaborsa sono trasmessi anche in diretta streaming sul canale youtube di Bologna Biblioteche \n  \nIntroduce: \nElena Di Gioia | Delegata del Sindaco alla Cultura di Bologna e Città Metropolitana \n  \nCon gli interventi di: \n Paolo Capuzzo | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nFrancesco Giasi | Direttore Fondazione Gramsci Roma \n  \nCon letture di Marco Baliani \n  \n  \n  \nLettere dal carcere è un libro unico e postumo. La sua storia\, come spiega Francesco Giasi nell’introduzione\, inizia il giorno dopo la morte del suo autore\, avvenuta a Roma il 27 aprile 1937. La prima edizione contava 218 lettere. Qui sono 511\, di cui 12 inedite. È la storia personalissima di un pensiero conteso fra logiche di apparato\, libertà di visione\, dolore e tenacia di impegno. In tutte le sue edizioni\, per merito dei o nonostante i suoi curatori\, Lettere dal carcere è sempre apparso al suo lettore non come un libro-archivio\, ma come un’opera compiuta e autonoma\, perché autoritratto di un pensiero vivente nel suo divenire\, nel suo dispiegarsi\, ma anche nella sua novità radicale. \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n \n  \n 
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SUMMARY:Lezione Gramsciana 2022 con Lea Ypi
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna è lieta di presentare la 16a edizione della Lezione Gramsciana che si terrà mercoledì 25 maggio 2022 e che vedrà la partecipazione della Professoressa Lea Ypi della London School of Economics and Political Science. \n  \nLezione gramsciana 2022 con Lea Ypi\nMercoledì 25 maggio 2022 ore 17.00 \nSala Convegni Via Mentana 2 (Fondazione Barberini) e Online su ZOOM \n  \nPartiti politici e polarizzazione sociale\nSaluto di Paolo Capuzzo | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nIntroduce Nadia Urbinati | Columbia University \nLezione di Lea Ypi | London School of Economics and Political Science \n  \n \n  \nCon il nome di Lezione gramsciana dal 2006 la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna promuove\, con la supervisione scientifica di Nadia Urbinati\, una lezione annuale\, aperta al pubblico\, dedicata ad Antonio Gramsci o a temi che fanno riferimento al suo pensiero filosofico e politico. \n  \nA tenere la lezione sono invitati studiosi di rilievo internazionale a testimoniare l’attualità e la diffusione degli studi gramsciani in molte parti del mondo. \nDal 2006 sono intervenuti (in ordine cronologico) Gayatri Spivak\, Partha Chatterjee\, Chantal Mouffe\, Carlo Ginzburg\, Jon Elster\, Donald Sassoon\, Andreas Kalyvas\, Étienne Balibar\, Pierre Rosanvallon\, Adriana Cavarero\, Marc Lazar\, David Forgacs\, Donatella Della Porta\, Roberto Esposito\, Daniele Menozzi. \n  \nLa lezione di quest’anno prende il titolo Partiti politici e polarizzazione sociale. \nLa polarizzazione è una tendenza largamente osservata nella politica di oggi\, e ha implicazioni che in genere sono considerate dannose.  Di fronte a un simile fenomeno si è diffusa l’idea che la politica funzionerebbe meglio – in modo più efficiente\, e anche più equo – se le opinioni forti potessero essere temperate e un ideale di moderazione diffuso tra i cittadini e le istituzioni. \nIn realtà occorre rivalutare il conflitto politico e mostrare come risulti fondamentale il modo in cui è organizzato – quali pretese sono espresse\, in nome di chi\, e come vengono incorporate in strutture istituzionali in partiti politici. La politica contemporanea non ha bisogno di meno ‘polarizzazione’ ma di una polarizzazione del giusto tipo\, indirizzata da istituzioni di partigianeria più forti. \nLea Ypi è professoressa di Teoria politica alla London School of Economics and Political Science e professore onorario di filosofia all’Australian National University. È autrice di Global Justice and Avant-Garde Political Agency\, The Meaning of Partisanship (con Jonathan White)\, The Architectonic of Reason\, tutti pubblicati dalla Oxford University Press. Il suo ultimo libro\, una memoria filosofica intitolata Free: Coming of Age at the End of History pubblicato da Penguin Press è stato tradotto in venti lingue\, ed è in corso di pubblicazione in italiano da Feltrinelli. \n  \n 
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SUMMARY:Storia e memoria | Storia\, memoria e politica nella Russia di Putin: il caso Memorial
