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Le Nuove Povertà

Vedere la povertà

Dopo l’esperienza di Mappe Urbane e di Percorsi emotivi (dal 2006 al 2010) si è avviata una ricerca coordinata da Matilde Callari Galli ponendo al centro dell’attenzione gli effetti della crisi che ha investito il nostro Paese in tempi recenti. In particolare la
riflessione ha preso avvio da un’analisi empirica per individuare l’emergere dei processi di impoverimento a Bologna.

Sin dalla sua costituzione il Gruppo di ricerca sulle Nuove povertà è partito dalla consapevolezza della complessità del fenomeno che stava osservando ed ha sottolineato l’importanza di avvicinarsi ad esse con una multifocalità articolata: ha così posto a base del proprio metodo di lavoro e di riflessione la convergenza di discipline appartenenti alle diverse scienze sociali – antropologia, analisistatistica, sociologia, economia, linguistica – ma affiancandole con le testimonianze di chi per lavoro, per vocazione o per propri vissuti è a contatto quotidiano con la povertà.

Dopo una serie di seminari interni ed altri con la partecipazione di un pubblico più vasto, alla fine del 2010 e per tutto il 2011, con il supporto di Coop Adriatica, di Arci Emilia-Romagna e di Fondazione Cariplo, il Gruppo ha svolto una ricerca empirica i cui risultati sono stati pubblicati, nel 2013 in Vedere la povertà (Unicopli).

Il Gruppo di ricerca, coordinato per il livello scientifico e per quello generale da Matilde Callari Galli (antropologia), era costituito, per scelta, da persone appartenenti ad ambiti disciplinari differenti: Gianluigi Bovini (statistica), Alessandro Caspoli (sociale), Gabriella Cioni (sociologia), Davide Conte (economia), Francesca Crivellaro (antropologia), Cristiana De Santis  (linguistica), Giovanna Guerzoni (antropologia), Danielle Londei (linguistica), Natascia Nuzzo (ricerca sociale), Licia Reggiani (linguistica), Giuseppe Scandurra (antropologia), Siriana Suprani (storia), Leonardo Tancredi (sociale).

Le giovani generazioni e il lavoro a Bologna

Dal 2014 il Gruppo di studio e ricerca sulle Nuove povertà ha inquadrato un nuovo progetto di ricerca focalizzato sui giovani e centrato sull’analisi dei processi di inserimento delle nuove generazioni nella vita attiva della città di Bologna. Il coinvolgimento nella situazione di povertà di parte della classe media, la sua estensione alle nuove generazioni, la profonda diversità dei gruppi che oggi sono minacciati dal rischio precarietà e povertà, hanno spinto il Gruppo di studio ad avanzare il nuovo progetto di ricerca, sviluppatosi tra il 2015 e il 2016, che ha affrontato con maggiore ampiezza e profondità le dinamiche e le implicazioni di carattere economico e culturale del fenomeno evidenziato dalla ricerca precedente, stringendo tutto il suo interesse sui giovani dai 18 ai 34 anni residenti nella città di Bologna.

La ricerca pubblicata poi nel volume Giovani in lista d’attesa. Le giovani generazioni e il lavoro a Bologna. Realtà e aspettative a cura di Matilde Callari Galli (Bologna, Pendragon, 2016), svolta su un campione di mille giovani, ha visto l’applicazione di un metodo composito, che all’aspetto strettamente quantitativo unisce un approfondimento di carattere qualitativo, con interviste, focus group, discussioni, colloqui brevi e focalizzati su temi specifici, espressioni di opinioni personali.
I saggi presenti nel volume, a cura dei membri del gruppo di ricerca, riguardano i molti modi in cui il lavoro, con le sue aspettative, le sue realtà, le sue difficoltà, entra nei vissuti dei giovani bolognesi, determinandone comportamenti, tendenze culturali e politiche, orientamenti rispetto al futuro proprio e della città, e strutturandone le relazioni con la famiglia d’origine e con le passate generazioni. Una mappa della situazione lavorativa dei giovani bolognesi che dimostra la complessità di un universo dagli aspetti spesso contraddittori.