Archivi di persone
Archivi di persona
La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna conserva un ampio patrimonio archivistico personale, costituito da fondi documentari appartenuti a figure di rilievo della storia politica, sociale e culturale italiana.
Questi archivi rappresentano una fonte preziosa per lo studio del movimento operaio, dell’antifascismo, della Resistenza, della politica e della cultura del Novecento, documentando il pensiero e l’attività di dirigenti politici, intellettuali, amministratori, sindacalisti e attivisti.
Oltre ai fondi di persona già riordinati e inventariati, sono in corso di trattamento gli archivi di Renato Zangheri (1925-2015; storico, sindaco di Bologna e deputato della Repubblica Italiana) e di Giorgio Ghezzi (1932-2005; giurista e politico, deputato della Repubblica Italiana).
Estremi cronologici: 1931-2004
Consistenza: 310 buste
Inventario a cura di Sara Verrini
Luigi Arbizzani (1924-2004), partigiano, dirigente politico del P.c.i., studioso dell’antifascismo e della Resistenza, è stato uno dei fondatori dell’Istituto Gramsci Emilia-Romagna nella seconda metà degli anni Sessanta. Il consistente fondo contempla i documenti di studio raccolti per le ricerche sulla Resistenza a Bologna, sulla storia del movimento operaio e socialista e del Pci in provincia di Bologna, sull’editoria locale, studi ai quali Arbizzani ha dedicato buona parte della sua vita. Sono presenti inoltre documenti di lavoro in qualità di direttore della scuola di partito e di funzionario del PCI di Bologna, e in quanto direttore del Consorzio di pubblica lettura. Il fondo comprende anche una raccolta di fotografie (delle quali si è avviato il trattamento catalografico).
Biografia di Luigi Arbizzani sul sito dell’ANPI
Estremi cronologici: 1894-1985
Consistenza: 2 buste
Inventario a cura di Micaela Gavioli
Si tratta delle carte personali di Orlando Argentesi (1894-1985), antifascista, condannato al confino, e poi, dopo la Liberazione, sindaco di Medicina. Di particolare interesse il consistente carteggio con la futura moglie e al famiglia durante gli anni del confino.
Estremi cronologici: 1905-1952
Consistenza: 1 busta
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Fascicoli personali, contenenti materiale a stampa e documentazione relativa all’attività politica di Baldino Baldini (1884-1952). Aggregato all’Archivio del Partito Comunista Italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.
Estremi cronologici: 1965-1966
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Materiale relativo all’attività di Giovanni Benedetto quale membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Provinciale per l’Istruzione Tecnica per la Provincia di Bologna. Aggregato all’Archivio del Partito comunista italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.
Estremi cronologici: (1910-1971)
Consistenza: 16 buste
Inventario a cura di Salvatore Alongi
Paolo Betti (1894-1935) e Lea Giaccaglia (1897-1936), coniugi comunisti bolognesi, furono protagonisti di una tormentata vicenda di arresti, carcerazioni e confini ad opera del regime fascista. Il fondo è costituito dal carteggio intercorso tra i coniugi in carcere e al confino e da lettere di altri familiari, per un totale di 1795 pezzi, scritti tra il 1923 e il 1935. L’argomento delle lettere spazia dalla riflessione sull’appartenenza politica dei coniugi Betti, alle scelte riguardanti l’educazione dei figli, alle letture praticate da entrambi durante la segregazione. È presente anche una raccolta di foto.
Allegata al carteggio è la raccolta dei libri [link al topografico BG], costituita da una buona parte della biblioteca che i coniugi Betti costituirono e condivisero in carcere e al confino.