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, l’Istituto Parri e il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto\, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il Patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano presentano il ciclo di 4 incontri STORIA e MEMORIA con la responsabilità scientifica di Paolo Capuzzo. \nProduzione storiografica ed elaborazione della memoria collettiva hanno specifici rapporti con il passato e rispondono a criteri di costruzione\, principi\, e condizionamenti sociali e politici differenti. Se la memoria pubblica è incardinata in un’immagine del passato definita da politiche culturali ed educative\, ritualità collettive\, espressioni monumentali e spesso dipende dalla rappresentazione del passato prodotta dall’industria culturale e dai media sociali\, la ricerca storica\, invece\, è promossa nel quadro di istituzioni\, pubbliche e private\, e si regola sulla base di metodologie e protocolli che ne legittimano lo statuto. \nQuesta serie di incontri intende illustrare come si sia determinato il rapporto tra ricerca storica e memoria pubblica sulla base dell’analisi di alcuni casi specifici: una serie di eventi luttuosi avvenuti nel corso del Novecento in contesti geografici e storico-politici molto lontani tra loro. I relatori ci aiuteranno a ricostruire la storia della ricerca storica su tali eventi\, mostrando i passaggi conoscitivi\, l’uso delle fonti e l’accesso agli archivi\, il grado di libertà di cui la ricerca ha potuto godere. Vi si affiancherà una riflessione sulla memoria pubblica per comprendere come abbia risposto a condizionamenti politici\, sensibilità sociali\, conflitti. \nQuesta serie di incontri si conclude con la presentazione di un documentario sulla storia di Memorial\, la più importante ONG russa che ha lavorato per più di trent’anni per la tutela della memoria delle repressioni di massa staliniane e per la difesa dei diritti umani in Russia. Un tribunale della Federazione Russa ne ha recentemente ordinato la liquidazione. \n  \n  \n Giovedì 12 maggio 2022 – ore 18.00 Cinema Lumière (Piazzetta Pier Paolo Pasolini 2/b\, Bologna) \nIn collaborazione con Cineteca di Bologna \nNiccolò Pianciola | Università di Padova \nStoria\, memoria e politica nella Russia di Putin: il caso Memorial \nProiezione di Processo alla memoria di Konstantin Goldenzweig (Russia 2021\, 58’) Versione originale con sottotitoli italiani (Ingresso libero) \n  \n \n  \nMemorial era la più importante ONG attiva nella società russa. L’associazione fu fondata nel 1989 dal Premio Nobel Andrej Sacharov insieme ad Arsenij Roginskij\, Lev Ponomarëv ed altri attivisti. Per decenni\, Memorial è stata impegnata a tutelare la memoria delle repressioni sovietiche in URSS\, e a difendere i diritti umani violati nella Russia postsovietica. È l’unica organizzazione non statale russa a possedere un grande archivio di memorie\, documenti e artefatti che documentano le vite dei milioni passati attraverso l’arcipelago dei campi del Gulag e degli altri gironi del sistema repressivo sovietico. Questi documenti sono stati raccolti negli anni grazie a un capillare lavoro portato avanti da centinaia di volontari dell’associazione. Grazie a Memorial è stato in molti casi possibile identificare l’ubicazione di molte fosse comuni nelle quali erano stati fatti scomparire i «nemici del popolo». Fin dagli anni Novanta\, Memorial è stata attiva nel documentare le violazioni dei diritti umani nella Russia contemporanea e a fornire assistenza giuridica alle vittime e ai loro familiari\, in particolare durante i due sanguinosi conflitti in Cecenia. Sotto Putin\, l’associazione ha conosciuto una crescente persecuzione da parte delle autorità\, fino alla liquidazione avvenuta alla fine dello scorso mese di febbraio. Il reportage di Konstantin Goldenzweig ricostruisce la straordinaria storia di Memorial\, dalla fondazione alla vigilia della liquidazione. Mostrando la persecuzione della più influente ONG russa\, il film mette in luce la condizione della società civile sotto il tallone di regime autoritario che governa la Russia. \n  \nQui il calendario completo
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SUMMARY:Storia e memoria | Monte Sole 1944 tra storia e memoria in Italia e nei paesi eredi della Germania nazista
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, l’Istituto Parri e il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto\, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il Patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano presentano il ciclo di 4 incontri STORIA e MEMORIA con la responsabilità scientifica di Paolo Capuzzo. \nProduzione storiografica ed elaborazione della memoria collettiva hanno specifici rapporti con il passato e rispondono a criteri di costruzione\, principi\, e condizionamenti sociali e politici differenti. Se la memoria pubblica è incardinata in un’immagine del passato definita da politiche culturali ed educative\, ritualità collettive\, espressioni monumentali e spesso dipende dalla rappresentazione del passato prodotta dall’industria culturale e dai media sociali\, la ricerca storica\, invece\, è promossa nel quadro di istituzioni\, pubbliche e private\, e si regola sulla base di metodologie e protocolli che ne legittimano lo statuto. \nQuesta serie di incontri intende illustrare come si sia determinato il rapporto tra ricerca storica e memoria pubblica sulla base dell’analisi di alcuni casi specifici: una serie di eventi luttuosi avvenuti nel corso del Novecento in contesti geografici e storico-politici molto lontani tra loro. I relatori ci aiuteranno a ricostruire