
La Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, in collaborazione con il Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna e con la Johns Hopkins University SAIS Europe di Bologna, avvierà un progetto di ricerca dedicato alla Guerra Fredda a Bologna, reso possibile grazie all’idea e al sostegno economico di David W. Ellwood, docente di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Bologna dal 1991 al 2012, successivamente professore alla Johns Hopkins University e oggi Senior Associate Fellow presso la Johns Hopkins University SAIS Europe. Nato a Cumbria nel 1946, Ellwood aveva già collaborato con la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna negli anni Novanta, partecipando a un gruppo di lavoro sulla storia degli Stati Uniti in età contemporanea (vedi il progetto).
Il progetto, dal titolo Per una storia della Guerra Fredda a Bologna. Un approccio multidisciplinare alle dinamiche politiche, sociali e culturali, sarà guidato da un comitato scientifico composto dall’ideatore David Ellwood, da Paolo Capuzzo, presidente della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, da John Harper per la Johns Hopkins University SAIS Europe e da Marica Tolomelli per il Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna.
La ricerca sarà condotta da tre giovani studiosi — Bruno Settis, Stefano Chessa Altieri e Giovanni Tonolo — che si dedicheranno a una sistematica esplorazione di numerosi archivi, istituzionali e privati, all’analisi di molteplici fonti a stampa e alla raccolta di testimonianze di protagonisti della storia politica e della società civile bolognese.
Bologna fu, negli anni della Guerra Fredda, uno dei contesti più dinamici del panorama occidentale: città amministrata dalla sinistra e sede universitaria con forti legami europei e nordamericani, rappresentò un crocevia di influenze culturali, un terreno di confronto ideologico e, al tempo stesso, di sperimentazione politica e sociale. Ricostruire come la Guerra Fredda sia stata vissuta in questo spazio urbano significa dunque andare ben oltre la dimensione locale, riannodandosi ai più ampi quadri della storia italiana e internazionale della seconda metà del Novecento.
Il progetto affronterà il tema delle diverse antropologie politiche che si sono confrontate in città, con i loro apparati simbolici e le rispettive culture della propaganda. Saranno analizzati il mondo della cultura, dell’università e i processi di formazione delle classi dirigenti. Particolare attenzione verrà dedicata alla trasformazione dei ruoli e delle identità di genere, ai movimenti femminili e femministi. Il mondo del lavoro — sindacale e imprenditoriale — sarà indagato per ricostruire attori e contesti della grande trasformazione sociale che investì l’area bolognese in quei decenni. Infine, saranno approfondite le relazioni internazionali della città, dal rapporto con gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica alle interazioni con l’Europa e con numerosi paesi del Sud del mondo.
I risultati della ricerca saranno diffusi attraverso molteplici canali: pubblicazioni scientifiche, programmi didattici e seminari aperti alla cittadinanza. L’obiettivo è fare di questo lavoro un patrimonio accessibile, capace di stimolare il dibattito pubblico sulla memoria della città e di contribuire alla comprensione del presente attraverso la conoscenza del passato. Il progetto includerà inoltre una dimensione comparativa, mettendo a confronto l’esperienza bolognese con quella di altre città italiane ed europee, per coglierne le specificità nel più ampio quadro della Guerra Fredda nel mondo occidentale