Bibliografia
Annale 1/1997 dell’Istituto Gramsci Emilia-Romagna. Sommario
Luigi Arbizzani, Soggiorno di una detenuta politica antifascista a Longobucco nel 1933, “Bollettino dell’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea. Rivista calabrese di storia contemporanea”, 1 (1990), n.8, p.37-50
Patrizia Gabrielli, Mondi di carta: lettere, autobiografie, memorie. Siena: Protagon editori toscani, 2000
Sara Galli, Antifascisti tra carcere, clandestinità ed esilio. La “riscoperta” dei carteggi, “Storicamente”, 2005, n.1
Estremi cronologici: 22 agosto 1980 - 6 febbraio 1999
Consistenza: 1 busta (con all'interno 18 fascicoli)
Inventario a cura di Denise Nardin
Paolo Bollini (Bologna 1955 – Bologna 2006) è stato professore di lettere, insegnante al Liceo Righi di Bologna, critico letterario, scrittore. Il carteggio si compone della corrispondenza intercorsa nell'ultimo ventennio del XX secolo tra lo scrittore bolognese e numerosi intellettuali e accademici europei, per lo più francesi e ungheresi; particolarmente intensa fu quella con il filologo e linguista ungherese Iván Fónagy.
Estremi cronologici: 1949-1972
Consistenza: 1 busta
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Materiale (appunti, dispense, ciclostilati) relativo alla formazione politica di Mario Bortolotti e Claudia Novello. Aggregato all’Archivio del Partito comunista italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.
Estremi cronologici: 1947-1970
Consistenza: 2 fascicoli
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Contiene materiale riconducibile verosimilmente all’attività svolta dall’avvocato Leonida Casali in qualità di membro dei collegi di difesa del Comitato di solidarietà democratica di Bologna nonché di legale della Federazione bolognese del Partito comunista italiano (Pci), e quale membro di diversi organi direttivi della Federazione stessa. Aggregato all’Archivio del Partito comunista italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.
Estremi cronologici: 1946-2000
Consistenza: 13 buste
Inventario a cura di Serena Corsellini
Tullio Contiero (1929-2006) all’età di 19 anni prende i voti presso l’Istituto Santa Maria di Roma, dedicandosi alle attività pastorali nelle borgate alla periferia di Roma, unendo la dottrina ecclesiale a momenti di animazione sociale. Nel 1958 entra in contatto con il cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, e su proposta di quest’ultimo si trasferisce a Bologna, dove viene ordinato sacerdote il 21 aprile 1963 nella chiesa universitaria di San Sigismondo. Negli anni Settanta da vita al Centro studi sociali e politici ‘Giuseppe Donati’, intitolato all’eroico giornalista cattolico antifascista, presso il quale organizza incontri, seminari, momenti di riflessione allo scopo di “sprovincializzare l’università”. L’archivio si compone di documentazione personale e di studio/lavoro prodotta e conservata da Tullio Contiero durante lo svolgimento della propria attività presso il Centro Studi “Giuseppe Donati” di Bologna.
Estremi cronologici: ottobre 1947 (data attribuita) – agosto 2005
Inventario a cura di Valentina Corona
Aldo d’Alfonso (1925-2005), partigiano, giornalista, consigliere e assessore provinciale, scrittore. Tra le testate e i periodici con cui collabora si ricordano «L’Unità», «Rinascita», «Vie nuove», «Quaderno dell’attivista», «Lavoro», per cui scrive prevalentemente interventi a carattere culturale. Nel luglio del 1970, eletto consigliere provinciale nelle liste del Pci, viene nominato assessore alla Cultura e alle attività del tempo libero della Provincia di Bologna (1970-1975); ricopre l’incarico nuovamente nel quinquennio 1975-1980, durante il quale è nominato assessore a Istruzione e cultura, turismo ed attività del tempo libero.
Fa parte del Comitato federale della Federazione bolognese del Pci dal febbraio del 1972 al marzo del 1977 ed è membro della Commissione federale di controllo e del Consiglio della Federazione bolognese del Partito dal marzo del 1977 al marzo 1989.