la storia della ricerca storica su tali eventi\, mostrando i passaggi conoscitivi\, l’uso delle fonti e l’accesso agli archivi\, il grado di libertà di cui la ricerca ha potuto godere. Vi si affiancherà una riflessione sulla memoria pubblica per comprendere come abbia risposto a condizionamenti politici\, sensibilità sociali\, conflitti. \nQuesta serie di incontri si conclude con la presentazione di un documentario sulla storia di Memorial\, la più importante ONG russa che ha lavorato per più di trent’anni per la tutela della memoria delle repressioni di massa staliniane e per la difesa dei diritti umani in Russia. Un tribunale della Federazione Russa ne ha recentemente ordinato la liquidazione. \n  \nPer partecipare è richiesto il Super Green Pass e l’utilizzo della mascherina Ffp2. Tutti gli eventi saranno registrati e resi disponibili nei giorni successivi sul canale Youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nLunedì 9 maggio 2022 – ore 17.00 Sala Prof. Marco Biagi – Complesso del Baraccano (Via S. Stefano 119\, Bologna)  \nIntroduce Andrea Marchi | Vicepresidente Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto \nIntervengono Carlo Gentile | Università di Colonia \nEloisa Betti | Responsabile del progetto memoria della strage di Montesole \nMonte Sole 1944 tra storia e memoria in Italia e nei paesi eredi della Germania nazista \nCon il patrocinio del Quartiere S.Stefano \n  \n \n  \nEvento profondamente traumatico per la sua comunità e con pesanti ricadute per i soggetti coinvolti\, la strage di Monte Sole/Marzabotto è anche un evento paradigmatico che ci permette di illustrare i condizionamenti politici\, le sensibilità sociali e i conflitti che accompagnarono nel dopoguerra la lunga storia della sua memoria in Italia e nei tre paesi eredi della Germania nazista\, la Repubblica federale tedesca\, la Repubblica democratica tedesca e l’Austria. Il conflitto sulla memoria di quei fatti fu aspro in Italia\, dove i principali attori furono lo schieramento antifascista\, in particolare il PCI\, il mondo cattolico\, la giustizia militare e gli ambienti di destra. La DDR si attribuì l’eredità della resistenza al nazismo rinunciando ad assumere responsabilità concrete per i suoi crimini\, ma offrì la possibilità alle vittime di narrare la loro storia (Giorgi\, Marzabotto spricht\, Berlino-Est 1958)\, cosa che invece nella Germania federale fu a lungo difficile. La situazione dell’Austria\, con la sua caratteristica suddivisione politica tra sinistra al potere\, mondo cattolico conservatore e Drittes Lager di estrema destra a lungo in opposizione\, ma con un rapporto conflittale con l’Italia a causa della questione sudtirolese\, fu ancora diversa. La questione legata alla lunga incarcerazione di Walter Reder e al suo rilascio nel 1985 ebbe qui pesanti ricadute politiche e memoriali. \nIn tutti e tre i paesi per molti anni la narrazione della strage di Monte Sole fu controllata da influenti gruppi di potere. La figura di Walter Reder divenne un mito negativo in Italia\, soprattutto per chi si rifaceva alle tradizioni e all’eredità della resistenza. Nella Germania di Bonn e in Austria fino agli anni 80 furono soprattutto le organizzazioni dei reduci della Wehrmacht e delle Waffen-SS a monopolizzare il discorso pubblico sulla strage e sui perpetratori. \nSolo dopo il 2000 in Italia come in Germania la memoria delle vittime della strage iniziò a essere riconosciuta. La visita a Marzabotto e a Monte Sole del presidente tedesco Johannes Rau nella primavera del 2002 e il processo di La Spezia del 2005/2006 furono i momenti che aprirono la strada al riconoscimento delle voci delle vittime civili. \n  \n  \nQui il calendario completo
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SUMMARY:Storia e memoria | Babij Jar: testi\, immagini\, luoghi come atti di memoria
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, l’Istituto Parri e il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto\, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il Patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano presentano il ciclo di 4 incontri STORIA e MEMORIA con la responsabilità scientifica di Paolo Capuzzo. \nProduzione storiografica ed elaborazione della memoria collettiva hanno specifici rapporti con il passato e rispondono a criteri di costruzione\, principi\, e condizionamenti sociali e politici differenti. Se la memoria pubblica è incardinata in un’immagine del passato definita da politiche culturali ed educative\, ritualità collettive\, espressioni monumentali e spesso dipende dalla rappresentazione del passato prodotta dall’industria culturale e dai media sociali\, la ricerca storica\, invece\, è promossa nel quadro di istituzioni\, pubbliche e private\, e si regola sulla base di metodologie e protocolli che ne legittimano lo statuto. \nQuesta serie di incontri intende illustrare come si sia determinato il rapporto tra ricerca storica e memoria pubblica sulla base dell’analisi di alcuni casi specifici: una serie di eventi luttuosi avvenuti nel corso del Novecento in contesti geografici e storico-politici molto lontani tra loro. I relatori ci aiuteranno a ricostruire la storia della ricerca storica su tali eventi\, mostrando i passaggi conoscitivi\, l’uso delle fonti e l’accesso agli archivi\, il grado di libertà di cui la ricerca ha potuto godere. Vi si affiancherà una riflessione sulla memoria pubblica per comprendere come abbia risposto a condizionamenti politici\, sensibilità sociali\, conflitti. \nQuesta serie di incontri si conclude con la presentazione di un documentario sulla storia di Memorial\, la più importante ONG russa che ha lavorato per più di trent’anni per la tutela della memoria delle repressioni di massa staliniane e per la difesa dei diritti umani in Russia. Un tribunale della Federazione Russa ne ha recentemente ordinato la liquidazione. \n  \nTutti gli eventi saranno registrati e resi disponibili nei giorni successivi sul canale Youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \nGiovedì 5 maggio 2022 – ore 17.00 Sala degli Anziani di Palazzo d’Accursio (Piazza Maggiore 6\, Bologna) \nAntonella Salomoni | Università di Bologna \nBabij Jar: testi\, immagini\, luoghi come atti di memoria \n  \n \n  \nNella profonda e larga gola situata in prossimità di Kiev\, nota come Babij Jar\, fra il 29 e il 30 settembre 1941 le truppe tedesche sterminarono\, a colpi d’arma da fuoco\, 33.771 ebrei. Si tratta del più grave eccidio commesso durante il secondo conflitto mondiale. Durante e dopo la guerra il territorio fu modificato\, ridisegnato o riconvertito con l’obiettivo di rimuovere i segni fisici del genocidio. Di fronte alla volontà di cancellazione del luogo\, oggi pressoché definitiva\, un ruolo centrale nel processo di trasmissione dei fatti storici\, già a partire dalla fine degli anni quaranta\, lo ebbero le arti. Prosa e poesia\, musica\, architettura e pittura hanno dato forma a una sorta di testo collettivo grazie al quale l’evento ha potuto conservarsi nonostante censure del ricordo e profanazioni dello spazio del massacro. \n  \nQui il calendario completo \n  \n 
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SUMMARY:Storia e Memoria | Il genocidio degli herero e dei nama in Namibia tra storia\, storiografia e memoria      
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\, l’Istituto Parri e il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto\, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il Patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano presentano il ciclo di 4 incontri STORIA e MEMORIA con la responsabilità scientifica di Paolo Capuzzo. \nProduzione storiografica ed elaborazione della memoria collettiva hanno specifici rapporti con il passato e rispondono a criteri di costruzione\, principi\, e condizionamenti sociali e politici differenti. Se la memoria pubblica è incardinata in un’immagine del passato definita da politiche culturali ed educative\, ritualità collettive\, espressioni monumentali e spesso dipende dalla rappresentazione del passato prodotta dall’industria culturale e dai media sociali\, la ricerca storica\, invece\, è promossa nel quadro di istituzioni\, pubbliche e private\, e si regola sulla base di metodologie e protocolli che ne legittimano lo statuto. \nQuesta serie di incontri intende illustrare come si sia determinato il rapporto tra ricerca storica e memoria pubblica sulla base dell’analisi di alcuni casi specifici: una serie di eventi luttuosi avvenuti nel corso del Novecento in contesti geografici e storico-politici molto lontani tra loro. I relatori ci aiuteranno a ricostruire la storia della ricerca storica su tali eventi\, mostrando i passaggi conoscitivi\, l’uso delle fonti e l’accesso agli archivi\, il grado di libertà di cui la ricerca ha potuto godere. Vi si affiancherà una riflessione sulla memoria pubblica per comprendere come abbia risposto a condizionamenti politici\, sensibilità sociali\, conflitti. \nQuesta serie di incontri si conclude con la presentazione di un documentario sulla storia di Memorial\, la più importante ONG russa che ha lavorato per più di trent’anni per la tutela della memoria delle repressioni di massa staliniane e per la difesa dei diritti umani in Russia. Un tribunale della Federazione Russa ne ha recentemente ordinato la liquidazione. \n  \nPer partecipare è richiesto il Super Green Pass e l’utilizzo della mascherina Ffp2. Tutti gli eventi saranno registrati e resi disponibili nei giorni successivi sul canale Youtube della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \n  \n Martedì 3 maggio 2022 – ore 17.00 Sala Prof. Marco Biagi – Complesso del Baraccano (Via S. Stefano 119\, Bologna)  \nIntroduzione al ciclo di incontri Paolo Capuzzo | Università di Bologna \nInterviene Karin Pallaver | Università di Bologna \nIl genocidio degli herero e dei nama in Namibia tra storia\, storiografia e memoria       \nCon il patrocinio del Quartiere S.Stefano \n  \nIl 2 ottobre 1904 il generale