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I laboratori a scuola del progetto Fonti e Futuro

Il 5 maggio 2026 si è concluso il percorso di laboratori a scuola di Fonti e futuro, il progetto di educazione storica e civica della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna che promuove l‘uso consapevole delle fonti come strumento di comprensione del presente e di partecipazione democratica.

L’ultimo appuntamento ha portato la terza media delle Scuole medie “Fabio Besta” di Bologna a confrontarsi con le fonti d’archivio sulla Bologna democratica dei primi anni Settanta, affrontando la vicenda dell’attentato al treno Italicus del 4 agosto 1974. Il laboratorio è stato condotto da Toni Rovatti dell’Università di Bologna e utilizzerà materiali provenienti direttamente dall’Archivio della Fondazione.

Un percorso che complessivamente ha coinvolto 3 scuole, 4 classi, 7 laboratori e 100 studentesse e studenti — e che si inserisce nella 25ª edizione di Quante storie nella Storia, la Settimana della didattica e dell’educazione al patrimonio in archivio (4–10 maggio 2026).


Il percorso è iniziato il 10 aprile al Liceo Scientifico Augusto Righi, con una lezione della professoressa Karin Pallaver (Università di Bologna) dedicata alle fonti storiche e alle metodologie storiografiche nello studio delle forme di resistenza africana al colonialismo europeo. Nei due laboratori successivi con Teresa Colliva della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, il 17 e il 20 aprile, le classi 5°B e 5°A hanno analizzato in gruppi fonti documentali e iconografiche sul colonialismo fascista italiano: discorsi di Mussolini, copertine de «La difesa della razza», volantini anticolonialisti, decreti-legge, materiali di propaganda per bambini e ragazzi.


Al Liceo Artistico Arcangeli, il 13 aprile, il professor Davide Domenici (Università di Bologna) ha condotto una lezione su cultura materiale e civiltà indigene americane, proponendo una decostruzione della narrativa tradizionale sulla «scoperta» dell’America attraverso due straordinari oggetti conservati a Bologna: la Maschera di Yacateuctli e il Codice Cospi. Il 14 aprile Teresa Colliva ha poi guidato la stessa classe nell’analisi di fonti primarie sulla vicenda degli Assabesi all’Esposizione Internazionale di Torino del 1884.


Il 28 aprile si è svolto il primo incontro alle Scuole medie “Fabio Besta”, un laboratorio differente dagli altri perché rivolto a una terza media: si è scelto di partire dalle basi, esplorando che cosa significa fare storia e che cosa sono le fonti. Attraverso fotografie e manifesti tratti dagli archivi della Fondazione, ragazze e ragazzi sono stati invitati a osservare direttamente i materiali, a porre domande e a intervenire, in un percorso il più possibile laboratoriale e partecipato.

L’intero progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e si articolerà nelle sue fasi per tutto il 2026.