L’archivio comprende corrispondenza, documentazione manoscritta e dattiloscritta prodotta nell’esercizio delle proprie attività professionali e politico-istituzionali, documentazione prodotta e acquisita nel corso della propria militanza politica, a cui vanno annessi i memoriali denominati “Riflessioni politiche”, materiale di propaganda e di commento relativo a particolari elezioni politiche e amministrative.
Estremi Cronologici: 1902-1999
Consistenza: 35 buste
Inventario a cura di Virginia Sangiorgi
Vittorina Dal Monte (1922-1999), politica e sindacalista, è stata funzionaria del Pci prima a Bologna, dal 1946 al 1952, poi a Torino fino al 1956, anno in cui entra nella segreteria nazionale dell’Unione Donne Italiane, a Roma. Dal 1958 si dedica all’attività sindacale nel comparto tessile della CGIL (FILTEA), diventando membro della segreteria nazionale; dal 1967 riprende l’attività politica, come funzionario nella Federazione bolognese del Pci.
Il fondo contiene, oltre alla documentazione personale, le carte prodotte nei diversi settori in cui Vittorina Dal Monte ha operato nel corso della sua vita: l’attività sindacale svolta a Milano a tutela delle lavoratrici del settore tessile; l’attività politica condotta a livello locale e nazionale, con particolare attenzione ai temi dell’infanzia e della maternità, del divorzio e dell’aborto; la militanza nell’UDI. L’archivio conserva anche documenti sull’attività delle donne all’interno del Pci bolognese nel periodo della Resistenza e dell’immediato dopoguerra.
Biografia in Emilia Romagna alla pari
Estremi cronologici: 1946 – 1954
Consistenza: 4 buste (con all’interno 242 lettere)
Inventario a cura di Silvia Mura
Guglielmo Menichetti (1914-1995) è stato partigiano nel faentino ed esule politico in Cecoslovacchia dal 1950 al 1954 in seguito ad accuse rivelatesi infondate. La raccolta si compone in prevalenza delle lettere scritte da Guglielmo Menichetti alla moglie Clara Domenicali e, in misura inferiore, al figlio Valerio e al cognato Giuseppe Domenicali.
Estremi cronologici: 1936-1974
Consistenza: 57 buste
Il repertorio dell'archivio è pubblicato online sul Portale delle fonti per la storia della Repubblica italiana, dove sono integralmente consultabili i documenti datati dal 1943 al 1953.
Repertorio a stampa, a cura di Virginia Sangiorgi e Paola Zagatti, consultabile in biblioteca.
Giuseppe Dozza (1901-1974) è stato tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, antifascista e primo sindaco di Bologna dopo la Liberazione.
Le carte conservate, oltre alla documentazione personale, riguardano l’attività di Dozza all’interno del Partito Comunista, come sindaco di Bologna dal 1945 al 1966 e come membro di organismi nazionali ed internazionali di coordinamento degli enti comunali (Costituente, ANCI, Assemblea dei comuni d’Europa …).
Il Fondo raccoglie lettere, appunti, relazioni, discorsi e articoli oltre a numerosi materiali relativi all’attività del Consiglio e della Giunta comunale di Bologna.
Sono presenti inoltre atti parlamentari, opuscoli, materiale di propaganda politica, una raccolta di foto e cimeli.
Guarda alcuni scritti di Giuseppe Dozza digitalizzati dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna
Bibliografia
Il Fondo Giuseppe Dozza. Repertorio del Fondo Giuseppe Dozza, a cura di Virginia Sangiorgi e Paola Zagatti; saggi di Luca Baldissara, Tiziano Ravagnani; a cura dell’Istituto Gramsci Emilia-Romagna. Bologna: Il Nove, 1994. Sommario del volume e Indice del repertorio
Luisa Lama. Giuseppe Dozza: storia di un sindaco comunista. Reggio Emilia: Aliberti, 2007.