tedesco Lothar Von Trotha emanava il suo famoso Vernichtungsbefehl\, l’ordine di annientamento emanato contro i guerrieri herero\, le loro donne e i loro bambini\, che diede inizio a quello che è stato definito il “primo genocidio del XX secolo”. Colpevoli di essere insorti contro la sottrazione delle loro terre e del loro bestiame da parte dei coloni tedeschi\, gli herero furono uccisi sistematicamente e internati in campi di prigionia e di concentramento\, ove i prigionieri erano costretti ai lavori forzati e sottoposti a sperimentazioni mediche. La rivolta degli herero\, ai quali si aggiunsero all’inizio del 1905 anche i nama\, si concluse ufficialmente alla fine di marzo del 1907. Nel corso della storia della Namibia\, paese che ha raggiunto l’indipendenza solo nel 1990\, la memoria di questo evento traumatico è stata più volte utilizzata a sostegno di istanze diverse\, dall’autonomia nell’ambito del mandato del Sudafrica\, alle richieste di riparazioni al governo tedesco\, alla costruzione di una storia nazionale condivisa. Allo stesso tempo\, questa memoria è stata anche accantonata in momenti storici nei quali poteva risultare scomoda. Partendo da una ricostruzione degli eventi che portarono al genocidio\, questo intervento si propone di ricostruire i principali nodi storiografici dello studio di questo evento e dei suoi legami con la successiva storia tedesca\, e di analizzare il rapporto – spesso ambiguo – tra storia e memoria nella costruzione della storia nazionale della Namibia. \n  \n  \n \n  \nQui il calendario completo \n  \n 
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SUMMARY:Dialogo a partire dal libro "Attraverso il Novecento. Vittorina Dal Monte tra Partito comunista e movimento delle donne (1922-1999)"
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna segnala il dialogo a partire dal libro Attraverso il Novecento. Vittorina Dal Monte tra Partito comunista e movimento delle donne (1922-1999) (Viella\, 2021) di Elda Guerra. \nL’incontro è in programma per giovedì 24 marzo 2022 alle ore 17.00 presso la Sala convegni di Via Mentana 2 (Fondazione Barberini) e online su ZOOM. \nPer partecipare in presenza non è necessario prenotare un posto\, ma è richiesto il Super Green Pass e l’utilizzo della mascherina Ffp2. \n  \nSaluto di:\nMatteo Lepore | Sindaco di Bologna \nCon:\nPatrizia Dogliani | Università di Bologna (in collegamento)\nElda Guerra | Storica\nAnna Tonelli | Università di Urbino \nCoordina:\nPaolo Capuzzo | Università di Bologna \n  \n \n  \n  \nIl volume è stato promosso dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna Onlus\, realizzato con il contributo della Direzione Generale Educazione\, ricerca e istituti Culturali del Ministero della Cultura e con la collaborazione della Fondazione Argentina Bonetti Altobelli. \nLa vicenda esistenziale e politica di Vittorina Dal Monte si snoda nel contesto del XX secolo e ne rappresenta alcuni dei tratti essenziali. Figlia di braccianti comunisti della bassa pianura emiliana\, segue i genitori prima nel confino di Lipari\, poi nell’esilio in Francia\, luogo della sua adolescenza e della sua prima formazione politica. Tornata con la famiglia in Italia nel 1942\, diviene staffetta partigiana\, funzionaria del Partito comunista e sindacalista negli anni Sessanta tra Bologna\, Roma\, Torino e Milano. Gli anni Settanta la vedono di nuovo a Bologna partecipe dei movimenti di quel periodo\, fino all’adesione al femminismo che\, insieme all’impegno mai venuto meno per la giustizia sociale\, sarà la passione politica dominante del suo ultimo tratto di vita. \nIl volume – sulla base della lunga intervista autobiografica raccolta dall’autrice e della ricca documentazione archivistica conservata presso la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna – restituisce\, in un continuo rimando tra dimensione individuale e storia collettiva\, il profilo biografico di una donna che ha attraversato gran parte del Novecento\, ne ha vissuto illusioni e disinganni\, con lo sguardo sempre rivolto in avanti e pronto a misurarsi con quanto di nuovo le più giovani generazioni di donne portavano con sé. \nElda Guerra\, studiosa di storia contemporanea e dei movimenti femministi\, ha insegnato nei licei e all’Università di Bologna ed è stata responsabile scientifica dell’Archivio di storia delle donne presso il Centro di documentazione\, ricerca e iniziativa delle donne di Bologna. Tra le sue numerose pubblicazioni\, ricordiamo il volume Il dilemma della pace. Femministe e pacifiste sulla scena internazionale\, 1914-1939 (Viella\, 2014). \n  \nPiù info sul volume qui: http://www.iger.org/2022/01/24/attraverso-il-novecento-vittorina-dal-monte-tra-partito-comunista-e-movimento-delle-donne-1922-1999/ \n  \n 
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SUMMARY:L'ambiente nella Costituzione. Come cambiano gli articoli 9 e 41
