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Giuseppe Dozza. L’archivio in mostra

La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna ha promosso la mostra Giuseppe Dozza. L’archivio in mostra, allestita presso la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna dal 19 dicembre 2024 al 1° marzo 2025, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del sindaco della Liberazione. L’esposizione ha preso le mosse dall’Archivio Giuseppe Dozza, conservato dalla Fondazione fin dai primi anni Ottanta, quando il fondo — comprendente 57 faldoni di carte, manifesti, oggetti e 5 di stampe fotografiche — era stato affidato all’allora Istituto Gramsci Emilia-Romagna dalla Federazione bolognese del Partito comunista italiano.

Attraverso una selezione di materiali, la mostra ha restituito i nuclei tematici più significativi della biografia e delle carte di Dozza: la militanza antifascista e gli anni dell’esilio in Francia e in Unione Sovietica, il ruolo nell’Assemblea Costituente, l’attività amministrativa come sindaco di Bologna dal 1945 al 1966, il rapporto con la cittadinanza, le relazioni affettive e la passione per la montagna.

Particolare attenzione ha riscosso la sezione dedicata alle lettere che Dozza scrisse alla moglie Santa Dall’Osso durante il soggiorno a Washington nel giugno 1961, in occasione della World Conference of Local Governments presieduta da Dwight D. Eisenhower. Nelle sei lettere — indirizzate alla moglie con il nome affettuoso di Tina — Dozza ha raccontato il viaggio, l’impatto con la città, le sue architetture e i suoi abitanti, soffermandosi con particolare attenzione sul tema dei rapporti tra la popolazione bianca e quella afroamericana. Si tratta di documenti di notevole interesse storico, che restituiscono il punto di vista di uno dei primi comunisti italiani a varcare la frontiera statunitense su alcuni tratti di quella società durante la Guerra fredda. A queste lettere è stata affiancata una cartolina scelta tra quelle che Dozza e Santa si erano scambiati quotidianamente negli anni del fidanzamento, tra il 1917 e il 1920.

Per l’occasione, la Fondazione ha chiesto all’attore Lino Guanciale di interpretare la voce di Dozza nella lettura delle lettere: le registrazioni sono state rese disponibili al pubblico sia in mostra, tramite QR code, sia sul sito della Fondazione. Nel corso dell’esposizione si sono tenute due visite guidate a cura di Enrico Pontieri, mercoledì 19 e giovedì 27 febbraio alle ore 17.30, entrambe con il tutto esaurito e con circa 50 partecipanti complessivi.
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, con il patrocinio del Comune di Bologna e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.