Biografia sul sito della storia istituzionale del Comune di Bologna
Biografia nel Dizionario Biografico Treccani
Estremi cronologici: 1955-2012
Consistenza: 20 buste
Inventario a cura di Salvatore Alongi
Guido Fanti (1925-2012) è stato sindaco di Bologna (1966-1970), primo presidente della Regione Emilia-Romagna (1970-1976), parlamentare italiano (1976-1987) ed europeo (1979-1989).
Il fondo si compone della documentazione prodotta tra il 1955 e il 2012, nel corso della sua attività di uomo politico e di amministratore pubblico.
Tra le carte si segnalano la corrispondenza intercorsa con numerosi esponenti del mondo politico, religioso e culturale (in particolare Giuseppe Dozza, Giacomo Lercaro, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti) ; manoscritti e dattiloscritti di discorsi, interventi, relazioni per la partecipazione alle riunioni degli organi del Partito comunista italiano (Pci); materiale di lavoro relativo a iniziative promosse nel corso dei mandati istituzionali; progetti per l’elaborazione di nuovi sistemi di mobilità urbana, per la costituzione di consorzi sanitari, per il potenziamento dei mezzi di comunicazione, per lo sviluppo e la sostenibilità ambientale, per il governo del territorio, per la creazione della città metropolitana, per la predisposizione di piani territoriali regionali e provinciali; documentazione varia concernente la nascita del Partito democratico della sinistra (Pds) e l’attività della cosiddetta “area riformista”.
Guarda gli scritti di Guido Fanti digitalizzati dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna
Biografia di Guido Fanti sul sito della storia istituzionale del Comune di Bologna
Estremi cronologici: 1927 – 2018 (data finale attribuita)
Consistenza: 123 buste (con all'interno 626 fascicoli, 138 volumi)
Inventario a cura di Stefano Zannoli
Andrea Ginzburg è nato il 9 aprile 1940 a Torino. Figlio di Leone e Natalia, fratello di Carlo, ha studiato economia come Special Student al M.I.T. (Cambridge, Massachusetts) nella seconda metà degli anni ‘60. Al rientro in Italia, ha partecipato alla fondazione della Facoltà di Economia e Commercio di Modena - insieme ai colleghi Michele Salvati, Sebastiano Brusco, Salvatore Biasco e Fernando Vianello - dove ha insegnato Politica economica dal 1970 al 2000. Negli anni ’70 l’ambiente intellettuale della Facoltà è stato definito “La scuola di Modena” per via dell’approccio interdisciplinare, realista e critico nei confronti delle teorie dominanti nell’affrontare i temi economici che contraddistingueva il corpo dei docenti. Nel 2001 è stato tra i fondatori della Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell'Economia di Reggio Emilia dove ha insegnato Istituzioni di economia ed Economia delle reti internazionali fino al 2010. È morto a Bologna il 4 marzo del 2018.
Il fondo è composto prevalentemente dalla documentazione prodotta da Ginzburg per attività scientifico-accademiche; è presente inoltre un ampio carteggio intercorso con docenti e ricercatori universitari.
Bibliografia completa delle opere e degli interventi di Andrea Ginzburg a cura di Stefano Zannoli
Estremi cronologici: 1951-1952
Consistenza: 1 busta
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Materiale relativo all’attività politica di Gianfranco Giovannini (1951-1952), in particolare sulla riforma fondiaria e sui problemi della terra. Aggregato all’Archivio del Partito Comunista Italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.
Estremi cronologici: 1945-1988
Consistenza: 1 busta
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Materiale relativo all’attività politica di Umberto Macchia (?-1988), in particolare sulla sua formazione politica, sul confino e sul periodo della Resistenza. Aggregato all’Archivio del Partito comunista italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.
Estremi cronologici: 1925-1981
Consistenza: 16 buste
Inventario a cura di Virginia Sangiorgi e Serena Corsellini
Le carte rappresentano la lunga e travagliata vicenda politica di Valdo Magnani (1912-1982) dagli anni della Resistenza in Jugoslava al 1982 attraverso la rottura con il PCI nel 1951 su posizioni antistaliniste, la creazione di un nuovo movimento politico, il rientro nel partito e la direzione del movimento cooperativo. Contengono appunti, relazioni, corrispondenza, documentazione politica, fotografie.