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione ARCI Bologna invita all’incontro L’ambiente nella Costituzione. Come cambiano gli articoli 9 e 41 in programma per martedì 22 marzo 2022 alle ore 17.00 presso la Sala convegni di Via Mentana 2 (Fondazione Barberini). \nIngresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’accesso è consentito con mascherina FFP2 e Green Pass rafforzato. \nL’incontro si terrà anche online su ZOOM. \n  \nIncontro con:\nCarlo Galli | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna\nEmanuele Felice | Università IULM di Milano\nNadia Urbinati | Columbia University \n  \n \n\n  \n\n\nL’8 febbraio 2022 il Parlamento ha definitivamente approvato il disegno di legge che prevede la modifica di due articoli della Costituzione: l’art. 9 e l’art. 41. L’articolo 9 si allarga alla tutela dell’ambiente\, della biodiversità\, degli ecosistemi e degli animali. La modifica all’articolo 41\, invece\, sancisce che la salute e l’ambiente sono paradigmi da tutelare da parte dell’economia\, al pari della sicurezza\, della libertà e della dignità umana. E che le istituzioni possano orientare l’iniziativa economica pubblica e privata verso fini sociali e ambientali. Una riforma che si dimostra essere un impegno solenne e gravoso per il presente e per il futuro\, che deve trovare realizzazione legislativa e diventare un ambito di comportamento collettivo. \n\n  \nIn foto l‘opera 0121-1110=115075 di Jaehyo Leedi ad Arte Sella (TN) \nhttp://www.artesella.it/it/index.php \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:La Russia\, l'Ucraina\, l'Europa
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con la Fondazione Barberini e l’Istituto Storico Parri presenta l’incontro La Russia\, l’Ucraina\, l’Europa in programma per venerdì 18 marzo 2022 alle ore 17.00 presso la Sala convegni di Via Mentana 2 (Fondazione Barberini). \nIngresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’accesso è consentito con mascherina FFP2 e Green Pass rafforzato. \nL’incontro si terrà anche online su ZOOM. \n  \nIntroduce e coordina:\nPaolo Capuzzo | Università di Bologna \n  \nIntervengono:\nMarco Puleri | Università di Bologna\nAntonella Salomoni | Università della Calabria e Università di Bologna \n  \n  \n \n  \n  \nIn foto un’opera della Street Artist Laika a Roma \n 
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SUMMARY:Dialogo a partire dal libro "Sul colle più alto. L'elezione del presidente della Repubblica dalle origini a oggi" di Valdo Spini
DESCRIPTION:La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con la Fondazione Barberini invitano al dialogo a partire dal lbro Sul colle più alto. L’elezione del presidente della Repubblica dalle origini a oggi di Valdo Spini (Solferino editore\, 2022) in programma lunedì 24 gennaio 2022 alle ore 17.00 online sulla piattaforma ZOOM. \n  \nNe discuteranno: \nCarlo Galli | Presidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna \nValdo Spini | Presidente AICI – Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane \n  \nPer ricevere il link clicca qui: https://forms.gle/8nf5R5Ervi3vYGsY9  \n  \n  \n \n  \nUna lunga storia da conoscere per capire come sarà il prossimo settennato presidenziale in un momento delicato come quello della ricostruzione dopo la crisi della pandemia tra i destini del «governo di salvezza nazionale» e le necessità del Piano di ripresa e resilienza. \nChe cosa rende l’elezione del presidente della Repubblica un avvenimento politico così importante e imprevedibile nel suo sviluppo e\, per questo\, così avvincente? L’esperienza di questi ultimi anni ha insegnato quanto sia essenziale il suo ruolo in un sistema parlamentare e in un Paese\, come il nostro\, in eterna transizione politica e\, di conseguenza\, quanto sia decisiva la sua scelta. È con questo spirito che Valdo Spini rievoca in queste pagine le figure che si sono succedute come capi dello Stato da De Gasperi a Mattarella ricostruendo il modo in cui sono stati eletti e come sono arrivati alla carica rappresentativa più alta della Repubblica. Sono quattordici vicende che fanno quasi tutte storia a sé perché presentano svolgimenti molto diversi tra loro\, a seconda degli anni\, dei protagonisti e del contesto politico. Ma i tratti comuni non mancano: la volontà del Parlamento come corpo collettivo\, il ruolo dei singoli parlamentari e anche le insidie rituali come quella dei cosiddetti «franchi tiratori». Spesso è accaduto che chi è entrato papa in conclave ne è uscito cardinale: non sempre\, infatti\, le leadership dei partiti maggioritari hanno portato al successo il candidato con cui avevano iniziato le votazioni. \n  \n  \n  \n  \n  \n  \nPer ricevere il link clicca qui: https://forms.gle/8nf5R5Ervi3vYGsY9  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Vulnerabilità e cura | Ciclo sui diritti 2021
