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Il partito politico americano e l’Europa

Maurizio Vaudagna (a cura di)
Il partito politico americano e l’Europa
Feltrinelli, Milano 1991
€ 21

 

Indice

Introduzione. di Maurizio Vaudagna

Parte Prima
Il patito politico americano e l’Europa:interpretazioni storiche e contemporanee

Paolo Pombeni, Sistema europeo dei partiti e partito americano nella tradizione storico-politologica del liberalismo europeo

Armando Testi, “Questi partiti selvaggi e voraci.” James Bryce, Moisei Ostrogorski e l’immagine del partito americano. Le loro fonti nel contesto della lotta politica negli Stati Uniti di fine Ottocento

Alexander Manykin e Roman A.Setov, Il sistema politico negli Stati Uniti: l’opinione degli studiosi sovietici

Gianfranco Pasquino, Partito americano o politica americana:quale modello da imitare?

Marie-France Toinet, “Americanizzazione”o”europeizzazione”: lo sudio attuale dei partiti americani nel processo politico

Sergio Fabbrini, Il partito europeo nel dibattito politologico statunitense

Parte Seconda
Il partito politico e l’Europa:protagonisti e tendenze del sistema partitico

Theodore Lowi, I gruppi d’interesse e lo stato. L’attuale esperienza americana

Luigi Graziano, Partiti e lobbies:riflessioni sul caso americano

Melvyn Dubofsky, Gli operai dell’industria statunitense e i partiti politici da Roosevelt a Regan

France Fox Piven, Regole e partiti e atteggiamenti politici:l’assenteismo elettorale americano in prospettiva comparativa

Maurice Duverger, Personalizzazione del potere o istituzionalizzazione del potere personale?

Scheda

La vita dei partiti politici americani è spesso apparsa in passato molto lontana da quella dei loro omologhi europei. Di recente tuttavia, a causa delle difficoltà che incontra il modello del partito operaio, soprattutto dopo la caduta dei regimi del socialismo reale, e della crisi della partecipazione politica, il partito “all’americana” è tornato ad essere oggetto di interesse da parte degli osservatori politici europei. In sostanza sono a confronto due posizioni: chi sostiene che un partito pragmatico, flessibile, anti-ideologico, con una composizione sociale fluttuante e senza progetto politico preciso, è più adatto a tradurre nella politica la varietà e la frantumazione della società attuale; chi invece obietta che il tramonto di una politica caratterizzata da partiti “forti” avvantaggerebbe il dominio dei gruppi di pressione più potenti, soprattutto dei grandi enti economici. Questo libro fornisce utili strumenti analitici e informazioni per questo dibattito così vivace anche nella discussione pubblica in Italia.