Bibliografia
Valdo Magnani e l’antistalinismo comunista, a cura di Stefano Bianchini. Milano: Unicopli, 2013
Tito Menzani. Valdo Magnani cooperatore: un intellettuale reggiano e il suo contributo per un’impresa differente. Milano: Unicopli, 2012
L’eresia dei magnacucchi sessant’anni dopo: storie, analisi, testimonianze, a cura di Learco Andalò. Bologna: Bononia university press, 2012
I Magnacucchi: Valdo Magnani e la ricerca di una sinistra autonoma e democratica, a cura di Giorgio Boccolari e Luciano Casali. Milano: Feltrinelli, 1991
Franca Magnani. Eine italienische Familie. Koln: Kiepenheuer und Witsch, 1990
Valdo Magnani. Dieci anni perduti, saggio critico e biografia a cura di Franco Bojardi. Bologna: Analisi, 1989
Nadia Caiti. Reggio Emilia 1945-1947: la formazione del gruppo dirigente comunista nella testimonianza di Valdo Magnani. Reggio Emilia: Tecnostampa, 1988
Biografia nel Dizionario Biografico Treccani
Estremi cronologici: 1967 - febbraio 1984
Consistenza: 6 buste (con all'interno 15 fascicoli)
Inventario a cura di Francesco Grassi
Il fondo archivistico si compone della documentazione prodotta e acquisita da Maurizio Masotti (Mezzano di Ravenna, 1946) nel corso della sua attività politica, dapprima come esponente del gruppo politico “Il Manifesto” e, successivamente, in qualità di segretario provinciale della Federazione di Ravenna del Partito di unità proletaria per il comunismo. Si compone, inoltre, della documentazione prodotta e acquisita dal soggetto produttore in quanto rappresentante sindacale della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil) tra il 1967 e il 1984.
Estremi cronologici: 1943-1983
Consistenza: 5 buste
Inventario integrato da Salvatore Alongi
La documentazione che compone il fondo è distinta in tre parti: un primo nucleo di materiale è composto da materiale relativo a Guerrino Malisardi (1917-1983): prevalentemente documenti di carattere politico relativi alla sua attività quale segretario della Camera del Lavoro di Molinella, e poi di responsabile sindacale nel settore delle Cooperative di Consumo. I documenti afferenti specificamente alla Anghel (giornalista del l’Unità) sono invece quasi interamente di natura personale. Il nucleo principale è composto di materiale che non è stato possibile attribuire ad alcuno dei due coniugi, o che costituiva patrimonio comune (materiale a stampa, appunti sull’attività di partito).
Estremi cronologici: 1865 - 2017 (data finale attribuita)
Consistenza: 10 buste (con all'interno 73 fascicoli e 1 volume)
Inventario a cura di Silvia Mura
Gian Carlo Negretti è nato a Calderara di Reno (Bologna) nel 1925. Dal 1943 è tesserato del Pci e partecipa ad azioni di contrasto al fascismo; dopo l’8 settembre si unisce alla Resistenza di pianura, militando tra le fila del battaglione Armaroli della 63° Brigata Garibaldi “Bolero”. Subito dopo la Liberazione entra a far parte della Federazione provinciale del Pci di Bologna, ricoprendo incarichi nel Centro di diffusione stampa e propaganda e nel Centro della cultura popolare, fino al 1959; negli stessi anni, mantiene in essere l’attività di artigiano orologiaio che lo accompagnerà per tutta la vita. Sempre nel 1959 entra nell’Apb (Associazione provinciale bolognese degli artigiani, poi Cna); negli anni Ottanta viene nominato presidente della Cra (Commissione regionale dell’artigianato), incarico che riveste fino al 2002. Muore a Bologna il 2 ottobre del 2017.
