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Un anno alla Fondazione Gramsci: il racconto dei volontari del servizio civile

Dentro una biblioteca c’è molto più di quanto sembri. A chi si immagina le biblioteche e gli archivi come luoghi oscuri, polverosi, noiosi, dove regnano una serietà impassibile e un rigido silenzio, possiamo dire che la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna non è certo così. La biblioteca è innanzitutto un ambiente vivo, a disposizione degli studiosi, dei ricercatori e dei semplici curiosi che la animano. È un luogo di disseminazione del sapere, di scambio culturale e di dibattito, di cura e conservazione del passato, con l’ambizione di costruire un futuro migliore.

La nostra esperienza di servizio civile alla Fondazione Gramsci è fatta di tante mansioni differenti, a contatto con il pubblico e a supporto del personale. Diversamente da molti lavori, al servizio di reference interagiamo quotidianamente con dei lettori e delle lettrici, e non con clienti, quando registriamo prestiti e rientri di libri, concediamo proroghe e altro ancora: se document delivery, ILL e PIC sono espressioni che vi dicono poco, in breve tempo imparerete di cosa stiamo parlando e come affrontare queste procedure. Trattandosi di una biblioteca specializzata in storia contemporanea e filosofia politica, fare ricerche bibliografiche per aiutare e consigliare il pubblico diventa un compito prezioso, nonché gratificante sul piano personale. Quando poi arrivano nuovi libri, imparare a catalogarli può richiedere tempo e un po’ di fatica, ma permette di ampliare un patrimonio già ricchissimo.

Le attività della Fondazione non si limitano alla sola gestione della biblioteca. Gli archivi di documenti storici hanno bisogno di cura e valorizzazione: per questo parte del nostro lavoro è stato dedicato a descrivere in maniera preliminare i fondi archivistici di recente acquisizione (in attesa che archivisti professionisti li possano riordinare) e alla digitalizzazione di documenti, per facilitarne l’accesso e la consultazione. Una particolarità speciale del Gramsci rispetto a molti altri enti culturali è la banca dati Manifestipolitici.it, che da oltre vent’anni mette a disposizione online migliaia di manifesti di carattere politico e sociale, un archivio digitale in continua espansione di cui anche noi ci siamo occupati così da rendere fruibili queste fonti sul passato, importanti quanto spesso trascurate. Abbiamo contribuito anche a gestire l’organizzazione delle conferenze, dei seminari e dei tanti altri eventi che la Fondazione promuove per tenere vivo il dibattito su temi politici, sociali, storici e di attualità. Infine, per dare il giusto risalto a tutte queste attività, è stato nostro compito realizzare contenuti (grafici e testuali) per i canali social e il sito web.

Insomma, il servizio civile alla Fondazione Gramsci è una bella occasione per imparare – e tanto! – e per approcciarsi al mondo del lavoro in un ambiente tutto da scoprire. Questa esperienza permette di crescere e di sviluppare varie competenze trasversali: misurarsi con le attività a contatto con il pubblico e nel lavoro di squadra, sentirsi responsabilizzati e incoraggiati a lavorare in autonomia, scoprire l’organizzazione e l’“economia” interna a un piccolo ambiente lavorativo e, non meno importante, acquisire familiarità con la deontologia professionale delle biblioteche e degli istituti culturali, dalla conservazione del patrimonio alla sua corretta divulgazione e fruizione.

Questo testo è stato scritto dai volontari del servizio civile Cecilia Lo Gioco, Lorenzo Tana, Enrico Turci e Stefano Monetti, che hanno trascorso il loro anno alla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna raccontando in prima persona cosa significa lavorare, e crescere, in un istituto culturale.

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