
In occasione dei cinquant’anni dalla prima Conferenza Internazionale sulle Donne (1975) la Fondazione Gramsci propone un intervento del prof.ssa Raffaella Baritono dell’Università di Bologna.
Il 15 dicembre 1975 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 31/136, con la quale fece proprio il Piano d’Azione e la Dichiarazione approvati alla fine della Prima Conferenza sui Diritti delle Donne, svoltasi a Città del Messico dal 19 giugno al 2 luglio di quello stesso anno.
Il 1975 era stato infatti proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Donne. Le Nazioni Unite e le conferenze organizzate dal 1975 in avanti divennero uno dei principali palcoscenici di espressione delle diverse – e talvolta conflittuali – correnti di un femminismo composito e plurale, consolidatosi con la nuova fase di attivismo avviata dagli anni Sessanta con i femminismi radicali. Alla fine del decennio le parole chiave – uguaglianza, sviluppo, pace – assumevano nuove articolazioni grazie a un movimento femminista sempre più plurale che poneva l’attenzione sul concetto di agency e sull’intreccio tra classe, razza, etnia, genere ed età come elementi essenziali nelle strategie politiche e nelle lotte per la libertà delle donne.
I video del calendario civile
I viedeo del calendario civile sono produzioni originali realizzati dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.
Ogni contributo audiovisivo, della durata di circa trenta minuti, approfondisce una data significativa del calendario civile nazionale e internazionale, offrendo una riflessione storica, culturale e civile sulle ricorrenze che scandiscono la memoria collettiva contemporanea.
La programmazione dei video è definita in collaborazione con il Comitato Scientifico della Fondazione, che seleziona le date da trattare, combinando eventi di ampia notorietà con giornate meno conosciute ma di particolare valore storico e simbolico. Questa scelta consente di proporre un percorso di conoscenza dinamico, capace di intrecciare memoria e attualità, ricerca e divulgazione.
I video, interamente prodotti dalla Fondazione, nascono da un lavoro condiviso di documentazione e analisi che unisce il rigore della ricerca storica alla cura della comunicazione visiva. Ogni episodio si articola in interventi, materiali d’archivio, letture e testimonianze, offrendo strumenti di approfondimento e spunti di riflessione sui temi della libertà, della giustizia, della pace e dei diritti.