Il fondo si compone della documentazione prodotta e raccolta da Gian Carlo Negretti nello svolgimento della sua attività di partigiano, uomo politico e dirigente nel settore dell'artigianato, nonché del materiale prodotto e raccolto nella sua attività di studio e ricerca svolta per lo più come autodidatta.
Bibliografia:
Antonio Fanelli, Carlén l'orologiaio. Vita di Gian Carlo Negretti: la Resistenza, il PCI e l'artigianato in Emilia-Romagna, Bologna, Il Mulino, 2019
Estremi cronologici: 1906 – 2001
Consistenza: 70 buste (con all’interno 205 fascicoli)
Inventario a cura di Silvia Mura
Il fondo si compone della documentazione cartacea e fotografica prodotta e raccolta dai coniugi Luigi Orlandi (1909-2002; partigiano e senatore del Pci) e Diana Franceschi (1925-1984; partigiana e Consigliera comunale di Bologna) nel corso delle rispettive vicende lavorative e personali e delle comuni vicende familiari. In particolare, l’archivio è composto dalla documentazione relativa all’attività svolta da Luigi Orlandi all’interno del Pci e di varie istituzioni e associazioni (Associazione Italia-Ungheria, Anpi, Anppia, Cestas, Ente amministrazione degli ospedali di Bologna, Istituto Ramazzini, Provincia di Bologna, Senato della Repubblica), e da Diana Franceschi all’interno del Pci, dell’Udi, del Comune di Bologna e di altri organismi (Cooperativa Servizio ristoro bar, Istituto per ciechi “Cavazza”, Usl 29). Contiene inoltre documentazione relativa a vicende personali e familiari del nucleo Orlandi- Franceschi, come la corrispondenza di carattere privato e la gestione domestica. Contiene infine un nucleo autonomo di documentazione prodotto dalle Officine Viberti di Torino.
La Fondazione conserva anche un piccolo fondo, aggregato all’Archivio del Partito comunista italiano, Federazione provinciale di Bologna (1943-1991), contenente documenti relativi all’attività politica di Luigi Orlandi (1961-1963).
Estremi cronologici: 1947 – 1997 (con docc. del 1998)
Consistenza: 17 buste (con all’interno 194 fascicoli e 22 volumi)
Inventario a cura di Paola Infantino
Le carte documentano l’attività di Carlo Pagliarini (1926-1997) promotore ed organizzatore di attività culturali rivolte soprattutto ai giovani e alla loro educazione, nell’ambito delle associazioni connesse ai movimenti politici della sinistra, come fondatore dell’Associazione Pionieri d’Italia e più tardi da dirigente dell’Arci e dell’Arciragazzi.
Estremi cronologici: [1937-1995
Consistenza: 11 buste
Inventario a cura di Salvatore Alongi
La documentazione è in larga parte espressione dell’attività individuale e della vita personale di Leone Pancaldi (1915-1995): essa testimonia la vita privata trascorsa in compagnia di colleghi, estimatori, amici e parenti sopratutto nella sua casa atelier di Cuppio di Sotto, lo scambio epistolare con la famiglia durante il periodo dell’internamento militare in Polonia e in Germania e con gli amici e i colleghi per tutta la seconda metà del XX secolo, l’impegno artistico anche all’interno dei campi di internamento, la partecipazione a mostre e a premi d’arte nonché la realizzazione di esposizioni delle sue opere pittoriche, sia prima che dopo la sua scomparsa. Sono presenti anche materiali relativi all’attività dello studio professionale d’architettura di Leone Pancaldi: documentazione redatta su carta intestata dello Studio, fascicoli relativi alla curatela di mostre, alla progettazione di edifici e ad allestimenti museografici.