DESCRIPTION:Torna come tutti gli anni ormai al 2009 il ciclo di incontri sui diritti con la responsabilità scientifica di Gustavo Gozzi\, Giorgio Bongiovanni e Silvia Vida. \nQuest’anno prende il titolo di Nuovi itinerari della giustizia nella globalizzazione e si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre 2021. \nL’eccezionalità del periodo che abbiamo vissuto a partire dal febbraio del 2020\, ha prodotto dei cambiamenti profondissimi nel nostro paese e nel mondo\, segnalando che l’incantesimo neoliberale si sta spezzando.  L’arrivo del virus Sars-Cov-2 ha funzionato come amplificatore di questa crisi di fronte alla quale\, pur interrogandoci sulle conseguenze politiche\, sociali\, giuridiche ed economiche della pandemia\, le risposte rimangono incomplete e gli scenari futuri decisamente incerti. La radicalità delle trasformazioni che stiamo vivendo impone sia una lunga fase di riflessione teorica\, sia la ricerca di innovazioni pratiche e politiche. Affrontiamo dunque i temi e le domande\, alle quali si cercherà di rispondere con i seguenti tre seminari. \n  \nTutti gli incontri si terranno in presenza nella Sala Convegni di Via Mentana 2 (Bologna) e online sulla piattaforma ZOOM. E’ necessario iscriversi per riservare un posto oppure per ricevere il link. La partecipazione in presenza richiede la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).\n \n  \n>> Qui il form di iscrizione: https://forms.gle/mmCzXWKQuWAbitGMA   \nLunedì 13 dicembre 2021 ore 17.00 \nVulnerabilità e cura\nDi fronte alla pandemia e alle nuove vulnerabilità sociali\, l’etica femminista della cura e il paradigma della vulnerabilità\nmessi a punto da circa venti anni sono tornati nel vocabolario politico attuale. \nOrsetta Giolo | Università di Ferrara \nLucia Re | Università di Firenze \nPresiede: Annalisa Furia | Università di Bologna \n  \n\n  \nGLI ALTRI INCONTRI: \nMartedì 23 novembre 2021 ore 17.00 \nGlobalizzazione. Per una Costituzione della Terra\nLe trasformazioni che abbiamo vissuto sono avvenute e stanno avvenendo nell’orizzonte dei processi della globalizzazione\, in cui si confrontano le sfide geopolitiche e le trasformazioni dello Stato e delle sue politiche. \nLuigi Ferrajoli | Università degli Studi Roma Tre \nPresiede: Gustavo Gozzi | Università di Bologna \n  \nGiovedì 9 dicembre 2021 ore 17.00 \nBeni comuni \nSi fa strada un modello economico-politico alternativo che cerca di interrompere l’espandersi del sistema neoliberale con lo scopo di assicurare l’accesso egualitario alle risorse sia a livello locale che a livello globale. \nFabrizio Chiodo | (CNR) Lecturer at Havana University \nPresiede: Silvia Vida | Università di Bologna \n  \n  \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Beni comuni | Ciclo sui diritti 2021
DESCRIPTION:Torna come tutti gli anni ormai al 2009 il ciclo di incontri sui diritti con la responsabilità scientifica di Gustavo Gozzi\, Giorgio Bongiovanni e Silvia Vida. \nQuest’anno prende il titolo di Nuovi itinerari della giustizia nella globalizzazione e si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre 2021. \nL’eccezionalità del periodo che abbiamo vissuto a partire dal febbraio del 2020\, ha prodotto dei cambiamenti profondissimi nel nostro paese e nel mondo\, segnalando che l’incantesimo neoliberale si sta spezzando.  L’arrivo del virus Sars-Cov-2 ha funzionato come amplificatore di questa crisi di fronte alla quale\, pur interrogandoci sulle conseguenze politiche\, sociali\, giuridiche ed economiche della pandemia\, le risposte rimangono incomplete e gli scenari futuri decisamente incerti. La radicalità delle trasformazioni che stiamo vivendo impone sia una lunga fase di riflessione teorica\, sia la ricerca di innovazioni pratiche e politiche. Affrontiamo dunque i temi e le domande\, alle quali si cercherà di rispondere con i seguenti tre seminari. \n  \nTutti gli incontri si terranno in presenza nella Sala Convegni di Via Mentana 2 (Bologna) e online sulla piattaforma ZOOM. E’ necessario iscriversi per riservare un posto oppure per ricevere il link. La partecipazione in presenza richiede la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).\n \n  \n  \nGiovedì 9 dicembre 2021 ore 17.00 \nBeni comuni \nSi fa strada un modello economico-politico alternativo che cerca di interrompere l’espandersi del sistema neoliberale\ncon lo scopo di assicurare l’accesso egualitario alle risorse sia a livello locale che a livello globale. \nFabrizio Chiodo | (CNR) Lecturer at Havana University (in collegamento) \nPresiede: Silvia Vida | Università di Bologna \n  \n\n  \nGLI ALTRI INCONTRI: \n  \nLunedì 13 dicembre 2021 ore 17.00 \nVulnerabilità e cura\nDi fronte alla pandemia e alle nuove vulnerabilità sociali\, l’etica femminista della cura e il paradigma della vulnerabilità messi a punto da circa venti anni sono tornati nel vocabolario politico attuale. \nOrsetta Giolo | Università di Ferrara \nLucia Re | Università di Firenze \nPresiede: Annalisa Furia | Università di Bologna \n  \nLEZIONE RIVIATA \nGlobalizzazione. Per una Costituzione della Terra\nLe trasformazioni che abbiamo vissuto sono avvenute e stanno avvenendo nell’orizzonte dei processi della globalizzazione\, in cui si confrontano le sfide geopolitiche e le trasformazioni dello Stato e delle sue politiche. \nLuigi Ferrajoli | Università degli Studi Roma Tre \nPresiede: Gustavo Gozzi | Università di Bologna \n  \n  \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Nuovi itinerari della giustizia nella globalizzazione