Estremi cronologici: 23 giugno 1963 - 30 maggio 2009 (con docc. del 10 dic. 2016)
Consistenza: 72 buste (con all'interno 181 fascicoli)
Inventario a cura di Valentina Corona
Adele Pesce nasce il 6 ottobre 1937 a Roma, da madre maestra e padre ferroviere. A partire dal 1961 si dedica alla professione di giornalista professionista; nel 1973, già iscritta al Partito comunista italiano (Pci), Claudio Sabattini, allora segretario generale della Federazione impiegati operai metallurgici (Fiom) di Bologna, le chiede di trasferirsi a Bologna per lavorare all’organizzazione delle cosiddette “150 ore”, i permessi indirizzati ai lavoratori che intendessero dedicarsi ad attività formative. Nella seconda metà degli anni ‘70, insieme ad Aureliana Alberici, Cristina Cacciari e Raffaella Lamberti, partecipa alla fondazione del Centro di documentazione, ricerca e iniziativa delle donne, successivamente costituitosi nell’Associazione Orlando. Nel 1984 fonda insieme a Maria Cristina Lasagni la società di ricerca sociologica e formazione Links, con la quale nel trentennio successivo realizza importanti ricerche di carattere regionale, nazionale e internazionale con un’attenzione specifica al tema del lavoro femminile e alla parità di genere, ai mutamenti nell’occupazione giovanile, alle trasformazioni della classe operaia, all’impatto delle nuove tecnologie sulla vita quotidiana, alla formazione professionale e all’imprenditorialità femminile. Muore a Bologna il 6 gennaio 2010.
Il fondo si compone della documentazione prodotta e acquisita da Adele Pesce nel corso della sua vita.
Estremi cronologici: 1936-1986
Consistenza: 2 buste
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Le carte raccolgono materiali, documentazione e testimonianze di Armando Pilati (1906-1975) del periodo del confino politico a Ponza; carte e documenti sulla Resistenza e su antifascisti bolognesi; materiali a stampa e di lavoro relativi all’attività politica come componente della Commissione Lavoro di Massa del Pci. Aggregato all’Archivio del Partito comunista italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.
Estremi cronologici: [1942 – 1976]
Consistenza: 9 buste
Inventario a cura di Salvatore Alongi
Vladimiro Ramponi (1924-1966) partigiano (nome di battaglia “Cristoforo”), membro del Comitato di liberazione nazionale locale, dal 1944 alla guida della sezione del Partito comunista italiano (Pci) di Pieve di Cento. Il 7 aprile 1946 viene eletto sindaco della città, carica riconfermata nelle tornate elettorali del 1951, del 1956, del 1960 e del 1964; muore improvvisamente a Pieve di Cento il 7 aprile 1966 all’età di soli 41 anni. Si compone di un piccolo nucleo di documentazione che può considerarsi direttamente riconducibile all’attività amministrativa e politica condotta da Vladimiro Ramponi, cui si affianca una cospicua sequenza di carte provenienti dagli archivi degli enti diretti da questi e dalla moglie Lea Zobboli o nei quali comunque i due coniugi rivestirono ruoli di responsabilità.
Estremi cronologici: 1951 – [2003 ante]
Consistenza: 12 buste
Inventario a cura di Salvatore Alongi
Sergio Soglia (1926-2003), giornalista. Entra in contatto nell’autunno del 1941 con l’ambiente antifascista operaio bolognese, dal 1946 partigiano con il nome di battaglia di “Ciro”. Nel dopoguerra viene chiamato dalla Federazione bolognese del Pci a impegnarsi nel lavoro giornalistico: nel 1950 diviene cronista del quotidiano l’Unità e, tra il 1953 e il 1955, è direttore del periodico La voce dei lavoratori. Organo della Camera confederale del lavoro di Bologna e provincia. É inoltre redattore e collaboratore di diversi periodici di sinistra: Noi donne, Lavoro, Vie nuove, La lotta, Due torri.
Come giornalista subisce una prima condanna alla reclusione con la sospensione condizionale; una seconda condanna lo porta all’espatrio clandestino a Mosca sul finire del 1955, dove riprende il lavoro giornalistico nella sezione in lingua italiana di “Radio Mosca”. Successivamente, tra marzo e luglio 1957, lavora in Cecoslovacchia per l’emittente di Praga “Radio Oggi in Italia”.
Rientrato a Bologna, diviene prima funzionario della Commissione stampa e propaganda, e, dopo un breve periodo come redattore per La lotta. Organo della Federazione comunista di Bologna e Due torri. Periodico d’informazione politica, torna alla redazione locale de l’Unità, di cui diventa capocronista dal maggio 1960 al 1976.
Nel gennaio 1960 diventa membro del Comitato federale del Pci di Bologna; nel marzo 1977 venne chiamato presso gli uffici della Giunta della Regione Emilia-Romagna per impiantare e guidare il Servizio informazione e stampa nonché il periodico illustrato Emilia-Romagna, che dirige fino al 1985. Nel 1982 è eletto nel Consiglio dell’Ordine regionale dei giornalisti. Tra il 1988 e il 1990 è direttore responsabile della testata giornalistica dell’emittente televisiva Rete7.
Svolge un’intensa attività pubblicistica interessandosi, in particolare, ai temi della Resistenza, della lotta politica e della polemica giornalistica, partecipando con successo a diversi concorsi letterari, tra i quali il Premio Campione d’Italia del 1981.
L’archivio raccoglie la documentazione prodotta da Sergio Soglia tra il 1951 e il 2003 nel corso dei suoi incarichi professionali e per esigenze di studio e ricerca personali. Tra questi si segnalano materiali riconducibili alla sua attività giornalistica relativa ai periodici L’Unità, La Lotta, Due Torri, Emilia-Romagna e all’emittente televisiva Rete7; varia corrispondenza scambiata tra Soglia e politici, amministratori, giornalisti, scrittori, docenti, professionisti, ecclesiastici e amici diversi; documenti inerenti i temi della Resistenza e dell’antifascismo.
Estremi cronologici: 1946-1965
Consistenza: 1 fascicolo
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Le carte comprendono documentazione personale e relativa alla militanza di Trombetti nel Pci. Aggregato all’Archivio del Partito comunista italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.
Estremi cronologici: 1944-1975
Consistenza: 2 buste
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Documentazione relativa all’attività politica svolta da Gaetano Verdelli, a livello nazionale, regionale e provinciale: programmi e appunti per i corsi tenuti presso la scuola di partito; materiali per trasmissioni radiofoniche (“Giornale parlato”). Aggregato all’Archivio del Partito comunista italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.
Estremi cronologici: 1943-1990
Consistenza: 63 buste
Inventario a cura di Sara Verrini
Protogene Veronesi (1920-1990) ha svolto attività nel Parlamento italiano come senatore del Pci dal 1972 al 1973. Dal 1973 al 1979 su designazione del Parlamento italiano è parlamentare europeo. Con le prime elezioni europee, nel 1979, viene poi eletto nel Parlamento europeo. È stato vicepresidente della Commissione per l’energia e la ricerca, membro della Commissione per la protezione dell’ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori e della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo.
Le carte includono la documentazione prodotta e raccolta da Veronesi relativa durante la sua attività politica, in qualità di senatore e parlamentare europeo, e relativa alla sua vita personale: documenti privati e personali, documenti relativi alla sua militanza all’interno del Pci, documenti inerenti alla carica di senatore italiano e parlamentare europeo, documenti raccolti dopo aver lasciato l’incarico di parlamentare. Comprende inoltre materiale a stampa relativo all’attività politica (monografie e fascicoli di rivista).
Estremi cronologici: 1953-1962
Consistenza: 1 fascicolo
Inventario a cura di Patrizia Busi e Salvatore Alongi
Contiene documentazione personale di Gianni Zaccherini. Aggregato all’Archivio del Partito comunista italiano (Pci), Federazione provinciale di Bologna.