DESCRIPTION:Torna come tutti gli anni ormai al 2009 il ciclo di incontri sui diritti con la responsabilità scientifica di Gustavo Gozzi\, Giorgio Bongiovanni e Silvia Vida. \nQuest’anno prende il titolo di Nuovi itinerari della giustizia nella globalizzazione e si terrà dal 23 novembre al 9 dicembre 2021. \nL’eccezionalità del periodo che abbiamo vissuto a partire dal febbraio del 2020\, ha prodotto dei cambiamenti profondissimi nel nostro paese e nel mondo\, segnalando che l’incantesimo neoliberale si sta spezzando.  L’arrivo del virus Sars-Cov-2 ha funzionato come amplificatore di questa crisi di fronte alla quale\, pur interrogandoci sulle conseguenze politiche\, sociali\, giuridiche ed economiche della pandemia\, le risposte rimangono incomplete e gli scenari futuri decisamente incerti. La radicalità delle trasformazioni che stiamo vivendo impone sia una lunga fase di riflessione teorica\, sia la ricerca di innovazioni pratiche e politiche. Affrontiamo dunque i temi e le domande\, alle quali si cercherà di rispondere con i seguenti tre seminari. \nTutti gli incontri si terranno in presenza nella Sala Convegni di Via Mentana 2 (Bologna) e online sulla piattaforma ZOOM. E’ necessario iscriversi per riservare un posto oppure per ricevere il link. La partecipazione in presenza richiede la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).\n \nGiovedì 9 dicembre 2021 ore 17.00 \nBeni comuni \nSi fa strada un modello economico-politico alternativo che cerca di interrompere l’espandersi del sistema neoliberale con lo scopo di assicurare l’accesso egualitario alle risorse sia a livello locale che a livello globale. \nFabrizio Chiodo | (CNR) Lecturer at Havana University \nPresiede: Silvia Vida | Università di Bologna \n  \nLunedì 13 dicembre 2021 ore 17.00 \nVulnerabilità e cura\nDi fronte alla pandemia e alle nuove vulnerabilità sociali\, l’etica femminista della cura e il paradigma della vulnerabilità\nmessi a punto da circa venti anni sono tornati nel vocabolario politico attuale. \nOrsetta Giolo | Università di Ferrara \nLucia Re | Università di Firenze \nPresiede: Annalisa Furia | Università di Bologna \n  \n  \n \n 
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SUMMARY:Una nuova generazione politica
DESCRIPTION:Nel 2021 ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano. E’ un’occasione per riflettere e studiare quella vicenda politica\, fondamentale nella storia politico-culturale italiana del Novecento. La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna prevede una fitta serie di attività dedicate con particolare\, benché non esclusiva\,  attenzione alla esperienza dell’Emilia-Romagna. \nLEGGERE LA STORIA DEL PCI è un ciclo di seminari di discussione e riflessione sulla storia del comunismo italiano con riferimento alla bibliografia pubblicata nel sito della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna nella pagina dedicata al centenario del PCI. \n  \n  \nIL PROSSIMO INCONTRO \nLunedì 6 dicembre 2021 ore 17.00 su ZOOM\nUna nuova generazione politica \nPatrizia Dogliani\nLuca Gorgolini\ncoordina Paolo Capuzzo \n? In occasione della pubblicazione di Un partito di giovani. La gioventù internazionalista e la nascita del Partito comunista d’Italia (1915-1926) di Patrizia Dogliani e Luca Gorgolini (Le Monnier\, 2021) \n  \n> Per ricevere il link per particpare su ZOOM clicca qui! \n  \n  \nTUTTI GL IINCONTRI PRECEDENTI \n  \nIl ciclo di seminari è a cura del gruppo di ricerca sulla storia del PCI della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna coordinato da Paolo Capuzzo (Università di Bologna) e Luca Baldissara (Università di Pisa) ed è composto da Federico Creatini\, Elena Davigo\, Teresa Malice\, Enrico Pontieri\, Toni Rovatti\, Bruno Settis\, Roberto Ventresca\, Andrea Ventura. \nI seminari e i dibattiti ruoteranno intorno a ricerche e pubblicazioni sulla storia del Pci con l’obiettivo\, da una parte\, di promuovere un confronto critico intorno agli studi recenti ed alle ricerche in corso\, e\, dall’altra\, di proporre una riconsiderazione critica di contributi apparsi in anni ormai lontani ma ritenuti ancora utili ad una discussione scientifica e politico-culturale intorno alla storia del comunismo ed alla concreta esperienza politica\, culturale e sociale dei comunisti. \nLe letture proposte si snoderanno tra nuove tendenze storiografiche sulla storia del Pci – pubblicate tra il 2015 e il 2020 – e la rilettura di alcuni testi di riferimento per lo studio della storia del Pci\, con un’attenzione particolare alla tipologia ed alle modalità d’impiego delle fonti che di volta in volta sono state utilizzate per scriverla. \n \nQui la pagina sul centenario  \n  \n  \n 
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